PARLAMENTO UE

Ce n’era bisogno

Il “segnale forte” venuto dal vertice di Lisbona

L’Europa dei Trattati e quella dei “risultati”. Non due visioni contrapposte, semmai due facce della stessa medaglia. Il Parlamento Ue, riunito a Strasburgo per la sessione plenaria dal 22 al 25 ottobre, ha affrontato un dibattito sui risultati del vertice di Lisbona, ha analizzato in prima lettura il bilancio comunitario per il 2008, per poi soffermarsi su diversi temi “concreti”: dalla politica estera all’uso “sostenibile” di alcuni pesticidi, dal controllo dei gas di scarico delle auto al rincaro dei prezzi di latte e cereali. Approvato inoltre un documento sul nucleare che ne sottolinea “i vantaggi per la diversificazione delle fonti e la lotta ai cambiamenti climatici”. Una relazione passata in aula chiede invece “norme volte ad abolire in tutta l’Ue la possibilità di fumare in locali chiusi”.CON IL TRATTATO, UE PIÙ FORTE. “La Conferenza intergovernativa che avevamo inaugurato il 23 luglio e che si è chiusa il 18 ottobre è stata la più rapida della storia. Il motivo è preciso: l’Europa aveva bisogno di un segnale forte, di fiducia. A Lisbona abbiamo realizzato un accordo che risolve la crisi dell’Unione e che guarda al futuro”. JOSÉ SOCRATES , premier portoghese e presidente in esercizio del Consiglio Ue, intervenuto in emiciclo, ha difeso l’operato della presidenza di turno, ritenendo il nuovo Trattato “un successo”. Socrates ha ringraziato per la cooperazione ottenuta da Commissione, Parlamento e Stati membri: “Tutti hanno cercato di giungere a un risultato positivo”. Davanti all’Europarlamento il politico lusitano ha però elencato i “vari ostacoli” che la Conferenza intergovernativa e il summit del 18 e 19 ottobre hanno dovuto superare: la clausola di Ioannina (con la quale una decisione assunta dal Consiglio Ue a maggioranza può essere congelata temporaneamente), la questione degli avvocati generali della Corte di giustizia (passati da 8 a 11), la ripartizione dei seggi al Parlamento, le clausole opt-out. SCONFITTI GLI EUROSCETTICI. Secondo José Socrates “non bisogna poi dimenticare che il Trattato di Lisbona conferisce valore giuridico vincolante alla Carta dei diritti”, “rafforzando la cittadinanza europea”. Il dibattito in aula ha riservato interventi di apprezzamento al lavoro della presidenza portoghese ma anche numerose e dure critiche per l’esito del summit e per i contenuti del Trattato, spesso paragonati a quelli della Costituzione del 2004. Per JOSÉ MANUEL BARROSO , presidente della Commissione, anch’egli intervenuto a Strasburgo, “dal summit di Lisbona escono sconfitti gli euroscettici”. Secondo il capo dell’Esecutivo, “questo trattato realizza il maggior progresso oggi possibile” per l’Europa comunitaria. A proposito delle deroghe ottenute da alcuni paesi (Gran Bretagna, Polonia) sulla Carta dei diritti e sulle politiche di giustizia e sicurezza, Barroso aggiunge: “E’ meglio avere delle clausole opt-out valide solo per pochi paesi, piuttosto che un’Europa intera che rallenta la propria marcia”.LO “SPIRITO DI LISBONA”. Riguardo al documento sulla globalizzazione presentato dalla Commissione a Lisbona, e che costituisce il pilastro fondamentale del programma 2008 dell’Esecutivo, Barroso ha aggiunto: “E’ stato accettato il principio della quinta libertà in Europa. Ossia la libertà di circolazione dei ricercatori e delle conoscenze”, essenziale “per l’Europa del futuro, che intende tenere il passo della mondializzazione dei processi”. Tale documento era stato richiesto dal Consiglio e sarà ulteriormente affrontato al vertice di dicembre. “In questo modo vogliamo dimostrare che, approvato il Trattato, l’Europa non si ferma, anzi sta già guardando avanti – puntualizza Barroso -. E nel futuro ci sono l’economia della conoscenza, i progressi della ricerca, la competitività, una maggiore coesione sociale, la qualità del lavoro e il rispetto dell’ambiente”. “Occorre tener vivo lo spirito di Lisbona”, ha concluso Barroso, “il quale ha permesso di varare il Trattato”. Uno spirito da applicare ora “alla concretezza dei problemi che riguardano i cittadini, che si attendono un’Europa forte, che sappia produrre risposte alle loro attese”.AUTO MENO INQUINANTI. Tra gli altri temi sui quali si è espressa l’Eurocamera, ha riscosso interesse la relazione del deputato inglese CHRIS DAVIES , approvata in emiciclo, che chiede di “ridurre fino a 125 g/km le emissioni di Co2 delle auto entro il 2015”, ottenendo – è questa la particolarità – tale obiettivo “con il solo ricorso a miglioramenti tecnici dei veicoli”. Una documento che riguarda direttamente le case produttrici di vetture, mentre sollecita gli Stati membri “ad adottare un sistema di penali e una migliore pubblicità delle prestazioni ecologiche delle auto, nonché incentivi fiscali e sistemi di rottamazione per rinnovare il parco macchine”. Ma è necessario anche agire sugli stili di guida (moderando la velocità e dunque i consumi), i biocarburanti (da incentivare) e la viabilità, da rendere più scorrevole grazie a nuove infrastrutture viarie.