GRAN BRETAGNA

Una forza, non una minaccia

Clifford Longley sulla Chiesa cattolica in Europa

Ex corrispondente religioso dei quotidiani “Times” e “Daily Telegraph”, Clifford Longley è un cattolico molto stimato dalla stampa britannica che lo intervista spesso sui temi di maggiore attualità. Scrive con regolarità riflessioni spirituali su “Today”, il programma radiofonico del mattino del canale 4 della Bbc il più ascoltato dalle classi dirigenti del Regno Unito ed è consulente editoriale del settimanale cattolico “Tablet” e autore di “Chosen People”, “Gente scelta”, sull’importanza della religione per Regno Unito e America. A lui abbiamo chiesto di fare un bilancio sul ruolo che la Chiesa cattolica ha nella società inglese e in Europa.Siamo nella settimana per l’unità dei cristiani: a che punto è il dialogo tra cattolici e anglicani?“Il progresso raggiunto era inimmaginabile fino a qualche anno fa. Oggi cattolici e anglicani si parlano e si incontrano. Un ulteriore passo avanti, come la condivisione dell’Eucarestia chiesta di recente dal Primate anglicano Rowan Williams in un articolo scritto per il “Tablet” è molto difficile perché il significato ad essa dato da cattolici e anglicani è del tutto diverso. Mentre per i cattolici l’Eucarestia definisce la Chiesa stessa, per gli anglicani è un segno di buona volontà e di buoni rapporti”.Perché alcuni Paesi e settori dell’Unione europea oppongono il fatto che vengano riconosciute le radici cristiane d’Europa?“Perché esiste il timore in Paesi, come la Francia, che la Chiesa arrivi a controllare l’Ue. Si tratta di un timore legato all’influenza e al potere che la Chiesa aveva in passato e che non ha senso oggi. Al Papa non interessa avere un ruolo più importante nell’Ue e tutti i temi che stanno a cuore alla Chiesa come la difesa della vita e del matrimonio si decidono a livello nazionale e non europeo. Lungi dal rappresentare una minaccia per l’Europa la Chiesa è una forza importante per il lavoro che fa in materia di giustizia sociale e diritti umani. Affermare le radici cristiane europee non significa poi, come alcuni temono, escludere l’Islam perché storicamente l’Islam ha convissuto con il cristianesimo. Basti pensare alla storia spagnola e all’influenza che il pensiero e la spiritualità musulmana ebbero su san Tommaso d’Aquino e san Francesco”.Ha parlato di diritti umani: la Chiesa cattolica in Europa è in prima fila nella difesa dei diritti di immigrati e rifugiati politici finendo, anche, sotto accusa perché, si dice, non ascolta le ragioni di chi ritiene che l’arrivo degli stranieri vada normato…“La Chiesa ha una posizione ammirabile perché aiuta in modo concreto gli stranieri che si trovano ai margini e si batte perché i loro diritti vengano riconosciuti per legge. E’ importante che la posizione di cittadini stranieri che vivono da anni in Europa venga regolarizzata e che essi vengano aiutati a inserirsi nella società dove vivono”.Se l’impegno nel campo dei diritti umani e della giustizia sociale dà alla Chiesa diritto di parola, questo le viene tolto se parla a favore della vita, contro l’eutanasia o l’aborto. Quali le ragioni di confinare la questione religiosa nella sola sfera privata?“Il problema è che esiste una gerarchia di valori all’interno del politicamente corretto e vi sono principi più importanti e principi meno importanti e il rispetto dei valori religiosi è considerato meno importante rispetto alla non discriminazione in base al sesso. Nella nostra società i valori religiosi sono considerati un optional qualcosa di extra del quale si può fare a meno. Quindi sul diritto a praticare la propria religione prevale il diritto a tutelare posizioni diverse in materia di sessualità. In Gran Bretagna la Chiesa si trova in una posizione difensiva, a tentare di difendere i propri valori in una società del tutto secolarizzata. E questo è evidente anche sul tema delle scuole cattoliche in Gran Bretagna”. In che modo?“Lo Stato garantisce alla Chiesa il diritto di dare la precedenza, quando seleziona gli alunni, a quelli battezzati nella Chiesa cattolica. Non vi sarebbe ragione di far gestire alla Chiesa istituti scolastici se questi ultimi non possono educare alunni cattolici. Eppure una buona parte della stampa sostiene che in questo modo la Chiesa genera divisioni settarie nella società. Lungi dal dividere le scuole di natura religiosa integrano e sarebbe importante che lo stato britannico finanziasse anche scuole musulmane dove gli alunni, imparando storia, lingua e cultura inglesi verrebbero aiutati a integrarsi nella società nella quale vivono”.