Quale percezione della famiglia?Per il 67% dei lituani la famiglia è composta da una coppia sposata con figli; il 32,2% considera “famiglia” anche la coppia di conviventi non sposati. E’ uno dei dati emersi da una ricerca sulla percezione della famiglia da parte dei cittadini dell’ex repubblica sovietica, presentata nei giorni scorsi. Il 48,7% degli intervistati ha detto che “è molto importante che i figli nascano all’interno del matrimonio”, il 31,2% che è “importante”, il 15,6% che “non è particolarmente importante”. Alla domanda su quale sia la condizione che dà più sicurezza e dignità alla donna, l’ 87,8% indica il matrimonio e solo il 6,5% la condizione di single. Il 96,8% dei lituani si è detto inoltre convinto che “le circostanze migliori per far nascere e crescere un bambino” siano la famiglia fondata sul matrimonio all’interno della quale il piccolo “riceve tutta l’attenzione necessaria”. Secondo il 74,8% degli intervistati, oggi lo Stato sostiene soprattutto le madri single, per il 13,9% le famiglie con i bambini, per l’11,3% i bambini di genitori separati. Alla domanda se sia necessaria una politica favorevole alla famiglia, il 79,1% ha risposto in modo affermativo; il 14,40% ha detto che è sufficiente la politica già esistente; il 6,5% che non è un problema dello Stato. Che cosa potrebbe aiutare a costruire e rinforzare la famiglia? Per oltre il 60% al primo posto viene “l’educazione dei figli”, ma occorrono anche “orari di lavoro più flessibili”. Progetto di legge a tutela della vitaNelle settimane scorse il Parlamento lituano ha deciso di iniziare l’esame di un progetto di legge per la protezione della vita nelle sue prime fasi. Se questo venisse approvato, le donne non potrebbero più abortire solo in base ad una decisione personale. Il progetto sottolinea che “la vita umana inizia dal concepimento” e che è doveroso da parte del legislatore “dare priorità ai diritti del bambino”. Eccezioni, secondo quanto si legge nello stesso progetto, potrebbero essere il pericolo di morte per la donna, la gravidanza come conseguenza di una violenza sessuale e la certezza che il bambino nascerà con un handicap. Già dall’estate scorsa simili progetti per la famiglia hanno provocato accese polemiche. L’elemento forse più discusso del progetto è il porre l’unione tra uomo e donna come “base della famiglia”: ma psicologi, sociologi e giudici lituani concordano nell’affermare che “proprio la famiglia è l’ambiente necessario per una sana crescita dei bambini”. No alla pubblicità di alcolici in tvSi è tenuta nei giorni scorsi a Vilnius una conferenza stampa promossa dall’arcivescovo S.Tamkevicius e dal card. A.J.Backis in risposta alle polemiche suscitate dal divieto del Governo di trasmettere la pubblicità, anche indiretta, di alcolici durante le partite. Secondo i rappresentanti della Conferenza episcopale lituana, “la sana competizione e l’attività fisica fanno parte della cultura umana. Non c’è dubbio che oggi le partite, soprattutto internazionali, siano strettamente collegate con il nome e l’onore delle rispettive nazioni, e proprio per questo vanno guardate con senso di responsabilità”. “Di fronte alle richieste di genitori, educatori e insegnanti di aiutare i giovani a salvarsi dal degrado – affermano i presuli -, non possiamo restare in silenzio quando sentiamo sostenere l’argomento che senza la pubblicità e il consumo degli alcolici l’entusiasmo per lo sport diminuirà. E’ triste vedere come spesso l’utilizzo di alcol sia strettamente collegato con i sentimenti nazionali. La vera partecipazione, il vero entusiasmo e il sostegno alla propria squadra non si esprimono con la violenza, né ubriacandosi!”. Di qui l’invito dei presuli a “non sottostare alle pressioni commerciali”. Intanto, dallo scorso 1 gennaio è entrata in vigore la legge sul controllo della pubblicità che proibisce la pubblicità televisiva degli alcolici dalle 6 alle 23. Dalle Tv commerciali, insoddisfatte per la diminuzione dei loro introiti, vengono forti pressioni ai deputati favorevoli a questo divieto.