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Russia: tre diverse opinioni sul voto
Alle elezioni del 2 dicembre per il Parlamento russo, erano circa 108.000.000 i cittadini russi aventi diritto di voto. Circa il 60% dei votanti si è recato alle urne per fare la propria scelta. Tra le regioni con il più alto livello di partecipazione, possiamo citare la Repubblica Cecena (99%), il Tatarstan (84%), le regioni di Chukotka (78%), Kemerovsky e Tyumensky. Sono state prese varie iniziative per pubblicizzare le elezioni e ottenere un’elevata affluenza alle urne.È stato ampliato il numero di sedi di votazione all’estero, poiché gli organizzatori si attendevano un numero di cittadini russi votanti all’estero pari al doppio di quello delle elezioni del 2003. Un’altra iniziativa è stata la creazione di sedi di voto presso le stazioni ferroviarie e gli aeroporti. Sono stati organizzati anche sedi speciali in alcune regioni della Russia per soggetti privi di registrazione ufficiale.Secondo il nuovo sistema, tutti i deputati alla Duma di Stato saranno eletti dalle liste di parità. Poiché la legge attuale prevede un livello minimo per la partecipazione alla Duma di Stato pari al 7% delle voci (rispetto al precedente 5%), la competizione è stata particolarmente accanita. Dopo avere contato quasi tutti i comunicati, si capisce chiaramente che alla quinta Duma saranno presentati 4 partiti, “Russia unita”, 64,1%, il partito comunista (11,6%), il partito liberaldemocratico (8,2%) e “Russia giusta” (7,8%). Le opinioni degli esperti russi possono essere suddivise, con qualche riserva, in tre categorie.La prima è la categoria di coloro che concordano con i risultati e prevedono che la politica generale dei poteri statali russi resti invariata dopo la formazione del nuovo Parlamento. Questo rafforzerà di conseguenza il corso principale dello Stato. Secondo alcune argomentazioni a favore, in questo caso il rapporto dei poteri resterebbe invariato, il corso politico attuale non subirebbe gravi perturbazioni, e la maggior parte dell’elettorato avrebbe votato a favore del programma del partito principale.Il secondo punto di vista (anch’esso concorde con i risultati) potrebbe essere genericamente descritto nel modo seguente: dopo queste elezioni, la Russia raggiungerebbe una nuova fase di sviluppo, che può essere sintetizzata dalle parole del presidente della Fondazione per una politica efficace, Gleb Pavlovsky, il quale immagina che la Russia “dopo le elezioni entrerà in una nuova fase di vita quando i poteri dell’opposizione smetteranno di combattere Putin”. Potremmo quindi vedere in questo caso alcune tracce di normale competizione tra programmi politici diversi.La terza posizione è quella di coloro che non sono soddisfatti del voto o dello spoglio dei voti. Tradizionalmente, il partito comunista è sempre stato il partito più pronto a manifestare. Il suo leader, Gennadiy Zyuganov, dichiara di avere intenzione di fare appello contro il risultato elettorale, che – come egli ritiene – potrebbe avere raccolto un 3-4% di voti in più.A proposito delle elezioni, anche gli osservatori stranieri esprimono opinioni diverse. Alcuni erano interessati a capire l’esperienza russa e a confrontarla con le pratiche dei propri Paesi. Esprimendo un atteggiamento generalmente positivo, essi hanno osservato un’elevata partecipazione dell’elettorato. Altri intendono vedere sia le caratteristiche positive che quelle negative. Ad esempio, il vice-presidente dell’assemblea parlamentare dell’Osce, K.Kilunen, deplora la strettissima collaborazione tra poteri esecutivi e partiti politici, in cui ravvisa un “punto problematico”. Ma essi suppongono che le elezioni in Russia possano essere considerate democratiche e, come principale motivazione di ciò, richiamano il fatto che “i cittadini russi avevano l’opportunità di votare per i partiti dell’opposizione”.