CONSIGLIO UE
Approvata nei giorni scorsi sarà attuata dal 2008 al 2010
Favorire l’accesso alla cultura per tutti i cittadini dell’Ue; valorizzare il potenziale del settore culturale e creativo; migliorare le condizioni necessarie alla mobilità degli artisti; elaborare statistiche nel settore culturale; attuare la convenzione Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali. Sono i campi d’azione della prima “Agenda della cultura”, valida per il periodo 2008-2010, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei 27.UNA STRATEGIA, TRE OBIETTIVI. L’Agenda è una novità all’interno delle istituzioni comunitarie, essendo il settore cultura di prioritaria competenza nazionale. La decisione va incontro alle esigenze di coordinamento emerse tra i paesi membri e giunge alla vigilia dell’Anno del dialogo interculturale, che impegnerà l’Europa per tutto il 2008. La strategia adottata dal Consiglio individua tre grandi obiettivi che, insieme, formeranno un quadro comune per le istituzioni europee, gli Stati membri e gli operatori del settore: la promozione della diversità e del dialogo culturale; il sostegno alla cultura “quale catalizzatore della creatività nell’ambito della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione”; la promozione della cultura come “elemento indispensabile nelle relazioni internazionali dell’Unione europea”. La Commissione, che aveva preparato la strada a tale decisione con una comunicazione del maggio scorso, è ora incaricata di “operare in questa direzione in vista di conseguire risultati tangibili nel corso dei prossimi tre anni”.RISPETTO DELLE COMPETENZE NAZIONALI. Il Consiglio ha dato anche il via libera a una più stretta collaborazione in tale ambito tra istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, paesi aderenti e operatori culturali, secondo il “metodo aperto di coordinamento”, una forma flessibile di lavoro condiviso pur nel “rispetto assoluto delle competenze degli Stati membri”. Sono inoltre previsti periodici momenti di verifica dei risultati raggiunti. Per realizzare una forma stabile di confronto fra tutti i soggetti interessati, comprese le “imprese dell’industria culturale e creativa”, viene istituito un apposito Forum “che fa seguito a quello organizzato con successo dalla presidenza portoghese nel settembre 2007”.LE AZIONI FINANZIATE DA BRUXELLES. Le azioni Ue in tale ambito sono già molteplici. Da quelle più note, come le “Capitali europee della cultura” fino allo specifico programma Cultura dotato, per il periodo 2007-2013, di 400 milioni di euro, grazie al quale vengono realizzati o finanziati festival, nuove produzioni, momenti formativi per i giovani, eventi musicali, siti internet… Vari altri programmi finanziati dall’Unione hanno peraltro un impatto di tipo culturale: ad esempio Citizens (cittadinanza europea), Gioventù in azione, Lifelong Learning (formazione permanente), Media. L’apposito portale europeo della cultura (raggiungibile da www.europa.eu) descrive tutte queste iniziative e altre, come i gemellaggi fra le città, i calendari delle numerose conferenze o mostre appoggiate dalla Commissione, le cooperazioni con i paesi terzi per una maggiore e reciproca comprensione. SETTORE ECONOMICO IN ESPANSIONE. L’Agenda fa proprie le indicazioni a suo tempo pervenute dall’Esecutivo circa “il ruolo fondamentale della cultura nel processo d’integrazione” e per una maggiore apertura al mondo. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, aveva anticipato gli obiettivi della futura Agenda: “La cultura e la creatività riguardano direttamente la vita quotidiana dei cittadini. Sono fattori importanti di sviluppo personale, coesione sociale e crescita economica”. Ma “sono anche molto di più: sono gli elementi centrali di un progetto europeo basato su valori comuni e su un patrimonio comune, che al tempo stesso rispetta la diversità. Questa strategia, diretta a favorire la comprensione tra le culture, conferma che la cultura è al centro delle nostre politiche”. Secondo i dati recentemente diffusi da Eurostat, la cultura – intesa come settore economico – occupa oltre 5 milioni di persone, circa il 2,5% della forza lavoro Ue; contribuisce inoltre “allo sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, alla valorizzazione turistica dei territori, come pure alla rivitalizzazione e coesione della società”.PER UNA UE APERTA AL MONDO. Circa la “dimensione esterna” della cultura europea, la Commissione insiste invece “sulla necessità di una strategia comunitaria aperta al mondo”. Da qui la proposta di misure per rafforzare il ruolo della cultura e della conoscenza quale “componente del dialogo politico con i paesi e le regioni partner” del resto del pianeta, promuovendo gli scambi e integrando “sistematicamente la cultura nei programmi e progetti di sviluppo”. Per quanto riguarda il 2008, Anno del dialogo interculturale, cui si intende assegnare anche una valenza circa il dialogo interreligioso, l’Ue e il Consiglio d’Europa proporranno numerosi eventi, il cui calendario sarà reso noto attraverso un apposito sito Internet.