La connessione inscindibile tra scienza e verità è stata sottolineata dal card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, il 15 dicembre scorso a Vienna. Intervenuto alla consegna del premio intitolato al Cardinale Innitzer, dedicato a personalità che operano nel campo scientifico, Schönborn ha affermato che “assegnando premi per la ricerca scientifica, la Chiesa intende esprimere il fatto che non dobbiamo aver paura della verità”, poiché, ha spiegato, “la verità convince per via del potere insito nei suoi argomenti”. “Ogniqualvolta sono esistiti storicamente conflitti tra scienza e Chiesa, sono stati spesso oltrepassati limiti”, ha sottolineato il cardinale. Ma “l’immagine di Gesù bambino e di Gesù sulla Croce mostrano che la verità non si afferma con l’impiego di forze esterne, ma con la potenza dei suoi argomenti”. L’arcivescovo di Vienna ha ricordato l’intervento del Papa a Mariazell l’8 settembre scorso, in cui sottolineava il significato decisivo della verità contro l’atteggiamento diffuso di rassegnazione, una rassegnazione verso la verità che, secondo Schönborn, “rappresenta anche il cuore della crisi dell’Europa”. “Se non esiste la verità per l’uomo, non si può neanche distinguere tra bene e male. E allora, anche le grandi scoperte della scienza diventano armi a doppio taglio: possono diventare opportunità significative a servizio del bene” oppure, ha ammonito, “minacce terrificanti per la distruzione dell’uomo e del mondo”.