LIGURIA
I prodotti equo-solidali nelle mense scolastiche ed ospedaliere
La Liguria è la terza regione, dopo Toscana e Umbria, ad aver approvato una legge sul commercio equo e solidale capace di garantire i consumatori, tutelare le organizzazioni e promuovere i prodotti. Varata lo scorso agosto, la nuova legge su “Disciplina e interventi per lo sviluppo del commercio equo e solidale in Liguria” è stata presentata nei giorni scorsi unitamente al suo provvedimento attuativo, approvato dalla Giunta regionale il 19 ottobre ed entrato in vigore a inizio novembre. Nel corso dell’incontro, particolare risalto è stato dato alle opportunità e alle modalità di accesso ai prodotti provenienti dal commercio equo e solidale da inserire nelle mense scolastiche e ospedaliere, come già avviene da tempo in diversi Paesi europei.La nuova legge regionale è stata finanziata con 300.000 euro e l’obiettivo è quello di sostenere il commercio equo e solidale come modello di una politica commerciale che riduca il divario tra Nord e Sud del mondo e come proposta ai consumatori di un’ulteriore modalità di scelta negli stili di vita, attenta alla sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni dislocate nei Paesi in via di sviluppo. In Liguria, nel commercio equo e solidale, sono attive 16 organizzazioni, di cui 2 centrali d’importazione, per un totale di circa 4.000 soci, 400 volontari e 70 occupati, con un fatturato di oltre 4 milioni di euro.Un segnale significativo per il settore. “Questa legge è nata grazie ad un percorso congiunto, durato circa due anni, fatto dalla Regione insieme alle organizzazioni equo-solidali presenti sul territorio”, ha spiegato Enrico Reggio, coordinatore della Bottega solidale di Genova. E proprio la collaborazione tra Regione e associazioni è un aspetto importante che Reggio desidera sottolineare. “Infatti – ha aggiunto – a differenza di altre Regioni, come la Toscana e l’Umbria, quella ligure è la prima legge che riceve il pieno consenso delle associazioni del settore”. Altro aspetto interessante è il riconoscimento ufficiale delle organizzazioni che da anni operano con serietà in questo settore “in un momento come l’attuale, nel quale vi sono diversi soggetti che, per motivi di marketing, tentano di cavalcare la sensibilità dei consumatori” qualificandosi come equo-solidali pur senza esserlo. Con questo provvedimento viene fatto ordine nel settore e istituito un elenco regionale nel quale si fa espressamente riferimento alle diciassette organizzazioni che operano nel campo del commercio non profit , come le botteghe solidali e le botteghe del mondo. “Nello stesso tempo – ha sottolineato Reggio – la legge istituisce anche un elenco dei certificatori dei prodotti equo-solidali”.Fondamentale la copertura finanziaria prevista, fissata per il primo anno in 300.000 euro. “Grazie al provvedimento attuativo approvato recentemente – ha precisato – è stato previsto un impegno finanziario effettivo per alcune attività, ben evidenziate nel testo della legge, quali la sensibilizzazione di alcuni eventi, gli interventi didattici nelle scuole, la formazione dei volontari e degli operatori delle associazioni e la fiera del commercio equo e solidale, che stiamo allestendo proprio in questi giorni. Sicuramente è un segnale significativo per tutto il settore”. Reggio ha poi ricordato come, proprio da Genova, sia partita alcuni anni fa l’idea di collaborare con le istituzioni locali. “Il Comune di Genova – ha affermato – è stato il primo già nel 2002 a richiedere per le mense scolastiche prodotti equo-solidali. Attualmente in tutt’Italia sono circa 120 i Comuni che si avvalgono di questo servizio”.Fondamentale il riconoscimento istituzionale. “Fondamentale per tutti noi operatori del settore è stato il riconoscimento istituzionale”. Questo il primo commento di Roberta Greco, coordinatrice della Bottega della solidarietà di Savona. “La nostra Regione – ha osservato – è tra le prime ad aver legiferato e ad aver stanziato finanziamenti per il commercio equo e solidale”. Quindi una doppia soddisfazione, ha spiegato Greco, “per aver ottenuto una maggiore visibilità e aver avuto un riconoscimento istituzionale”. “In Liguria – ha ricordato – c’è stata una grande capacità dell’assessorato competente di varare tempestivamente i provvedimenti attuativi che, spesso, giungono invece molto tempo dopo la legge cui si riferiscono”. Dal 2 novembre la legge è operativa a tutti gli effetti, e permetterà alle associazioni interessate al commercio equo e solidale, rileva Greco, di avere maggiore visibilità istituzionale e sui media. “Sono stati finalmente riconosciuti anni di lavoro e di volontariato: ci sono alcune realtà attive sul territorio da oltre 15 anni e, nonostante ciò, si parla ancora troppo poco di commercio equo e solidale”.a cura di Adriano Torti(07 novembre 2007)