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A 70 anni dal genocidio in Bielorussia
In questi giorni ricorrono i 70 anni dalle tragiche rappresaglie staliniane in Bielorussia che ebbero il loro culmine nell’anno 1937. Fu un vero e proprio genocidio organizzato dal regime totalitario sovietico e focalizzato sulla elite della nazione bielorussa: uomini di cultura e di scienza, ecclesiastici di tutte le confessioni e patrioti, ma anche semplici cittadini. Nell’arco di 15 mesi, fra l’agosto 1937 e il dicembre 1938, sono state fucilate in Bielorussia sovietica più di 10 mila persone. In una sola notte fra 29 e 30 ottobre 1937, e solo a Minsk, dagli ufficiali del Nkvd (servizi segreti del ministero dell’Interno) sono state fucilate più di 100 persone. In memoria di questo doloroso anniversario il giorno 29 ottobre 2007 è stato indetto da un comitato cittadino la Giornata della memoria del genocidio staliniano. Ma durante tutto l’anno, le Chiese cristiane in Bielorussia hanno organizzato diverse iniziative pastorali. I greco-cattolici hanno commemorato le vittime del genocidio staliniano durante il pellegrinaggio annuale a Polatsk il 15 luglio scorso. In quell’occasione il visitatore apostolico della Chiesa greco-cattolica bielorussa, archimandrita Sergius Gajek disse “assieme ai cristiani di altre confessioni, commemoriamo le vittime delle rappresaglie staliniane davanti al Signore, e vogliamo domandare per le loro anime il dono dell’eterno riposo e per noi la grazia di essere testimoni coraggiosi di Cristo Risorto in Bielorussia”. L’amministratore apostolico dell’archidiocesi Minsk-Maghileu, il vescovo Anton Dziemianka, ha celebrato il 26 agosto scorso una messa in suffragio dei morti. Alcune Chiese protestanti hanno vissuto, domenica 28 ottobre, la Giornata di pentimento per i crimini del comunismo. A questa iniziativa hanno aderito anche molti cattolici di ambedue i riti (latino e bizantino) nonché alcuni gruppi di ortodossi. Nello stesso spirito di pentimento per i crimini del comunismo e di preghiera per le vittime alcuni sacerdoti greco-cattolici hanno celebrato un ufficio di commemorazione lunedì 29 ottobre a Minsk nel bosco Kurapaty, uno dei luoghi del seppellimento collettivo delle vittime delle fucilazioni (secondo alcune stime vi sarebbero state sepolte qui fra le 50 mila e le 300 mila persone negli anni 1937-1938 ndr). La commemorazione e la preghiera continuerà nei prossimi giorni, specialmente il giorno 2 novembre che in Bielorussia viene chiamato Dziady , cioè una giornata tradizionale di commemorazione degli antenati. Anche gli ortodossi celebrano il “sabato di san Demetrio” – giorno di preghiera per i defunti. Una memoria oltre i confini della Bielorussia, una memoria per l’Europa.