PARLAMENTO UE
La sessione plenaria svoltasi dal 14 al 17 gennaio
Cos’hanno in comune la situazione politica in Pakistan con l’impegno a prevenire gli infortuni sul lavoro nelle fonderie europee? Oppure la difesa dei diritti umani in Cina con la riduzione dell’inquinamento dell’aria? Non sono temi direttamente collegati fra loro, ma tutti rientrano tra le competenze politiche e – in parte – legislative del Parlamento Ue. Il quale ha visto crescere negli ultimi 15 anni il suo “potere di codecisione”, accanto al Consiglio, mentre si prepara ad averne ancora di più dal 2009, quando entrerà in vigore il Trattato di Lisbona. Credito al consumo, norme comuni. Nel corso della sessione plenaria svoltasi dal 14 al 17 gennaio, sono giunte nell’aula di Strasburgo relazioni, risoluzioni, voti su una molteplicità di argomenti riguardanti aspetti concreti della vita dei cittadini; accanto ai quali hanno trovato posto, come di consueto, dibattiti istituzionali e politici. Tra le decisioni assunte, spicca il via libera alla direttiva che intende promuovere il mercato unico del credito al consumo, dossier seguito dalla commissaria bulgara Meglena Kuneva. Una modalità relativamente recente per fare acquisti, utilizzando per lo più le carte di credito, che a loro volta costituiscono una fonte di guadagno per le banche. Ma al momento tale mercato è frazionato nei 27 mercati nazionali, “impedendo ai consumatori e ai creditori europei di effettuare offerte e contratti transfrontalieri e quindi di beneficiare dei vantaggi” di un vero mercato unico. Spiegando in aula la portata del provvedimento, Kurt Lechner , deputato tedesco, ha affermato che “il mercato del credito al consumo riveste un ruolo importante nell’economia dell’Unione”; il suo volume “è importante nel Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria”. Esso rappresenta il 18% dei ricavi lordi delle banche (per le operazioni al dettaglio), per un valore di 800 milioni di euro, “con una crescita annua media dell’8%”. La direttiva – dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ue, gli Stati hanno due anni per applicarla – intende stabilire “una serie di obblighi per gli istituti di credito sull’informazione ai consumatori, nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell’offerta più conveniente”. Chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal contratto “entro due settimane senza giustificazioni”. Il campo di applicazione riguarda operazioni comprese tra 200 a 75mila euro. Auto rispettose dell’ambiente. Nel corso della stessa sessione, il Parlamento ha approvato (607 voti favorevoli, 76 contrari, 14 astensioni) una relazione attesa da tempo, piuttosto contrastata, che riguarda la creazione di un mercato delle quattro ruote “ecocompatibile” e progressivamente più rispettoso dell’ambiente. Una decisione delicata, se si pensa che il settore automobilistico è uno dei più importanti dell’industria continentale, vantando una produzione annua di 19 milioni di veicoli e 2,3 milioni di addetti diretti e altri 10 milioni nell’indotto. Non c’è Paese membro che non abbia grandi imprese nel settore, a partire dalla Germania (in cima alla lista dei produttori), accompagnata da Francia, Gran Bretagna, Italia, Svezia, Spagna, Polonia… Forti pressioni dalle lobby. Difficile il lavoro di mediazione effettuato dal “rapporteur”, il deputato tedesco Georgios Chatzimarkakis , che ha trovato resistenze trasversali dentro l’Assemblea (provenienti da deputati di diversi partiti e nazionalità) e forti pressioni dalle lobby esterne al Parlamento. In sostanza la relazione (indicata come Cars 21) mira a ottenere incentivi per la rottamazione, una tassazione basata sulle emissioni e obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di Co2 a partire dal 2015. Ma punta anche a un’opera di sensibilizzazione dei conducenti e a migliori infrastrutture viarie, tese a rendere più sicuro e scorrevole il traffico. Per Chatzimarkakis è pure necessario “promuovere un maggiore ricorso ai biocarburanti e ai motori ibridi”, accrescendo gli investimenti nella ricerca in tale ambito. Richiami a Kenya, Cina ed Egitto. L’Assemblea Ue si è anche espressa sul versante della democrazia e dei diritti umani. Con un documento passato ad amplissima maggioranza, si affermano “dubbi sulla credibilità dei risultati elettorali in Kenya”, chiedendo al presidente in carica Mwai Kibaki di “rispettare gli impegni democratici del suo paese sanciti dalla Costituzione nazionale” e di “acconsentire a una verifica indipendente del voto presidenziale. Se ciò non fosse possibile, l’Aula reclama “la tenuta di nuove elezioni”. Il Parlamento ha poi condannato, con un’altra risoluzione, “l’arresto del dissidente cinese Hu Jia”, pretendendone “l’immediato rilascio”, assieme agli altri oppositori. La Cina viene sollecitata “a non sfruttare i Giochi olimpici come pretesto per limitare la libertà di espressione”. Un richiamo è andato infine all’Egitto, per il rispetto degli oppositori politici, dei giornalisti e delle minoranze religiose, fra cui i Copti.