RADICI CRISTIANE

Tre storie di libertà

Austria, Polonia e Spagna: i Paesi dei nuovi beati

Austria, Polonia, Spagna. Appartengono a questi tre Paesi i servi di Dio che verranno proclamati beati tra il 26 e il 28 ottobre. Franz Jägerstätter, austriaco, martire del regime nazista, verrà proclamato beato, il 26 ottobre, nella cattedrale dell’Immacolata di Linz (Austria, ore 10). Celina Chludzi?ska, polacca, fondatrice della Congregazione delle suore della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, verrà proclamata beata, il 27 ottobre, a Roma (basilica di San Giovanni in Laterano, ore 16). Infine, i 498 martiri spagnoli del XX secolo saranno proclamati beati, il 28 ottobre, a Roma (basilica di San Paolo fuori le mura, ore 10). Proponiamo alcuni pensieri e brevi note biografiche dei nuovi beati.FRANZ JÄGERSTÄTTER. “Scriverò solo qualche parola, così come essa mi esce dal cuore. Scrivo con le mani legate, ma è meglio così che se fosse incatenata la volontà. Talvolta Dio ci mostra apertamente la sua forza, che egli dona agli uomini che lo amano e non preferiscono la terra al cielo. Né il carcere, né le catene e neppure la morte possono separare un uomo dall’amore di Dio e rubargli la sua libera volontà. La potenza di Dio è invincibile…”. Con queste parole il 9 agosto 1943 si consegna al boia Franz Jägerstätter, il contadino austriaco che osa dire “no” al nazismo in nome del suo essere cristiano. Nato il 20 maggio a St. Radegund, Austria superiore (diocesi di Linz), Jägerstätter, 36 anni, sposato con 3 figlie piccole, è proprietario di una fattoria e vive coltivando la terra. La sua profonda fede cattolica lo porta sin dall’inizio a negare ogni sostegno ai nazionalsocialisti. Nel 1940, Jägerstätter viene chiamato al servizio militare ma, su richiesta delle autorità comunali, è dichiarato due volte insostituibile. Jägerstätter prega, digiuna e cerca consigli. Dopo un nuovo richiamo, si presenta il 1° marzo 1943 alla sua compagnia ad Enns, ma dichiara subito che rifiuta di combattere per quel regime. Pertanto, viene portato nel carcere della Wehrmacht di Linz. Il 6 luglio, viene processato per renitenza alla leva e condannato a morte. Il 9 agosto 1943 viene condotto a Brandeburgo sull’Havel e lì viene decapitato. “Io mi azzardo a dire molto apertamente – afferma Jägerstätter – che chi è pronto a soffrire e a morire, piuttosto che offendere Dio con il più piccolo peccato veniale, è anche disposto a morire per la propria fede”.CELINA CHLUDZINSKA. Nata il 29 ottobre 1833 ad Antowil (Polonia orientale), Celina Chludzinska avverte, sin dall’adolescenza, di essere chiamata alla vita religiosa, ma sia i genitori sia il direttore spirituale la orientano al matrimonio. Nel 1863 viene arrestata per aver aiutato alcuni insorti contro il regime zarista. Rimasta vedova, nel 1875 si trasferisce a Roma dove, grazie al servo di Dio Pietro Semenenko, viene a contatto con la spiritualità resurrezionista. Nel 1882 fonda la Congregazione delle suore della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo – ufficializzata solo 9 anni dopo – di carattere contemplativo-attivo, volta all’educazione cristiana delle ragazze e al rinnovamento religioso e morale delle donne in genere. Chiamata dal card. Albin Dunajewski, nel 1891 apre in Polonia la casa del noviziato. Dal 1896, porta la sua opera anche in Bulgaria non limitandosi all’apostolato per i cattolici, ma dedicandosi anche all’attività missionaria tra gli ortodossi. Rispettivamente negli anni 1898 e 1900 apre le case di Czestochowa e Varsavia, dove le suore sono costrette a nascondere la loro identità di religiose. Nel 1900 invia alcune suore anche negli Stati Uniti d’America per l’educazione degli emigranti polacchi. Nel 1911 convoca il primo capitolo generale, che la elegge a vita superiora generale, ma solo 2 anni dopo (il 26 ottobre 1913) muore a Cracovia. La Congregazione conta tuttora case in diversi Paesi del mondo. MARTIRI SPAGNOLI. Vescovi, preti, religiosi, religiose, laici: sono i 498 martiri della rivoluzione marxista del 1934 e della guerra civile (1936-1939) in Spagna. Non si tratta di “martiri della guerra civile”, bensì di “martiri della persecuzione religiosa in Spagna”. È quanto ha precisato la Conferenza episcopale spagnola in un messaggio diffuso al termine della LXXXIX assemblea plenaria (23-27 aprile 2007). “Voi siete la luce del mondo”: questo il titolo del messaggio, con cui i vescovi spagnoli tolgono ogni connotazione politica a questa beatificazione. “La beatificazione che celebreremo – spiegano i vescovi spagnoli – contribuirà a non dimenticare il gran segno di speranza che costituisce la testimonianza dei martiri. I prossimi beati erano tutti uomini e donne di fede e preghiera. Per questo, anche in prigione partecipavano alla Messa, si comunicavano e pregavano con il rosario. Furono valorosi nel confessare la loro fede, disponibili a confortare e sostenere i compagni di prigione. Furono forti quando li maltrattarono e li torturarono. Perdonarono i propri boia e pregarono per loro; nel momento del sacrificio mostrarono serenità e pace profonda, lodando Dio”.