UE-PENA DI MORTE

Ora un altro passo

Dopo il risultato storico occorre continuare nella tutela della vita

“Il voto dell’Assemblea generale Onu è una pietra miliare sull’irreversibile strada verso la definitiva abolizione della pena di morte in tutto il mondo”. Quella di TERRY DAVIS, segretario generale del Consiglio d’Europa (CdE), è stata una delle prime voci europee a levarsi dopo l’approvazione della risoluzione adottata a New York per una moratoria universale delle esecuzioni. Le organizzazioni sovranazionali del vecchio continente (Consiglio d’Europa, fondato nel 1949, 47 Stati membri; Unione europea, sorta come Cee nel 1957, 27 aderenti) hanno portato un sostegno compatto e deciso alla risoluzione, che ora attende di essere attuata. UN PASSO VERSO L’ABOLIZIONE DEFINITIVA. Davis esprime al Sir la sua soddisfazione per la decisione assunta il 18 dicembre al Palazzo di vetro, dopo che analoghe iniziative politiche erano fallite nel 1995 e nel 1999. La risoluzione, spiega il politico inglese, “è stata adottata con una schiacciante maggioranza”. Si tratta di un “progresso significativo” da quando la questione è stata discussa l’ultima volta alle Nazioni unite. “Non ci sono dubbi – aggiunge Davis – che ci stiamo muovendo con continuità verso il giorno in cui questa forma cruenta e barbara di punizione sarà sradicata”. Dal canto suo MAUD DE BOER, vice segretario CdE, dichiara al Sir: “La risoluzione, fortemente voluta e promossa dall’Italia e sostenuta dal Consiglio d’Europa nel suo insieme, ha ottenuto l’appoggio di Stati” di diverse regioni del pianeta, “a testimonianza dei progressi realizzati dalla causa abolizionista in tutti i continenti”. “Mi auguro – prosegue – che le Nazioni unite potranno adottare un quadro normativo obbligatorio sull’abolizione delle esecuzioni capitali, così come abbiamo fatto al CdE con i protocolli n. 6 e 13 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Sempre dal Palais de l’Europe di Strasburgo, sede dell’organizzazione, interviene RENE’ VAN DER LINDEN, presidente dell’Assemblea parlamentare: “La comunità mondiale ha parlato: nessuno può essere messo a morte con una sanzione giuridica legale”. “Questa è da diversi anni – spiega il politico olandese – la posizione dell’Europa” e “io sono felice che il resto del mondo si muova in tale direzione”.“RICONOSCIUTO IL VALORE SACRO DELLA VITA”. Reazioni favorevoli alla decisione dell’Onu anche da parte della Commissione Ue. A nome dell’Esecutivo prende la parola BENITA FERRERO-WALDNER, commissario austriaca alle relazioni esterne: “Ho appreso con soddisfazione dei due importanti sviluppi verso l’abolizione della pena di morte avvenuti questa settimana”. “Il primo riguarda la decisione dello Stato del New Jersey di abolire la pena capitale”; il secondo concerne il voto al Palazzo di vetro. In particolare, la decisione dello Stato nordamericano “è un evento dall’altissimo significato nella recente storia” della punizione estrema negli Usa e un’espressione democratica per respingerla. Commenti di tono positivo giungono anche dal Parlamento dei 27. MARIO MAURO, vice presidente dell’Assemblea, dichiara al Sir che, con la posizione assunta dall’Onu, “il mondo ha riconosciuto che la vita di ogni uomo è un bene sacro e inviolabile, del quale nessun uomo o istituzione può essere padrone”. “Non può essere lo Stato a dare la morte – prosegue Mauro -, e non c’è giustizia rispondendo a una violenza con altrettanta violenza”. Il vice presidente puntualizza: “Adesso tutti dobbiamo compiere uno sforzo” ulteriore, “per arrivare all’abolizione” della punizione capitale “nel maggior numero di Stati” e continuare “a promuovere fin dal concepimento il valore della sacralità della vita umana, che non deve mai essere subordinata alla legge di uno Stato per l’affermazione di un diritto”.LIBERTA’ FONDAMENTALI E DIGNITA’ UMANA. Esprimono compiacimento i diversi leader dei partiti presenti in emiciclo. “Con questa risoluzione la comunità internazionale testimonia il suo attaccamento alle libertà fondamentali e alla dignità umana”, dice ad esempio JOSEPH DAUL, presidente del gruppo del Partito popolare. “Il nostro gruppo – spiega -, la cui prima priorità è la difesa e promozione dei valori, non può che sottoscrivere l’appello dell’Onu a impegnare tutti gli Stati per una moratoria sulle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena di morte”. Daul interpreta tale voto come una tappa importante di un dibattito “senza tabù” sulla questione della pena capitale e auspica che tutti gli Stati che ancora ricorrono al patibolo “si sentano interpellati” da tale posizione della comunità internazionale. Il politico francese ricorda che l’Ue è avanti su questa strada, “dato che una delle condizioni per l’adesione è l’assenza della pena di morte nel diritto nazionale”. Sul fatto che “la risoluzione Onu condurrà alla abolizione definitiva” di sedia elettrica, fucilazioni e impiccagioni in tutto il mondo si dice convinta PASQUALINA NAPOLITANO, vicepresidente del gruppo del Partito socialista. La deputata italiana invita quindi “tutti i Paesi a far rispettare tale decisione”.