In occasione della festa nazionale dell’Austria, il Consiglio ecumenico delle Chiese austriache (Örkö) ha rivolto alla fine di ottobre a Vienna un appello ai responsabili politici, affinché la situazione delle famiglie di profughi ben integrate nel Paese “vengano risolte in modo conforme alle leggi, concedendo loro un permesso umanitario di permanenza”. “Già nello scorso luglio, il comitato per i diritti umani del Ministero degli Interni aveva evidenziato che il diritto umano alla vita privata e famigliare è prioritario rispetto all’interesse dello Stato all’espulsione”, si legge nella dichiarazione. “I casi drammatici di famiglie di richiedenti asilo ben integrate, che sono state espulse oppure sono minacciate di espulsione, senza tener conto all’integrazione fattiva delle persone, sono inconciliabili” con “la lunga tradizione di solidarietà umanitaria” che caratterizza il paese. Le carenze burocratiche e le trascuratezze politiche degli ultimi anni non possono ricadere sulle spalle dei profughi. “Per tutti coloro che vivono già da anni in Austria e sono ben integrati”, le quattordici Chiese che compongono l’Örkö chiedono pertanto “una soluzione giuridica con criteri chiari e una procedura trasparente come base per un diritto di permanenza”. Sono inoltre necessarie urgentemente “procedure di asilo più rapide ma sempre improntate all’equità e alla qualità, nonché miglioramenti della legge e in particolare della sua esecuzione”, conclude il documento.