Austria

Una lettera dei vescovi dalla GalileaCon una “Lettera dalla Galilea”, diffusa il 9 novembre a Gerusalemme, i vescovi austriaci riuniti in plenaria in Terra Santa hanno riepilogato i punti salienti discussi durante la plenaria autunnale, svoltasi presso Tiberiade. All’ordine del giorno vi erano, tra l’altro, le riflessioni sulla recente visita papale in Austria e la solidarietà verso i Cristiani in Terra Santa. Al termine della plenaria, i vescovi hanno visitato alcuni luoghi significativi della Cristianità, tra cui Gerusalemme e Betlemme. “A tre mesi dalla visita di Benedetto XVI in Austria e dal suo pellegrinaggio a Mariazell, noi vescovi abbiamo compiuto un pellegrinaggio in Terra Santa. Qui, all’origine del Cristianesimo, abbiamo pregato; abbiamo riflettuto sugli impulsi scaturiti dalla visita del Santo Padre e sull’ulteriore cammino da compiere per la Chiesa in Austria. In numerosi incontri, abbiamo anche avuto occasione di esprimere la nostra solidarietà con i cristiani in Terra Santa per la loro difficile situazione”, si legge nel documento. I vescovi esprimono speranza mista a preoccupazione circa gli sviluppi della società e della Chiesa in Austria: preoccupazioni per “lo svuotamento e il disfacimento di valori portanti quali la famiglia, il matrimonio, la solidarietà verso i non nati, verso i malati e gli anziani. Ciò che manca”, osservano, “è il coraggio di avere più bambini”. “Nella Chiesa esistono parrocchie e comunità vive ma anche una grande carenza di cognizioni di fede in molti battezzati. Anche tra sacerdoti e religiosi esiste una tentazione alla rassegnazione”, constatano. Secondo i vescovi la diminuzione dei fedeli che partecipano alle celebrazioni domenicali non deve essere ricondotta solo alla mancanza di sacerdoti. Nella “lettera dalla Galilea” si dichiara che la conferenza episcopale “non intende ignorare né tacere” le tensioni. È tuttavia necessario, si ribadisce la necessità di “scavare e pensare più profondamente”. A tal fine è utile guardare alla Chiesa viva in altri Paesi, che dispongono di minori mezzi e di meno strutture. “Guardare ad esse può incoraggiare i Cristiani austriaci a sfruttare le opportunità nel loro Paese”. A tal fine, i vescovi menzionano l’incontro con i giovani cristiani di Galilea: “In Terra Santa, abbiamo incontrato anche molti cristiani di altri Paesi che ci hanno reso testimonianza di una fede lieta”.