COMMISSIONE UE

Un’azione a tutto campo

Globalizzazione, clima, terrorismo, economia, salute e occupazione

Affrontare la globalizzazione, agire contro i cambiamenti climatici, contrastare il terrorismo, sostenere l’economia, tutelare la salute e i posti di lavoro dei cittadini Ue. Sembra un’azione a tutto campo quella ingaggiata in questa fase dalla Commissione. Nella speranza di veder realizzarsi quella “Europa dei risultati” che da mesi è diventata una parola d’ordine al Berlaymont, il quartier generale nel cuore di Bruxelles.DI FRONTE ALLA GLOBALIZZAZIONE. Lasciando la Fiera internazionale di Lisbona dopo il summit che a metà ottobre aveva approvato il nuovo Trattato Ue, JOSÉ MANUEL BARROSO , presidente dell’Esecutivo, spiegava che finalmente l’Europa, risolti i problemi istituzionali, “poteva tornare a occuparsi dei problemi della gente”. “Con il nuovo Trattato cresce la capacità di azione dell’Ue” e sarà possibile “avere una Unione più efficace” al suo interno e “più forte sulla scena internazionale”. La settimana dopo, precisamente il 23 ottobre, lo stesso Barroso presentava il programma di lavoro dell’Esecutivo per il 2008, che verrà discusso martedì 13 novembre a Strasburgo, dinanzi all’Europarlamento. Il documento si intitola “Fare della globalizzazione un’opportunità”. Esso “delinea le nostre iniziative strategiche e prende le mosse dall’impegno a fornire ai cittadini europei un valore aggiunto – ha spiegato in proposito lo stesso Barroso -. Ci attiveremo in particolare in campi quali la crescita e l’occupazione, l’Europa sostenibile, la gestione delle migrazioni, l’attribuzione di un ruolo centrale ai cittadini e il posto dell’Europa quale partner mondiale”. La vicepresidente Margot Wallström, ha aggiunto: “Il programma combina iniziative a promozione della competitività con altre azioni che devono rispondere agli interessi dei consumatori e dei cittadini; comprende inoltre priorità in materia di comunicazione, che rappresentano un altro passo verso il rafforzamento della politica della Commissione per accrescere la visibilità dell’Europa”.VERSO LA “CARTA BLU”. Mentre il collegio dei commissari si prepara a illustrare il testo all’Assemblea di Strasburgo, per poi portarlo sul tavolo del Consiglio Ue di dicembre, in questi giorni è tutto un fermento nella sede dell’Esecutivo. Martedì 6 novembre sono stati presentati i dossier relativi ai paesi candidati (Turchia, Croazia, Macedonia) e ai “potenziali candidati” all’adesione (gli altri Stati balcanici). Venerdì 9 è la volta delle previsioni d’autunno, un evento atteso per comprendere il trend economico comunitario e studiare eventuali azioni in questo campo. A questi appuntamenti prioritari vanno aggiunte molteplici proposte o decisioni riguardanti, ad esempio, il partenariato strategico per sostenere il settore automobilistico o quelle per la tutela della salute dei 500 milioni di cittadini dell’Unione. Ancora al 23 ottobre risalgono due iniziative legislative nel settore della migrazione. Nel primo caso si tratta di una proposta di direttiva quadro sull’ammissione di immigrati altamente qualificati, con la quale viene istituita la “Carta blu Ue”. La seconda delinea una “procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico di soggiorno e di lavoro e un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro”. Barroso ha puntualizzato: “L’immigrazione a fini lavorativi in Europa dinamizza la nostra competitività e di conseguenza la nostra crescita economica. Aiuta inoltre a far fronte ai problemi demografici causati dall’invecchiamento. Con la proposta della Carta blu Ue stiamo mandando un segnale chiaro: gli immigrati altamente qualificati sono i benvenuti nell’Ue”. LAVORO E DIRITTI. La proposta di direttiva sull’ammissione degli immigrati altamente qualificati “mira – come ha spiegato il commissario FRANCO FRATTINI – a stabilire condizioni di ingresso e soggiorno più vantaggiose per i cittadini di paesi terzi che intendono svolgere lavori altamente qualificati negli Stati membri dell’Ue”, con l’introduzione della “Carta blu”, che si differenzia sotto diversi aspetti dalla “Green card” statunitense. “La proposta non dà luogo a un diritto di ammissione. Il sistema è interamente fondato sulla domanda, rispetta il principio della preferenza comunitaria e la competenza conferita agli Stati membri di decidere il numero di persone ammesse”. Quando un cittadino di un paese terzo è ammesso in virtù di questo regime, riceve un permesso speciale di soggiorno e di lavoro, appunto la “Carta blu”, che “gli conferisce una serie di diritti socio-economici e condizioni favorevoli per il ricongiungimento familiare”. Si prevede inoltre “un accesso agevolato al mercato del lavoro”. Nel tentativo di risparmiare ai paesi in via di sviluppo, specialmente in Africa, gli effetti negativi della fuga dei cervelli, “la proposta invoca norme etiche per limitare, se non addirittura impedire, che gli Stati membri promuovano l’assunzione di lavoratori in paesi in via di sviluppo che soffrono già di gravi fenomeni di fuga dei cervelli”.