Cristiani, la fede non i numeriMons. Tadeusz Pikus, presidente del Consiglio per le questioni ecumeniche della Conferenza episcopale polacca, nella lettera per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani cita il primo messaggio dell’episcopato polacco per l’unità dei cristiani (1968) nel quale i presuli affermarono: “nonostante rispetto ai cattolici, il numero degli ortodossi, degli evangelici e degli appartenenti ad altre comunità cristiane sia nel nostro Paese un’esigua percentuale, Dio non misura il cuore dell’uomo con i numeri, ma con la fede, la speranza e l’amore”. Nel messaggio di quest’anno il presule rileva che “La Polonia può vantare numerosi successi nel cammino ecumenico” e ricorda il dialogo ecumenico a carattere spirituale, dottrinale e pratico sperimentato “non solo nel passato nell’ambito di una coabitazione pacifica dei rappresentanti delle diverse Chiese sul territorio di una Repubblica polacca multiculturale, ma anche in tempi recenti”. “Il Consiglio ecumenico in Polonia è stato istituito nel 1946, e cioè prima della costituzione del Consiglio mondiale delle Chiese (1948).Anche la Dichiarazione delle Chiese cristiane polacche che contiene il reciproco riconoscimento del sacramento di battesimo, firmata il 23 gennaio 2000 è del tutto eccezionale per lo meno su scala europea” afferma il presule facendo presente che non solo “la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di gennaio fa parte del calendario ecclesiastico polacco ma che anche negli altri periodi dell’anno vengono organizzate celebrazioni liturgiche, Via Crucis e pellegrinaggi ecumenici mentre merita un riconoscimento particolare l’impegno ecumenico di personaggi del mondo della cultura.Dal 2000 ha assunto carattere ecumenico l’iniziativa natalizia di sostegno all’infanzia delle tre organizzazioni a carattere caritativo: la Caritas della Chiesa cattolica romana, la Diakonia delle Chiese evangeliche e l’Eleos delle Chiese ortodosse. Notevole importanza assume inoltre la collaborazione tra gli atenei e le case editrici. Ogni anno vengono organizzate delle Giornate ecumeniche della Bibbia, mentre la traduzione ecumenica del Nuovo Testamento e dei Salmi in lingua polacca assume una valenza del tutto particolare per l’unità dei cristiani sia sul piano spirituale sia quello intellettuale. E in atto un vasto dialogo a carattere bilaterale e multilaterale tra le Chiese, mentre sono tuttora in corso i lavori che porteranno alla pubblicazione di un’istruzione pastorale carattere ecumenico riguardante i matrimoni tra gli sposi appartenenti a Chiese diverse”.Fecondazione assistita, scontro artificiosoIn Polonia “non vi è alcun conflitto tra società e Chiesa” ha sottolineato di recente mons Jozef Zycinski, riferendosi ai commenti apparsi sui media che disegnerebbero tale scontro, aggravato da una presunta “debolezza” della Chiesa polacca priva di guida. Secondo mons Zycinski la debolezza della Chiesa in Polonia “è solo apparente così come lo è stata sin dagli inizi, dalla nascita di Cristo e dalla sua morte in Croce”. “Siamo inclusi nel paradosso della debolezza divina. Ma è importante non introdurvi dei conflitti solo apparenti” ha affermato il presule, stigmatizzando come “scontro artificioso” la discussione sulla fecondazione assistita scaturita da una dichiarazione del ministro della sanità polacco in merito a eventuali rimborsi da parte del Ssn (servizio sanitario nazionale) delle spese legate alla fecondazione in vitro. In questi giorni presso la sede della Conferenza episcopale polacca si è svolto un dibattito in merito, con la partecipazione di sacerdoti, medici, giuristi e coppie con problemi di fertilità. La Polonia non ha ancora ancora ratificato la Convenzione sulla bioetica del Consiglio d’Europa e i partecipanti al dibattito hanno sottolineato l’urgenza di una legislazione in materia. Secondo gli specialisti, il problema della fecondazione assistita riguarda in Polonia da uno a due milioni di coppie, numero però in costante crescita. Sul territorio nazionale operano 55 centri di fecondazione assistita ma all’eccezione dei due gestiti a livello statale, gli altri sono privati e non sottoposti ad alcun tipo di controllo.Solidarietà ai bambini del PerùIl giorno dell’Epifania la Chiesa in Polonia ha celebrato la giornata missionaria di sostegno agli oltre 2000 missionari che attualmente svolgono la loro opera in 95 Paesi del mondo. Ogni anno la Commissione dell’episcopato per le missioni devolve oltre 1 milione di euro per il finanziamento di numerosi progetti nelle varie parti del mondo e per le necessità del Centro di formazione missionaria con sede a Varsavia, operante ormai da 24 anni. Il Centro a carattere internazionale, è uno dei pochi al mondo dedicati alla preparazione dei missionari sia religiosi sia laici. Quest’anno in Polonia l’Opera dell’infanzia missionaria ha iniziato la raccolta dei fondi già durante le feste natalizie organizzando rappresentazioni della natività in molte case private. Il ricavato sarà destinato ad aiutare i bambini del Perù.