ECUMENISMO

Russia: il benvenuto degli ortodossi a mons. Pezzi

Una cattedrale gremita ha accolto a Mosca sabato 27 ottobre il nuovo arcivescovo della capitale russa mons. Paolo Pezzi. Accanto ai rappresentanti diplomatici di vari Paesi e ai rappresentanti di Comunione e liberazione, giunti dall’Italia per l’occasione, era presente anche una nutrita delegazione del Patriarcato ortodosso di Mosca. Il nuovo vescovo di Mosca ha 47 anni e una solida esperienza russa: è stato fra l’altro decano della diocesi di Novosibirsk, insegnante e poi rettore del seminario cattolico di San Pietroburgo, cappellano della comunità italiana a Mosca. Nella sua omelia, ha parlato della necessità dell’ecumenismo perché le due chiese – ha detto – “devono fare fronte alle stesse sfide e devono unire le loro forze”. Mons. Pezzi si è già incontrato il 16 ottobre con il numero due della gerarchia ortodossa, il metropolita Kirill; poco è trapelato da quell’incontro, ma nei giorni scorsi il vescovo Mark, primo assistente di Kirill, ha cautamente affermato che “Il cambiamento nei vertici dei cattolici russi può diventare un positivo segno di cambiamento del Vaticano nei confronti della Russia”. Un segno di questo apprezzamento è anche il premio recentemente consegnato dal Patriarca Alessio II al nunzio Antonio Mennini per il suo impegno di dialogo fra Roma e Mosca. Durante la cerimonia, l’arciprete Vesevolod ha letto un messaggio di augurio in cui il Patriarca Alessio II esprime la speranza che la nomina del nuovo arcivescovo possa rappresentare l’avvento di un tempo “di buone relazioni tra la Chiese ortodossa russa e cattolica romana e una risoluzione al più presto del problemi che ci sono tra noi” perché da questa unità dipende la testimonianza “al mondo dei valori cristiani”. In una lunga intervista all’agenzia russa Interfax, mons. Pezzi ha affermato che il suo lavoro sarà quello di rimanere quanto più fedele alla “volontà e intenzioni di papa Benedetto XVI” e cioè lavorare per un “dialogo amichevole, serio e sostanziale con la tradizione ortodossa”. Riguardo alle accuse di “espansione” missionaria fortemente criticato dal Patriarcato di Mosca, l’arcivescovo ha detto: “il proselitismo inizia nel momento in cui finisce la missione”. “Non possono essere negati a questo riguardo le differenze culturali”, ma “le sfide della vita moderna” chiamano “ortodossi e cattolici ad unire i loro sforzi per proteggere e promuovere i valori cristiani”.