ECUMENISMO

Il cammino dopo Sibiu

Lettera del Ccee sull’esperienza e sulle prospettive della Aee3

Ricchezze, punti deboli e indicazioni emerse dall’Assemblea ecumenica europea di Sibiu (Aee3) per il futuro del cammino ecumenico in Europa : questi i contenuti della lettera che a tre mesi dalla conclusione dell’incontro, mons. ALDO GIORDANO , segretario generale del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), a nome dello stesso Ccee rivolge a tutti i partecipanti cattolici (cardinali, vescovi, preti, religiosi, religiose e laici). Impressioni e riflessioni sull’assemblea, elaborate soprattutto alla luce delle testimonianze giunte dai partecipanti, e che sono già state presentate alla Plenaria del Ccee che si è svolta a Fatima all’inizio di ottobre 2007. Nel messaggio anche il ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla preparazione e realizzazione dell’assemblea (www.eea3.org)Le ricchezze dell’assemblea– Il modello del pellegrinaggio-cammino. L’Aee3 è stata costituita dalle 4 tappe assembleari: Roma, Wittenberg, incontri nazionali, Sibiu. Questo ha permesso la creazione di un legame tra i delegati e il coinvolgimento delle realtà nazionali (oltre 200 incontri nazionali, regionali, locali recensiti nell’arco di un anno).- Il tema. La luce di Cristo illumina tutti, Speranza di rinnovamento e unità in Europa , ha indicato la necessità urgente di ripartire dal cuore della fede cristiana e di considerare i vari problemi ecumenici e storici con questa luce. Anche la ripartizione del tema: la luce di Cristo nella Chiesa; la luce di Cristo e l’Europa; la luce di Cristo e il mondo, si è rivelata efficace. – Rappresentatività e “qualità” dei delegati a Sibiu. Mai vi è stata nella storia un’assemblea ecumenica con un numero così grande di delegati. Dietro i delegati si intravedeva la ricchezza di esperienza di vita cristiana ed ecumenica che esiste in Europa: diocesi, parrocchie, famiglie religiose, movimenti, associazioni, comunità… L’assemblea è stato uno spazio europeo per tutte queste esperienze e ha approfondito la rete fra loro.Inoltre molti delegati erano molto competenti ed esperti nei vari ambiti trattati nei fora dell’assemblea.- L’incontro con il mondo ortodosso. La ricchezza della tradizione dell’ortodossia e le sue attese di fronte al movimento ecumenico hanno trovato uno spazio significativo. La scelta stessa del luogo dell’incontro quindi, seppur non facile dal punto di vista organizzativo, è stata utile ed importante per il cammino ecumenico in Europa.- L’attenzione per l’assemblea da parte delle istituzioni europee. La partecipazione del Presidente della Commissione europea, di rappresentanti del Parlamento dell’UE, del Consiglio d’Europa di Strasburgo, delle autorità politiche della Romania… ha rivelato l’importanza del contributo che le comunità cristiane danno nello spazio pubblico, soprattutto se si presentano unite.- L’atmosfera dell’assemblea. Dai ringraziamenti e gli echi che riceviamo si coglie che per la maggior parte dei partecipanti l’esperienza è stata particolarmente positiva. Le rivendicazioni o gli incidenti sono stati minimi. – Momenti riusciti dell’assemblea: momenti della preghiera; plenarie con interventi di alto profilo; i fora; gli incontri informali sulle strade di Sibiu; gli eventi artistici e culturali…- Per i cattolici della Romania sono state particolarmente significative la Celebrazione Eucaristica secondo il rito greco-cattolico il sabato mattino (credo che mai nella storia ci sia stata una celebrazione greco cattolica con una presenza europea così rappresentativa a livello geografico) e la Celebrazione Eucaristica della domenica in rito latino con partecipanti che erano partiti già all’una di notte da diverse parti della Romania per arrivare per questa Messa.- Messaggio finale. Si è scritto un buon messaggio finale, utile per trasmettere l’esperienza di Sibiu. La sfida è stata quella di far nascere un messaggio durante l’assemblea e come espressione dell’assemblea. Si è rinunciato a scrivere altri testi nell’assemblea, per sottolineare che la Charta Oecumenica restava il testo di base che ha accompagnato e ispirato i lavori. L’assemblea voleva anche essere un luogo di rilancio della Charta .