OPEN DAYS

Cresce la rete

Cinquemila iscritti da 212 regioni di 33 Paesi

Oltre 5mila iscritti, in rappresentanza di 212 regioni di 33 Paesi: dall’8 all’11 ottobre si è svolta la più partecipata edizione degli Open Days-Settimana europea delle regioni e delle città, organizzati dal Comitato delle Regioni assieme alla Commissione Ue, con decine di eventi a Bruxelles, cui aggiungere un centinaio di manifestazioni decentrate nei diversi Stati membri.SVILUPPO E SOLIDARIETÀ. I seminari e i momenti di confronto politico organizzati all’interno degli Open Days si sono occupati dei nuovi programmi regionali per il periodo 2007-2013, sotto il titolo complessivo: “Passiamo alla realizzazione! Le regioni e le città creano crescita e occupazione”. MICHEL DELEBARRE , presidente del Comitato delle Regioni e sindaco di Dunkerque (Francia), che è stato tra i principali sostenitori dell’iniziativa, ha spiegato: “Da quando sono stati inaugurati nel 2003, gli Open Days sono diventati una piattaforma straordinaria di comunicazione, discussione e collaborazione in rete fra le regioni e i protagonisti della politica regionale e di coesione in Europa”. Aggiungendo poi: “Bisogna passare alla realizzazione degli obiettivi in regioni non soltanto più competitive ma anche più solidali le une con le altre”. Il commissario DANUTA HÜBNER , responsabile delle politiche regionali dell’Ue, ha messo in risalto a proposito della edizione 2007, la compresenza “di una squadra unica di esperti europei, per discutere le questioni legate allo sviluppo locale, in modo che emergano nuove idee e si veda come possiamo migliorare la realizzazione della politica comunitaria in materia di coesione”, il cui “obiettivo di fondo consiste nell’elevare il livello di vita in tutte le regioni e le città dell’Unione”. IL “CAFFÈ DEGLI INVESTITORI”. Tra i partecipanti, numerosi sono stati gli amministratori locali, interessati ai programmi e ai fondi per lo sviluppo stanziati dall’Ue, ma anche politici di caratura nazionale e vari ospiti, come Philippe Maystadt, presidente della Banca europea per gli investimenti e Raphael Alomar, Governatore della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa. Nella sessione di chiusura di giovedì 11 si è invece svolto un convegno sul futuro della politica regionale nel contesto della globalizzazione, con una relazione di Michael Spence, Nobel per l’economia nel 2001. La manifestazione di quest’anno si è pure soffermata sulla dimensione internazionale della politica regionale, con la partecipazione di ministri e rappresentanti territoriali di Cina, Russia e Brasile. Uno spazio specifico, il “Caffè degli investitori”, è stato allestito per far incontrare gli enti territoriali, gli investitori pubblici e le aziende e affrontare alcuni nodi essenziali suggeriti dai promotori degli Open Days: trasporti, energia, ambiente, salute, ricerca, ingegneria finanziaria e innovazione.L’UE SCOMMETTE SUI TERRITORI. Sempre in occasione degli Open Days, è stato presentato il nuovo Annuario regionale Eurostat 2007, che include dati e sondaggi riguardanti 268 aree regionali dei 27 Stati membri oltre a Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Il volume riporta analisi, tabelle e osservazioni su dodici temi principali, attorno ai quali viene operato un confronto tra le diverse aree e sub-aree dell’Unione europea: si studiano, ad esempio, la popolazione, il prodotto interno lordo regionale, i redditi familiari, il mercato e la produttività del lavoro, l’innovazione e la ricerca, i trasporti, l’educazione. Nel presentare l’Annuario, il direttore di Eurostat, HERVÉ CARRÉ , ha spiegato: “Il 2007 rappresenta un momento molto importante per le regioni, per il debutto della nuova politica di coesione” dell’Ue. Essa consentirà, da qui al 2013, “di investire nello sviluppo regionale una cifra senza precedenti, pari a 347 milioni di euro”, suddivisi in 450 programmi nazionali, territoriali e transfrontalieri. Ecco dunque “queste statistiche, che faranno parte dei criteri utilizzati per valutare i progressi dello sviluppo regionale”. PRAGA, DUBLINO E LE REUNION… Sfogliando l’Annuario si scopre, ad esempio, che la regione di Praga (Repubblica Ceca) possiede la più alta percentuale europea di studenti in rapporto alla popolazione giovanile, seguita da Vienna (Austria) e Bruxelles (Belgio). Il più elevato tasso di impiego femminile si registra invece in sette regioni inglesi, quattro svedesi e due finlandesi; sul fronte opposto si situano quattro regioni meridionali italiane e le Reunion francesi. Riguardo la percezione degli spazi urbani, i cittadini di Praga sono quelli che in misura più elevata si dichiarano convinti che nella loro città sia “facile trovare un buon alloggio a prezzi ragionevoli” (indice 75), seguiti da quelli di Kobenhavn (Danimarca, indice 74) e Dublino (Irlanda, 70). In fondo a questa classifica si posizionano Napoli e Palermo (Italia) e Francoforte sull’Oder (Germania), con indice pari a 3. L’Annuario è consultabile nel sito di Eurostat: http://ec.europa.eu/eurostat.