Si è parlato anche delle violenze contro i cristiani
Una sessione contrassegnata dalla presenza a Strasburgo del presidente francese Nicolas Sarkozy, dal dibattito in aula sulla libera circolazione delle persone entro i confini comunitari, dall’analisi del documento della Commissione per far fronte alla globalizzazione. L’Europarlamento, riunito dal 12 al 15 novembre, ha approvato diverse relazioni e risoluzioni e si è anche espresso sui ricorrenti episodi di violenza cui sono sottoposte le comunità cristiane in Medio Oriente, Cina, Vietnam, Africa. L’aula ha registrato lo scioglimento del gruppo di estrema destra e antieuropeista Its (Identità, tradizione, sovranità), presente sulla scena comunitaria da pochi mesi.OLTRE MILLE PETIZIONI IN UN ANNO. All’ordine del giorno del Parlamento figurava fra l’altro la relazione del deputato spagnolo CARLOS JOSÉ ITURGAIZ ANGULO sulle deliberazioni della commissione per le petizioni. Il testo, approvato dall’aula, afferma che “sottoporre petizioni è un diritto fondamentale che permette ai cittadini di contribuire al controllo dell’attuazione della normativa europea da parte delle autorità nazionali e locali”. Un diritto che contribuisce agli sforzi dell’Ue di “ristabilire il contatto con i suoi cittadini”, fornendo al contempo “un osservatorio sulle attese dell’opinione pubblica”. Dal testo si apprende che l’Assemblea ha ricevuto lo scorso anno 1.021 petizioni, circa 3 al giorno, da cittadini denuncianti “il non rispetto della legislazione comunitaria nel loro paese”. I cittadini tedeschi (274 petizioni), britannici (177), spagnoli (127), francesi (69) e greci (68) “sono stati i più attivi”.AMBIENTE E SICUREZZA SOCIALE. La maggior parte delle petizioni riguardava le difficoltà “sull’applicazione della legislazione comunitaria in campo ambientale, della sicurezza sociale, del riconoscimento dei titoli di studio e altri aspetti legati al funzionamento del mercato interno”. “Tuttavia – ha chiarito il relatore – quasi due terzi di queste sono state dichiarate inammissibili poiché non erano collegate al campo di attività dell’Unione”. Perciò il testo afferma la necessità “di garantire che i cittadini europei siano opportunamente informati sulle competenze dell’Ue e delle sue istituzioni” e auspica un riesame del “portale dei cittadini” sul sito web del Parlamento, “allo scopo di accrescere la visibilità del diritto di petizione”. La relazione chiede quindi alla Commissione Barroso di “perseguire più sistematicamente gli Stati membri che non rispettano il diritto comunitario”.RELAZIONI CON LA RUSSIA. “La Russia resta un partner importante” per l’Ue; per questo occorre realizzare al più presto “un nuovo accordo di partenariato e cooperazione” tra i 27 e Mosca. L’Europarlamento ha approvato nel corso della plenaria, con un’ampia maggioranza, un documento in cui tale partenariato viene giudicato “vantaggioso per tutti”. Allo stesso tempo gli eurodeputati insistono affinché “la democrazia e i diritti umani siano al centro di ogni futuro accordo”. Il testo sostiene che l’attuale situazione in Russia “dà adito a serie preoccupazioni per quanto concerne il rispetto dei diritti umani, la democrazia, la libertà di espressione e il diritto della società civile e dei singoli cittadini di contestare le autorità e di chiamarle a rendere conto del loro operato”. Uguale preoccupazione è espressa a proposito delle minoranze. Da Strasburgo, dove il dibattito è stato piuttosto vivace, emerge poi un appello ai governi di Russia e Stati Uniti affinché “intensifichino le discussioni sulle questioni della difesa e della sicurezza che coinvolgono” l’Ue e i suoi Stati membri; si chiede inoltre ai governi russo e statunitense di “astenersi dal prendere iniziative e decisioni che potrebbero essere considerate una minaccia per la pace e la stabilità del continente europeo”.DIRITTI UMANI IN CECENIA. Nel testo dell’Europarlamento si afferma che la situazione in Cecenia “continua a essere un ostacolo” nelle relazioni tra Ue e Russia e viene ribadita la condanna delle “numerose violazioni dei diritti umani ivi perpetrate”. Il governo di Mosca è richiamato a prendere urgenti e concrete misure “per sradicare la tortura, i maltrattamenti e la detenzione arbitraria” in tale Repubblica. Dopo aver attirato l’attenzione sulle “difficili condizioni di lavoro dei giornalisti”, si esprime “preoccupazione” circa la limitazione delle libertà democratiche in vista delle elezioni della Duma di dicembre e delle presidenziali del marzo 2008. Il documento prende in considerazione i rapporti commerciali tra Ue e Russia, le possibilità di reciproci investimenti privati, la cooperazione spaziale. Infine è valutato positivamente l’intensificarsi del dialogo sulle questioni energetiche: il Parlamento riconosce l’importanza delle fonti energetiche russe per l’Unione. In questo senso la cooperazione commerciale ed economica “deve basarsi sui principi di interdipendenza e trasparenza, nonché sulla parità di accesso ai mercati, alle infrastrutture e agli investimenti”.