- Il messaggio del Papa Benedetto XVI per Sibiu; i suoi numerosi interventi a sostegno dell’assemblea in questi due anni; l’accensione della candela di Sibiu a Mariazell, la citazione di Sibiu nei suoi discorsi in Austria; la decisione che l’intenzione di preghiera per il mese di settembre fosse per l’assemblea di Sibiu, hanno chiaramente sottolineato l’importanza accordata dal Santo Padre a questo incontro per il cammino ecumenico. Ci ha addolorato il fatto che la lettura del messaggio pontificio non sia stata posta in un momento adeguato.La realtà di cui siamo più riconoscenti: aver percepito l’opera di Dio. L’assemblea è stata accompagnata dalla preghiera e dall’offerta di tante persone, specie di comunità contemplative, nei diversi paesi europei.Le debolezze dell’assemblea– Difficoltà organizzative. Ci sono state difficoltà organizzative: problemi logistici nella città di Sibiu; difficoltà per i viaggi; ritardi da parte nostra e nelle iscrizioni; cambiamenti di programma all’ultimo minuto da parte di partecipanti; difficoltà e ritardi nella pianificazione.Ancora una volta domandiamo scusa a chi ha vissuto maggiori disagi.- Difficoltà legate alle differenze degli organismi responsabili dell’assemblea: Kek-Ccee.- Alcuni partecipanti hanno rilevato che nell’assemblea c’è stato troppo poco spazio per il dibattito e la partecipazione attiva dei delegati, con un prevalere di interventi “cattedratici” da ascoltare. Qualche volta anche perché non siamo rimasti nei tempi previsti. Troppi i saluti. Al riguardo occorre tener conto che il dialogo sulle questioni dogmatiche della fede avviene oggi principalmente a livello bilaterale tra le comunità e non è compito primario di questo tipo di assemblee.- Il messaggio finale. Dopo la presentazione in assemblea e il chiaro consenso espresso, è nata una discussione critica da parte di alcuni delegati sulla frase del rispetto della vita “dal concepimento alla morte naturale”, presentata solo oralmente all’assemblea. Dopo lunghi e difficili dibattiti tra Ccee e Kek i presidenti hanno deciso di inserire una nota nel testo del messaggio, relativa a questa frase, dove si descrive ciò che è accaduto e si afferma che la frase non fa parte del testo ufficiale. Questa quaestio disputata rilancia la domanda su questo tipo di messaggi che nascono sotto la pressione del tempo e durante le ore notturne ed esprime anche la mancanza di consenso tra le comunità cristiane sulla delicata problematica etica della vita.- A Sibiu sono emerse le questioni e le difficoltà presenti nello scenario ecumenico attuale: 1. Il dibattito sull’identità delle Chiese; 2. Il rapporto con la modernità e il tema dei valori; 3. Il rapporto con le comunità pentecostali e evangelicheLe indicazioni dell’assemblea per il futuro del cammino ecumenicoIl fatto che l’assemblea sia stata “matura e pensosa” indica che è l’ora di andare in profondità: approfondire il cristianesimo, la fede, la spiritualità e approfondire le identità con il coraggio della parresia .L’assemblea ha mostrato che il cristianesimo ha un grande ruolo nell’Europa di oggi, perché c’è una domanda e uno spazio, nonostante la secolarizzazione.L’esperienza dell’essere insieme (pregare, discutere, collaborare…) ha indicato che l’unità è possibile e che l’unità è un bene prezioso che va custodito con tutte le forze.Si è rafforzata la volontà di collaborazione concreta tra i cristiani in Europa in ambiti urgenti per la storia attuale: migrazioni, religioni, creazione, pace, giustizia (vedi le 10 raccomandazioni del messaggio finale). Durante il recente Concistoro dei Cardinali con il Papa è stato ribadito che la dottrina sociale è oggi un campo promettente per l’ecumenismo.E’ emersa in modo molto chiaro e nuovo la responsabilità dell’Europa per il mondo e il legame dell’Europa alle altre regioni della terra.Dalle informazioni che ci giungono s’intravede che proprio i delegati che hanno partecipato a Sibiu sono la chance dell’assemblea. Essi stanno diventando realmente dei moltiplicatori dell’esperienza vissuta: se ciascun delegato – come inizia ad accadere – organizza a livello locale degli incontri (piccoli o grandi), scrive articoli o apre un sito o blog sull’esperienza di Sibiu, avremo presto migliaia di incontri, articoli e blogs. I segretariati della Kek e del Ccee stanno lavorando per un rapporto comune sull’assemblea, per un Cd e un Dvd con i contenuti più ampi possibili dell’assemblea e per il volume degli atti. Ma per questo occorre ancora tempo! Saremmo ancora grati di ricevere le vostre impressioni e le notizie delle iniziative in loco.L’ecumenismo è un cammino in cui siamo chiamati alla sequela del Cristo Crocifisso (c’è fatica e sofferenza) e del Cristo Risorto: abbiamo sperimentato la gioia e la luce della Sua opera.Auguriamo a ciascuno un Natale pieno di luce e un 2008 in cui possiamo sperimentare la diffusione di questa luce nella nostra Europa.