UE

Culture e religioni in dialogo

Gli obiettivi e i programmi dell’anno europeo 2008

“È evidente che l’Europa si trova ad affrontare sfide notevoli che hanno origine nelle relazioni interculturali. L’Anno europeo 2008 ci offre una preziosa opportunità per migliorare il dialogo e gli scambi” tra le culture del vecchio continente. Il commissario JÁN FIGEL’ ha presentato il 4 dicembre a Bruxelles i programmi e gli obiettivi dell’anno che l’Ue consacra al confronto tra le espressioni culturali, le tradizioni e le religioni nell’Europa a 27.“INSIEME NELLA DIVERSITÀ”. “A prima vista il compito può sembrare estremamente difficile, ma 50 anni fa l’idea di riunire sotto l’egida della Comunità le varie popolazioni del nostro continente sembrava anch’essa impossibile da realizzare. Oggi possiamo vedere i risultati ottenuti dall’Unione europea” e il suo “notevole successo nell’unire vari paesi”. Pertanto, secondo il commissario Figel’, “possiamo e dobbiamo affrontare le sfide della diversità culturale e religiosa del nostro continente”. Lo slogan prescelto per i prossimi dodici mesi è: “Insieme nella diversità”. L’obiettivo dell’Anno europeo sarà quello di “favorire la comprensione reciproca e la convivenza” e saranno “esaminati i vantaggi della diversità culturale, di una partecipazione attiva dei cittadini alle questioni comunitarie e si tenterà di stimolare il senso di appartenenza all’Europa”.GLI AMBASCIATORI, EUROPEI E NON. Le iniziative che l’Ue e gli Stati membri realizzeranno nell’ambito dell’Anno europeo del dialogo interculturale “beneficiano – ha proseguito il commissario Figel’ – di un finanziamento di 10 milioni di euro, a sostegno della campagna di informazione, degli studi” sull’argomento, nonché del finanziamento di sette progetti comunitari e di ventisette progetti nazionali. La Commissione ha scelto diverse personalità, provenienti da ambienti della cultura e dell’arte, in qualità di “ambasciatori del dialogo interculturale”: fra di essi il direttore d’orchestra slovacco Jack Martin Händler, il regista cinematografico rumeno Radu Mih?ileanu, il musicista catalano Jordi Savall, il pianista turco Fazil Say, la cantante serba Marija Šerifovi? e lo scrittore brasiliano Paulo Coelho. L’idea di fondo è, in questo caso, che il dialogo si debba sviluppare entro ma anche oltre i confini dell’Ue. INCONTRI E DIBATTITI NEI 27. Nel corso del 2008, oltre alle iniziative promosse nelle principali città del continente, a Bruxelles (Residence Palace) saranno promossi sei dibattiti su altrettanti temi. Si comincia il 6 febbraio per discutere di “Arti e culture”; per il 2 aprile il tema indicato è “Il dialogo interreligioso”; il 4 giugno successivo l’argomento sarà “Luoghi di lavoro”. Quindi il 3 settembre si parlerà di multilinguismo, il 1°ottobre di educazione e competenze interculturali, il 3 dicembre del ruolo dei mass media. Per tutte le informazioni sui programmi, le manifestazioni, i progetti e i concorsi (compreso quello fotografico intitolato “Cultures on my street”), inseriti nell’Anno europeo è stato avviato il sito web www.dialogue2008.eu. DODICI MESI ON LINE. Il sito web della campagna, “messo a punto insieme ad organizzazioni della società civile – ha puntualizzato il commissario slovacco -, intende offrire uno spazio comune per il dialogo interculturale. Esso comprende una sezione Partners destinata a stimolare la creazione di reti e lo scambio di buone prassi” a livello comunitario. Per tale ragione, “questa sezione contiene oltre 500 profili di persone e organizzazioni attive nel campo del dialogo interculturale”. Figel’ puntualizza inoltre che l’Anno europeo “intende creare una base su cui fondare iniziative durature nel settore del dialogo interculturale da adottate a livello europeo anche oltre il 2008”. Esso dovrebbe inoltre contribuire, nelle intenzioni della Commissione, all’attuazione dell’Agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione, “proposta dall’Esecutivo lo scorso maggio e recentemente varata dal Consiglio dell’Ue”.L’INDAGINE DI EUROBAROMETRO . In occasione della presentazione dell’Anno, Eurobarometro ha presentato una indagine sui temi che verranno affrontati nel corso del 2008. “Circa tre quarti dei cittadini dell’Unione – hanno spiegato i ricercatori dell’istituto di sondaggi della Commissione – pensa che le persone di un’altra appartenenza, sia essa etnica, religiosa o nazionale, arricchisca la vita culturale del loro paese. Il 23% dei cittadini, invece, non sottoscrive tale convinzione”. Tra i 27mila intervistati da Eurobarometro, emerge che il 65% “è in grado di citare almeno una interazione nel corso dell’ultima settimana con una o più persone di nazionalità, etnia o religione differente dalla propria”. I tassi di interazione più elevati si misurano in Lussemburgo, Irlanda, Regno Unito e Austria. I più bassi, invece, si riscontrano in Estonia e Romania. Nei paesi in cui è più elevato il grado di interazione, si registrano anche le posizioni più diffuse e convinte che la presenza di minoranze tenda a “dinamizzare” la cultura locale e nazionale.