Ammontano a 26 miliardi i trasferimenti effettuati nel 2006 da lavoratori emigrati verso il Paese di origine a partire dall’Unione Europea, dei quali 19 miliardi verso i Paesi terzi e 7 miliardi all’interno delle frontiere comunitarie. I dati – forniti da Eurostat, l’Ufficio Statistico UE, nel quadro di uno studio sovvenzionato dalla Direzione Generale per gli affari economici e finanziari della Commissione pubblicato il 13 Novembre scorso – registrano un aumento di oltre il 10% delle rimesse rispetto al 2005. Oltre l’85% del totale dei flussi finanziari proviene nell’ordine da Spagna, Regno Unito, Italia, Germania e Francia, ed è diretto in prevalenza verso l’Europa non comunitaria, l’Africa del Nord, l’Africa Subsahariana, l’America Latina e l’Asia. I maggiori dieci «corridoi di invio» individuati dallo studio riguardano le rimesse tra Germania e Turchia, Francia e Marocco, Francia e Portogallo, Spagna e Marocco, Spagna e Colombia, Germania e Polonia, Spagna ed Ecuador, Francia ed Algeria, Italia ed Albania, Germania e Serbia-Montenegro. Nel complesso, in termini di trasferimenti dei lavoratori immigrati l’UE a Ventisette ha trasferito verso i Paesi terzi più del doppio di quanto questi ultimi abbiano trasferito nell’Unione Europea.