EUROPA-AFRICA

Contro ogni schiavitù

In Kenya e in Ghana due appuntamenti (Ccee – Wcc)

Vescovi europei ed africani si ritroveranno dal 13 al 18 novembre a Cape Coast, in Ghana, per discutere di “schiavitù e nuove schiavitù”: l’iniziativa è promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) e dal Secam, il Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar, che comprende le Conferenze episcopali nazionali, le 9 Conferenze regionali e le assemblee dei gerarchi cattolici di rito orientale. Rientra in una progetto triennale (2007-2010) che prevede seminari in Europa ed Africa per una maggiore “comunione e solidarietà” tra le Chiese “nell’epoca della mobilità umana”. Il primo incontro si è svolto nel 2004 a Roma. Al seminario di quest’anno interverranno circa 30 partecipanti, in rappresentanza di episcopati europei ed africani, dicasteri vaticani e organismi di solidarietà. Tra i temi che verranno affrontati: la schiavitù nella Bibbia; esperienze nella storia africana ed europea; liberazione dalle nuove schiavitù; collaborazione tra Chiese d’Africa e d’Europa. L’incontro prevede visite alle comunità locali ed una commemorazione del 200° anniversario della fine della schiavitù in Africa che si svolgerà domenica 18 novembre. Nel frattempo è in corso in Kenya il Global Christian Forum promosso dal Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc – organismo che riunisce 347 confessioni cristiane e al quale collabora anche la Chiesa cattolica): dal 6 al 9 novembre 250 rappresentanti delle principali tradizioni cristiane discutono su come promuovere dialogo e collaborazione. Partecipa anche mons. ALDO GIORDANO , segretario generale del Ccee.Mons. Giordano cosa sta emergendo di nuovo dal Global Christian Forum?“Questo forum è molto rappresentativo della situazione del cristianesimo attuale. C’è il mondo protestante e quello cattolico, un buon numero di Chiese ortodosse, più la presenza nuova delle Chiese pentecostali e evangeliche, che è la particolarità di questo incontro. Si è dedicato molto spazio al racconto della nostra esperienza di fede, quindi c’è la percezione che la fede ci unisce. Dove c’è una ricerca di vivere il Vangelo si è uniti. C’è anche l’esigenza che gli organismi ecumenici si allarghino per accogliere di più le realtà di tipo pentecostale ed evangelicale, molto diffuse in Africa e in America Latina. C’è poi la richiesta di collaborare insieme sui grandi temi dell’umanità: la pace, la giustizia, la povertà, l’Aids. Soprattutto gli africani insistono molto su questo. D’altra parte noi vediamo che se queste esigenze ci accomunano ci sono anche tante domande nell’aria. Come possiamo collaborare per l’umanità se su certe problematiche etiche non c’è consenso tra di noi? Tra alcune comunità cristiane c’è consenso, ma non tra tutte. E questo è un problema”.C’è una crescente attenzione delle Chiese per l’Africa. La settimana prossima in Ghana vescovi europei ed africani si incontreranno per parlare di schiavitù…“A livello cattolico abbiamo preso coscienza che i vescovi europei ed africani hanno una comune responsabilità, data dall’essere cristiani e dall’essere vescovi. Anche i vescovi europei vogliono condividere le loro problematiche con gli africani, in una comune responsabilità che si può concretizzare, nel mondo attuale, nel fenomeno della mobilità umana. In Ghana faremo memoria dei 200 anni dalla fine della schiavitù dei neri e parleremo delle nuove schiavitù. Si parlerà della schiavitù storica in Africa, comprese le responsabilità degli europei, e delle responsabilità degli africani. Ma noi europei tratteremo anche delle nostre schiavitù, a cominciare dal mondo greco, dai romani, fino al medioevo, al nazismo e al comunismo. Ma approfondiremo soprattutto il tema delle nuove schiavitù: la tratta di esseri umani, con i mercati di donne e bambini dall’est Europa, la tratta degli organi, del lavoro. Parleremo dei mercati che esistono tra Europa ed Africa per vedere cosa possiamo fare come Chiese. In positivo vorremmo comunicarci le esperienze di liberazione che già esistono. Agli spagnoli abbiamo chiesto di raccontarci le loro lotte contro l’illegalità, agli africani le esperienze per il recupero dei bambini sfruttati”.Quale può essere un vero correttivo alle schiavitù moderne?“Per noi è rilanciare insieme, in Africa e in Europa, una cultura della vita dal concepimento alla morte naturale e il tema della famiglia, luogo di custodia della vita e della dignità umana. Vorremmo creare opinione e collaborazione su questi temi tramite le reti delle Conferenze episcopali e degli organismi, per trasmettere i frutti di questo lavoro. Poi c’è anche un lavoro di lobby politica. Ci sarà un summit dell’Ue a Lisbona sull’Africa. Può darsi che dal seminario emergeranno suggerimenti e proposte per i politici che sono più sensibili al tema dell’Africa. C’è un detto africano che dice: ‘Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme’. Noi, come Chiese europee e cristiane, vogliamo andare insieme”.