REPORTAGE DAL BANGLADESH
Non è raro infatti trovare volontari musulmani che lavorano insieme alla Caritas per ricostruire la loro terra distrutta dal ciclone Sidr. Accade nel villaggio di Kuawa Kata, nella Sea belt, la costa del Bangladesh dove il vento a 220 km orari ha creato onde devastanti che hanno inondato le terre circostanti, portando via le abitazioni e le barche dei pescatori, circa 2.000 persone che vivono pescando ed essiccando il pesce. Ora sulla spiaggia c’è ciò che rimane delle case in foglie di palma secche, e la vita continua a scorrere tra le insolite macerie frondose.Sayed Mi Faruk, 25 anni, insegnante di religione nella vicina madrassa, la scuola coranica utilizzata come rifugio il 15 novembre scorso, spiega insieme ai suoi colleghi l’impegno comune nella ricostruzione insieme ai cristiani.”Abbiamo buone relazioni sia con i cristiani sia con gli indù afferma -. Ad esempio durante le festività ci facciamo gli auguri a vicenda. Anche a Natale capita spesso. Finora non sono mai andato alle loro celebrazioni, ma se mi invitano vado volentieri”.(12 dicembre 2007)