Pensioni di mobilità

È stata adottata settimana scorsa dalla Commissione europea – dopo le modifiche apportate dall’Europarlamento in prima lettura – l’attesa proposta di direttiva “relativa ai requisiti minimi per accrescere la mobilità dei lavoratori migliorando l’acquisizione e la conservazione di diritti alla pensione complementare”, con la quale Bruxelles intende eliminare gli ostacoli alla mobilità occupazionale senza “penalizzare” chi si avvale del diritto alla libera circolazione. Commentando il nuovo testo, il Commissario Ue responsabile dell’occupazione, degli affari sociali e delle pari opportunità Vladimir Spidla ha posto in evidenza la “determinazione delle Istituzioni nell’eliminare gli ostacoli alla mobilità in Europa, esempio concreto di flexicurity”, sottolineando come “una delle maggiori sfide consiste nel trovare il buon equilibrio tra la riduzione delle barriere ed il mantenimento di un ambiente di lavoro stabile e sostenibile per sviluppare il regime pensionistico complementare”. La direttiva, dalla quale è stata esclusa la normazione definitiva in merito alla vexata quaestio del trasferimento dei diritti di pensione da uno Stato all’altro, attende ora il voto unanime del Consiglio prima di passare entro fine anno all’esame del Pe per la seconda lettura.