AUSTRIA

Il dolore dei piccoli

Assistenza ai malati terminali, con un occhio in particolare ai bambini

Si è celebrata il 6 ottobre la Giornata mondiale degli hospice. Una ricorrenza che in Austria è stata occasione per riflettere sulle possibilità di potenziamento dei servizi e per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’assistenza ai malati terminali, in particolare ai bambini: un tema troppo spesso taciuto. LEADER IN EUROPA. L’Austria è leader in Europa per i servizi di hospice e di cure palliative. Per favorire e incrementare l’attività dei volontari negli hospice, la federazione Hospiz Österreich ha siglato un accordo con la Federazione austriaca delle casse di risparmio per una cooperazione di due anni che prevede lo stanziamento di fondi di 60.000 Euro all’anno. L’accordo è stato presentato nei giorni scorsi a Vienna da suor HILDEGARD TEUSCHL responsabile della federazione. Verranno inoltre create strutture per la supervisione dei circa 3000 collaboratori e saranno disciplinati ex novo i risarcimenti. Sulla base di altri accordi a livello federale, le casse di risparmio metteranno a disposizione aule per la formazione e le riunioni dei volontari degli hospice. La formazione è un aspetto importante che viene curato particolarmente per salvaguardare il livello dell’assistenza. “Attualmente, i volontari devono aver frequentato un corso di abilitazione di 70 ore, prima di poter operare nell’assistenza ai morenti”, ha dichiarato Teuschl, ricordando anche alcuni dati significativi dell’attività per l’anno 2006: 7000 persone assistite dai 120 team mobili di hospice per un totale 260.000. L’attività di hospice è assicurata inoltre da sei hospice fissi, due day-hospital, 22 centri per le cure palliative, 26 team mobili per le cure palliative e 25 centri di consulenza per le cure palliative. HOSPICE PER I BAMBINI . Anche i bambini e i giovani hanno bisogno dei servizi di assistenza offerti dagli hospice: questo aspetto dell’attività degli hospice è stato sottolineato dalla Caritas della diocesi di Linz nel corso di una conferenza dedicata appunto a questo tema spesso ignorato. Nel 2006, il 17% delle persone assistite dagli hospice era costituito da pazienti al di sotto dei 40 anni. E negli ultimi tre anni sono stati assistiti in tutto dieci tra bambini e giovani fino a 16 anni con patologie genetiche gravi, spesso correlate ad handicap fisici e mentali, nonché tre bambini con tumori incurabili. “Le malattie gravi e incurabili, così come la morte in gioventù o in tenera età sono ancora tabù nella nostra società”, ha constatato ULRIKE PRIBIL , direttrice del servizio mobile di hospice di Linz. “Lo stesso vale per la situazione di bambini che vivono situazioni luttuose”, ha aggiunto. Non parlare della morte di giovani e bambini è “problematico anche perché proprio i giovani gravemente ammalati necessitano spesso di maggiore sostegno oppure di un’altra forma di aiuto rispetto a persone di età più avanzata. Anche i famigliari sono spesso esposti a carichi emotivi supplementari”, ha puntualizzato Pribil. Per questo motivo, il lavoro di assistenza offerto dagli hospice e dai centri di cure palliative è spesso maggiore quando si tratta di aiutare giovani pazienti e richiede spesso una disponibilità continua verso il malato e i congiunti. I BAMBINI E LA MORTE. Sostenere maggiormente i bambini che affrontano il lutto per la perdita di famigliari: questo l’obiettivo della Caritas dell’arcidiocesi di Vienna con la sua nuova iniziativa: “Kindertrauer” (lutto infantile), un nuovo ufficio per affrontare la realtà del lutto infantile, che organizzerà conferenze e manifestazioni informative, nonché l’assistenza alle famiglie e alle classi coinvolte dall’evento luttuoso. Le informazioni e la mediazione per le offerte di assistenza verranno messe a disposizione gratuitamente, è stato puntualizzato durante la presentazione. “I bambini si sentono spesso soli e non compresi perché la morte e il lutto sono temi tabù” e vengono taciuti dagli adulti, ha osservato MICHAEL LANDAU , direttore della Caritas. “I bambini vivono la morte e il lutto di persone di riferimento importanti, come nonni, genitori, fratelli/sorelle o anche amici in modo diverso rispetto agli adulti”, ha aggiunto. La grande domanda di assistenza è emersa dalla stretta collaborazione con la struttura mobile di hospice della Caritas, che ha assistito nel 2006 oltre 1300 tra malati e i loro famigliari. “Vogliamo da un lato accompagnare i bambini che affrontano un lutto, sostenendo contemporaneamente gli adulti, affinché i bambini possano affrontare in modo creativo le proprie emozioni e paure, in modo da prevenire la chiusura in se stessi, la depressione, l’angoscia di vivere e disturbi dello sviluppo”, ha dichiarato INES PFUNDNER , direttrice di Kindertrauer.