Portogallo: migrazione fattore di autosviluppoSi è concluso domenica 20 gennaio a Fatima l’VIII Incontro degli animatori socio-pastorali delle migrazioni, promosso dall’Opera cattolica portoghese delle migrazioni (Ocpm), dalla Caritas e dall’agenzia Ecclesia, con la partecipazione di 60 delegati dei Segretariati di mobilità umana di 14 diocesi. Nel corso del dibattito, sviluppando il tema “Immigrazione e cooperazione per lo sviluppo”, il direttore della rivista Além-Mar, padre Manuel Augusto Ferreira, ha sostenuto che “aiutare i migranti a fissare obiettivi più concreti di utilizzo dei propri risparmi, in modo che le rimesse di danaro non si brucino in immediati consumi, deve divenire un obiettivo prioritario per le organizzazioni che si occupano della loro tutela”. “Si tratta di porre queste risorse al servizio dello sviluppo del paese di origine, al fine del miglioramento del tenore di vita dei loro famigliari e di quel contesto sociale”. Il responsabile dei missionari comboniani ha aggiunto che “è anche necessario che i piani di cooperazione e di sviluppo valorizzino maggiormente la circolazione dei cervelli e la mano d’opera qualificata, incoraggiando i professionisti al rientro in patria per divenire i principali protagonisti di uno sviluppo sostenibile dei loro Paesi”. Secondo padre Ferreira, affinché il fenomeno migratorio si trasformi in effettivo fattore di sviluppo locale, occorre superare soprattutto tre ostacoli: “Il primo riguarda la legalità dei migranti, risolvendo il problema della loro clandestinità e combattendo l’attività illegale e l’interesse delle mafie”. “In secondo luogo bisognerebbe rovesciare l’atteggiamento degli imprenditori che preferiscono attirare manodopera a basso costo, invece di investire in posti di lavoro, tecnologia e attività produttive sul luogo”. “Ultima sfida è quella nei riguardi dei governi, perché smettano di utilizzare l’emigrazione come arma di pressione sui Paesi europei, per ottenere migliori condizioni di cooperazione ed aiuto finanziario e militare, invece di guardare ai concittadini come soggetti e motore di sviluppo interno”.Germania: la Giornata dei cattolici 2008″Dar forma al futuro”: questo uno dei temi centrali della prossima Giornata dei cattolici, che si svolgerà ad Osnabrück tra il 21 e il 25 maggio prossimo. Il programma dell’evento è stato presentato nei giorni scorsi ad Osnabrück da Hans Joachim Meyer, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), insieme con il vescovo della città, Franz-Josef Bode. Durante la presentazione ai giornalisti, Meyer e Bode hanno dichiarato che il tema potrebbe rappresentare un leit-motiv sia a livello di discussione sulla Chiesa e la fede, sia ai fini del dialogo con la società, con la politica, con altre religioni e culture. Il Katholikentag di Osnabrück intende sottolineare “la vastità dell’orizzonte che fa respirare liberamente e che incoraggia ad andare avanti” e “la vastità della pace, che dona fiducia e sicurezza nelle possibilità della vita umana”, ha dichiarato Meyer. Il “Katholikentag non costituisce solo una grande offerta di manifestazioni ed eventi, ma rappresenta in realtà il risultato di una concentrazione coerente di temi e manifestazioni”, ha precisato. Mons. Bode, vescovo della diocesi che farà gli onori di casa, ha affermato come anche solo l’organizzazione dell’evento manifesti “una forza di attrazione per molti settori della nostra pastorale, come abbiamo sperimentato anche per la preparazione della Gmg 2005”. E i preparativi, ha concluso, sono “decisivi per la durata degli effetti di questo tipo di eventi”.Slovenia: i vescovi dal PapaI vescovi sloveni sono a Roma (dal 21 al 26 gennaio 2008) per la visita ad limina apostolorum . La visita prevede l’incontro con Benedetto XVI, il pellegrinaggio ai sepolcri degli Apostoli e i colloqui presso i dicasteri della Curia romana, allo scopo di rafforzare la comunione gerarchica tra i vescovi e il Papa. La Conferenza episcopale slovena fu istituita nel 1993; in precedenza i vescovi sloveni facevano parte della Conferenza episcopale jugoslava. Attualmente essa conta 11 membri, di cui 6 ordinari, 4 ausiliari e un Arcivescovo emerito, che è membro per ufficio. L’ultima visita ad limina dei Presuli sloveni si svolse dal 23 al 28 aprile 2001. Fino al 7 aprile 2006 la circoscrizione ecclesiastica della Slovenia era suddivisa nelle diocesi di Koper e Maribor e nell’arcidiocesi di Ljubljana; la Santa Sede eresse in quella data tre nuove diocesi (Celje, Murska Sobota e Novo mesto), elevando ad arcidiocesi metropolitana la diocesi di Maribor. I vescovi, oltre all’udienza del Pontefice, visiteranno quasi tutte le congregazioni e diversi pontifici consigli. Avranno modo di incontrare gli sloveni che per motivi di studio o lavoro vivono a Roma. Nelle quattro basiliche principali di Roma i vescovi celebreranno la messa. Sabato 26 gennaio 2008, a San Pietro, i vescovi, con i pellegrini dalla Slovenia, parteciperanno alla celebrazione presieduta dal prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, il card. Franc Rodé. Nei giorni scorsi nelle chiese del Paese i fedeli sono stati invitati a pregare “affinché la visita ad limina sia un autentico approfondimento della fede per la Chiesa in Slovenia”.