Il ruolo delle città e delle regioni nella gestione dei flussi migratori è il titolo del seminario che si è svolto a fine ottobre a Tenerife nel quadro della seduta della Commissione affari costituzionali del Comitato delle Regioni dell’Ue (CdR), nel corso del quale il Presidente del CdR Michel Delabarre ha lanciato un appello alle istituzioni di Bruxelles ed ai Governi degli Stati membri per attuare una “vera e propria politica comunitaria delle migrazioni che non si limiti a definire un quadro giuridico e sanzionatorio per il rispetto dei diritti”. Secondo Delabarre, accontentarsi di reagire all’urgenza non basta più: è necessario coinvolgere a pieno titolo gli enti locali in merito sia all’immigrazione legale sia a quella clandestina per “anticipare, pianificare e gestire i flussi migratori molto più a monte, con una risposta solidale, corresponsabile e concertata che includa tutti i territori, i maggiori poli d’immigrazione come le regioni frontaliere, le zone di transito ed i Paesi di origine”. Il CdR ha annunciato la presentazione di una proposta a Consiglio, Commissione e Europarlamento per la “creazione di uno strumento finanziario specifico che prenda in considerazione le esigenze locali e la definizione delle regole comuni di regolarizzazione”.