EUROMED
L’Ue per il Mediterraneo, il Mediterraneo per l’Ue
“Le tradizioni delle culture e delle civiltà su entrambe le sponde del Mediterraneo, il dialogo tra le culture e gli scambi umani, scientifici e tecnologici sono una componente essenziale del riavvicinamento e della comprensione tra i popoli per migliorare la percezione reciproca”. A distanza di tredici anni dalla firma a Barcellona del Partenariato euromediterraneo – dal cui capitolo dedicato ai settori sociale, culturale e umano è tratta la citazione precedente – l’Unione europea si accinge nel 2008 ad imprimere una svolta alle politiche ed alle iniziative dedicate alle azioni bilaterali e multilaterali nell’area del Mediterraneo nei settori della cultura, della gioventù e dell’audiovisivo.Cooperazione finanziaria. Oltre al programma “Euromed” per la cooperazione territoriale europea limitato ai ventisette Stati membri dell’Ue e presentato nel novembre scorso, a seguito dell’adozione del documento “ Strategia per lo sviluppo del patrimonio culturale euromediterraneo: priorità dei Paesi mediterranei (2007-2013)”, la Commissione europea ha di recente lanciato la nuova edizione del programma “Euromed Heritage IV” per la cooperazione finanziaria con i Paesi mediterranei, gestito dalla Direzione generale EuropeAid. Il programma è aperto alla partecipazione dei Paesi beneficiari dello Strumento europeo di vicinato e partenariato (Algeria, Armenia, Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Federazione Russa, Georgia, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Moldavia, Siria, Tunisia, Ucraina), dei Paesi legati all’Ue dai cosiddetti Strumenti di preadesione (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Fyrom, Montenegro, Serbia e Kosovo, Turchia) e dei Paesi membri dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia).Potenziare il dialogo. L’obiettivo generale di “Euromed Heritage IV” consiste nel “potenziare la comprensione reciproca e il dialogo tra culture attraverso la promozione del patrimonio culturale mediterraneo e la sensibilizzazione del pubblico”, con particolare attenzione alla “appropriazione” dei beni culturali materiali e immateriali da parte delle popolazioni, all’istruzione ed all’accesso alla conoscenza. Due sono invece gli obiettivi specifici: da un lato, il contributo alla sensibilizzazione del pubblico dei Paesi partner euromediterranei relativamente all’importanza ed alla ricchezza del patrimonio culturale, incoraggiando l’accesso alla conoscenza della cultura e promuovendone presso le autorità competenti la gestione efficace ed integrata; dall’altro, la creazione di ricadute socio-economiche a livello locale e regionale, aspetto quest’ultimo particolarmente trascurato dai programmi precedenti.Aspetti trasversali. A testimonianza del fatto che l’Unione Europea intende andare oltre al classico finanziamento fine a se stesso incapace di incidere sull’effettivo miglioramento della qualità della vita dei beneficiari (arricchimento spirituale compreso), il vademecum del progetto fa espresso riferimento ad una serie di “aspetti trasversali” che le proposte debbono prendere in considerazione. Oltre alle pari opportunità ed alla protezione dell’ambiente, il tema dei diritti dell’uomo occupa uno spazio rilevante: si legge infatti nel testo che “la diversità culturale può essere considerata un diritto umano, alla stregua dell’istruzione: la dignità umana passa per il riconoscimento proprio e altrui dell’identità culturale individuale”.Sette tipi di azione. La comunicazione e la visibilità del contenuto dei progetti, unitamente alla diffusione e all’utilizzo dei risultati, sono altresì considerati aspetti prioritari. Le azioni finanziabili da “Euromed Heritage IV” si dividono in sette categorie: campagne di informazione, istruzione e sensibilizzazione sul patrimonio culturale; pubblicazioni e formazione; elaborazione di piani di gestione per la conservazione e la valorizzazione; attività innovative relative alla museologia ed agli avvenimenti culturali; azioni di gemellaggio Nord-Sud e Sud-Sud per favorire lo sviluppo locale; sostegno alla creazione, alla concezione e alla gestione di musei periferici nella logica di formazione e riqualificazione professionale; iniziative turistiche legate alla salvaguardia dell’artigianato, dei metodi di produzione e delle tradizioni culturali.Partecipano anche gli enti morali. Degno di nota infine il fatto che il programma prevede la partecipazione di enti morali, non a scopo di lucro, attivi nel campo della cultura e aventi sede sul territorio di uno degli Stati eleggibili: organizzazioni non governative, associazioni culturali, operatori del settore pubblico e privato, istituti di ricerca, università, autorità regionali e locali, organizzazioni internazionali intergovernative. Il bando di gara di “Euromed Heritage IV”, la cui scadenza è stata fissata al 15 Febbraio prossimo, è consultabile sul sito http://www.euromedheritage.net.