ANNO PAOLINO
In Turchia si aprirà nella città natale dell'”apostolo delle genti”
“Paolo, testimone e apostolo dell’identità cristiana” è il titolo della Lettera della Conferenza episcopale di Turchia, redatta in occasione dell’Anno Paolino (28 giugno 2008 – 29 giugno 2009) indetto dal Papa per il bimillenario della nascita di San Paolo, e diffusa oggi (25 gennaio). L’Anno Paolino è stato presentato nei giorni scorsi presso la Sala stampa della Santa Sede. Ad inaugurarlo ufficialmente sarà, il prossimo 28 giugno, