“Abbiamo perso tutto”

REPORTAGE DAL BANGLADESH

“Quando è arrivato il ciclone abbiamo avuto una paura terribile: eravamo convinti che arrivasse anche la morte. Ci siamo rifugiati sotto i letti e abbiamo pregato Dio tutta la notte”. Abu Hani Si Kadr, 47 anni, musulmano, è uno degli sfollati che vive insieme ad altre 25 famiglie nel villaggio di Shakrail, nel sottodistretto di Uzirpur, lungo il fiume Chanda. Nel suo distretto sono morte 11 persone, di cui 3 bambini, un centinaio i feriti. “Abbiamo perso tutto, siamo rimasti senza terra e senza lavoro”, racconta Abu, circondato dal resto della comunità, che discute animatamente con lui su ogni singola risposta da dare. Governo e Ong operano in stretta collaborazione e Caritas Bangladesh, con la sua organizzata struttura (oltre 500 persone in tutto il Paese) e la pluridecennale esperienza nella prevenzione e gestione delle emergenze, si è conquistata la fiducia di istituzioni e popolazione. “Abbiamo avuto tre cicloni – spiega Pintu William Gomez del dipartimento emergenze di Caritas Bangladesh -. Il primo nel 1970 ha provocato 500.000 morti, il secondo nel 1991 circa 140.000, quest’ultimo solo 3.300. Quando è nata la Caritas, nel 1972, ci siamo chiesti: come possiamo convivere con i cicloni? L’attività di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione è servita a far scendere drasticamente il numero delle vittime”.(10 dicembre 2007)