Inclusione dei più emarginati

La Commissione europea ha presentato nei giorni scorsi un Piano integrato di lotta contro la povertà e per l’inclusione dei cittadini maggiormente emarginati dal mercato del lavoro, iniziativa strategica di “inserimento attivo” che si iscrive nelle misure dell’Agenda sociale europea volte a raggiungere migliori risultati nel campo della giustizia sociale e della coesione economica. Secondo il commissario responsabile degli affari sociali, dell’occupazione e delle pari opportunità Vladimir Spidla, la parola d’ordine di Bruxelles è “per svantaggi molteplici, soluzioni molteplici ed integrate”, dal momento che “l’inserimento sociale e la presenza sul mercato del lavoro vanno di pari passo”. La strategia comunitaria si basa su tre elementi chiave: un adeguato aiuto al reddito (che consenta il superamento della soglia di povertà e la dignità abitativa), l’accesso a mercati del lavoro di tipo inclusivo (con impieghi stabili il più possibile adattati alle esigenze personali capaci di “contribuire ad occupare un posto nella società ed aumentare l’attitudine al lavoro”) e la qualità dei servizi sociali. La commissione intende chiedere agli Stati membri – e soprattutto alle autorità regionali e locali – ed ai partner sociali di impegnarsi “senza riserve” per il buon esito del Piano, anche utilizzando al meglio le cospicue risorse messe a disposizione dal Fondo sociale europeo.