UE

Passo dopo passo

La Slovenia subentra al Portogallo nella presidenza di turno

“Esprimo soddisfazione per i risultati della presidenza portoghese dell’Unione e per gli esiti del vertice”: José Socrates, premier del Portogallo e presidente di turno dei 27 nel secondo semestre dell’anno, chiude il suo mandato illustrandone gli obiettivi raggiunti e lasciando il posto alla Slovenia, primo paese ex comunista e neo membro dell’Ue ad assumere le redini comunitarie dal 1° gennaio 2008.GLI ESITI DEL VERTICE. Al termine di una settimana intensa, che ha visto la proclamazione della Carta dei diritti fondamentali e la firma del Trattato di riforma, Socrates riferisce degli esiti del vertice svoltosi il 14 dicembre a Bruxelles. Molti, come di consueto, gli argomenti in agenda, ma il politico lusitano sceglie con cura quello su cui porre l’accento: “Abbiamo preso una decisione circa una missione civile europea in Kosovo”. Nel quadro di una politica multilaterale e in accordo con le Nazioni Unite, l’Europa si farà carico di inviare nei prossimi mesi 1.800 persone, soprattutto funzionari amministrativi, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, per “stabilizzare il territorio” e “accompagnare la transizione” del Kosovo. Formula abbastanza generica, che denota ben poche certezze su Pristina, nonché preoccupazione in vista di una eventuale dichiarazione unilaterale di indipendenza e delle reazioni della Serbia. Alla quale gli Stati aderenti tendono la mano, con la promessa di una possibile “accelerazione” dell’adesione all’Unione.IL GRUPPO DEI “SAGGI”. “Abbiamo creato un gruppo di riflessione sul futuro dell’integrazione, che sarà presieduto dall’ex primo ministro spagnolo Felipe Gonzales”, spiega ancora Socrates. E rimanda alle “Conclusioni” scritte del vertice, dove si legge. “Per aiutare l’Ue ad anticipare e rispondere ai problemi in modo più efficace a lungo termine (orizzonte 2020-2030), il Consiglio europeo istituisce un gruppo di riflessione indipendente”. Viene richiamata la Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, siglata durante le celebrazioni del cinquantesimo dei Trattati istitutivi, per aggiungere: “Il gruppo dovrà individuare le questioni e gli sviluppi essenziali che si delineano per l’Unione ed esaminare in che modo farvi fronte”. Segue un elenco di temi che i nove “saggi” dovranno trattare, escluse (è specificato) le “questioni istituzionali”: “Rafforzare e ammodernare il modello europeo di riuscita economica e responsabilità sociale; intensificare la competitività dell’Ue; Stato di diritto; sviluppo sostenibile”; migrazioni; energia e protezione del clima; “lotta contro l’insicurezza globale, la criminalità internazionale e il terrorismo”. “Particolare attenzione – si legge ancora nel documento – va dedicata al modo migliore per stabilire un contatto con i cittadini e rispondere alle loro aspettative ed esigenze”. I DUBBI DI POETTERING. C’è forse un neo nella decisione di istituire il gruppo di riflessione: i tempi. Esso verrà creato entro il 2008 e “riferirà al Consiglio europeo nella riunione del giugno 2010”. Qualche interrogativo in proposito lo solleva anche il presidente dell’Europarlamento Hans-Gert Poettering, a margine del summit: “Questo gruppo di riflessione” – spiega – non è tra le nostre priorità”. Secondo il politico tedesco, i “saggi” non possono “prendere il posto dei politici eletti dai cittadini”: ossia, le responsabilità su come governare il processo di integrazione spettano al Consiglio dei capi di Stato e di governo e al Parlamento, che rappresenta i cittadini e “che da tempo ha avviato una riflessione pubblica proprio su questi temi”. Dubbi che Poettering rilancia durante la sessione parlamentare straordinaria del 18 dicembre, riunita proprio per valutare i risultati del vertice. TRATTATO E AREA SCHENGEN. Lasciate da parte le tensioni accumulate durante numerosi e ravvicinati appuntamenti istituzionali, Socrates è un fiume di parole. Ringrazia la cancelliera tedesca Angela Merkel per l'”ottimo lavoro svolto” in cima all’Unione nel primo semestre dell’anno, che avrebbe aperto la strada al Trattato di Lisbona; elogia il lavoro della Commissione e il suo presidente, il connazionale José Manuel Barroso; spiega il ruolo “fondamentale” del Parlamento nel sostenere l’integrazione. Passa quindi a elencare “i risultati di questi sei mesi. A partire dalla firma del Trattato di riforma, grazie al quale l’Europa sarà più forte” e “in grado di rispondere alle sfide del futuro”. Positivo, a suo avviso, “l’ampliamento dell’area Schengen, che si realizzerà il 21 e 22 dicembre prossimi. Cadranno le frontiere con diversi paesi dell’est e aumenterà la libertà dei cittadini di muoversi nell’Ue”. Socrates prosegue la lista dei risultati del semestre e dell’ultimo vertice sotto sua presidenza: cita il documento sulla “flexisecurity”, i “passi avanti” sulle migrazioni, la sicurezza e la Strategia di Lisbona (competitività e occupazione), il via libera a Galileo e la definizione di una politica marittima comunitaria.