Portogallo: assemblea plenaria a Roma

Il giorno 6 novembre, nel Pontificio Collegio Portoghese di Roma, si è svolta una riunione straordinaria della Conferenza Episcopale portoghese (Cep), con la presenza di 34 vescovi. In occasione della visita Ad Limina apostolorum, l’assemblea plenaria ha lanciato tre principali sfide pastorali per il prossimo futuro. Riferendosi all’organizzazione interna e alle potenzialità operative della chiesa lusitana, il presidente della Cep, mons. Jorge Ortiga, ha affermato che “può essere opportuno riconoscere la necessità di una presenza ecclesiale più partecipativa ed attiva volta a delineare progetti di carattere nazionale che, anziché sminuire, potenzino maggiormente l’individualità di ciascuna diocesi”. In secondo luogo, l’arcivescovo di Braga ha posto l’attenzione sul necessario approfondimento di una più cosciente integrazione europea: “L’articolo 15 del Trattato di Riforma, nel richiamare l’importanza delle eredità culturali, religiose e umaniste, nel riconoscere che l’Unione Europea deve rispettare e non pregiudicare le chiese, le associazioni e le comunità religiose, in virtù del diritto nazionale dei singoli membri, non pone solo la responsabilità del riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa, ma anche le basi perché l’evangelizzazione continui a permeare tutte le realtà umane”. Il terzo importante obiettivo pastorale è stato infine individuato nell’approssimarsi, nel 2010, della celebrazione del centenario dell’instaurazione della Repubblica portoghese: “Un programma nazionale e uno studio elaborato dalla chiesa a partire dall’esperienza realizzata in quel momento devono essere elaborati, affinché l’interpretazione di quegli avvenimenti risulti corretta. Penso che tale ricorrenza non debba passare inosservata: è necessario sintonizzarci con l’eroicità dei pastori e dei cristiani di allora perché possa crescere il nostro amore nei confronti della chiesa attuale”.