CONSIGLIO UE
Iniziata la presidenza slovena
Giorni intensi per Janez Jansa, premier sloveno, che il 7 e 8 gennaio ha ufficialmente avviato le iniziative del semestre di presidenza del Consiglio Ue, incontrando a Brdo il collegio dei commissari e inaugurando a Lubiana l’Anno europeo del dialogo interculturale.Incontri e progetti per i prossimi 12 mesi. La conferenza che ha aperto l’anno dedicato al confronto tra le culture, tenutasi al centro Cankarjev dom di Lubiana, era intitolata “Il dialogo interculturale: valore fondamentale dell’Ue”. Presenti personalità della letteratura, dell’arte, delle scienze, universitari e giornalisti, l’incontro è stato avviato con un discorso del ministro sloveno Vasko Simoniti; fra gli intervenuti, il presidente sloveno Danilo Turk, quello dell’Europarlamento Hans-Gert Poettering e i commissari Jan Figel’ e Janez Potocnik. Nel corso dell’anno sono previste centinaia di eventi nei 27 Stati membri, oltre a varie iniziative “centrali” a Bruxelles, fra cui sette dibattiti su migrazioni, minoranze, educazione, culture e multilinguismo, religioni, arte. La Commissione finanzia inoltre 27 progetti nazionali e sei comunitari tesi a “favorire le molteplici espressioni culturali” del continente e l’incontro tra “culture, tradizioni, lingue e religioni” presenti in Europa. I programmi dell’Anno sono presenti sul sito web www.dialogue2008.eu. La dimensione culturale e spirituale. Secondo Vasko Simoniti , il dialogo interculturale “è una precondizione per lo sviluppo di una società diversificata, tollerante”, in grado di “favorire la cooperazione tra le identità nazionali”, tra “i gruppi maggioritari e le minoranze” che vivono entro i confini della “casa comune”. Anche il premier Janez Jansa ha affrontato tali argomenti, affermando fra l’altro: “Sempre di più noi dobbiamo essere coscienti di ciò che affermavano i padri fondatori dell’Europa unita; per giungere al pieno successo dell’integrazione, un grande mercato unico e la crescita economica non sono certo sufficienti. Noi abbiamo bisogno di coltivare, senza tentennamenti, la dimensione culturale e spirituale dell’Europa”. “In questa prospettiva – ha aggiunto Jansa – l’Ue dovrebbe celebrare la ricchezza delle sue differenti culture, porre l’accento sulla creatività e sostenere i progetti che esplorano il patrimonio culturale europeo”, mobilitando la società civile. Infatti, “è da questo patrimonio che sono nati i valori universali dell’Europa moderna, come la libertà, lo spirito di giustizia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e la protezione dei diritti dell’uomo”. Una iniziativa per le scuole. Il commissario Jan Figel’ ha invece spiegato alcuni progetti che l’Ue finanzierà quest’anno, facendo particolare riferimento a quello nazionale della Slovenia, “che si indirizzerà ai giovani scolari. Questi ultimi – ha spiegato Figel’ – hanno bisogno di esperienze interculturali sin dalla loro infanzia per potersi adattare alle esigenze di un mondo che cambia e per approfittare dei vantaggi derivanti dalla diversità culturale”. A margine dell’incontro di Lubiana, i rappresentanti dei principali festival di arte, cultura e spettacolo del continente hanno firmato una dichiarazione di intenti, facendo propri gli obiettivi dell’Anno speciale, il cui messaggio verrà veicolato grazie a eventi musicali, di cinema, di poesia e letteratura. Darko Brlek, presidente dell’Efa (Associazione dei festival europei operante in 38 Stati), ha spiegato che i grandi festival dei prossimi mesi costituiranno “un’unica piattaforma da cui lanciare a milioni di spettatori il messaggio di uno scambio libero, rispettoso e in grado di mantenere e proteggere la diversità culturale”.Il ruolo delle religioni. Nel calendario dell’Anno figurano dunque sette dibattiti, da marzo a novembre, che saranno ospitati al Residence Palace di Bruxelles (calendario e relatori sono ancora in via di ultimazione), il primo dei quali si soffermerà sul “dialogo interreligioso”. A tale proposito, il cardinale Jean-Louis Tauran , presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha spiegato a Radio Vaticana che “non c’è cultura senza religione e non c’è religione senza cultura”. La Chiesa cattolica ha assicurato grande attenzione all’Anno europeo; per Tauran, “il dialogo interreligioso si situa a livello della relazione tra l’uomo e Dio, dell’uomo che si pone le grandi domande sul senso della vita”, sulla cultura e sul suo tempo. In esso si dispiega “tutta una pedagogia che aiuta a prendere coscienza dell’unità del genere umano, della dignità della persona e che si apre fatalmente all’esigenza del perdono e alla conoscenza reciproca”.Il prossimo appuntamento dell’Anno è fissato per martedì 15 gennaio a Strasburgo, quando si svolgerà una seduta solenne del Parlamento Ue alla presenza di Ahmad Badr El Din El Hasoun, Gran Muftì di Siria. Nell’ambito di questi incontri con i rappresentanti delle comunità religiose e con personalità di spicco internazionali, è stato invitato a intervenire in emiciclo anche Benedetto XVI.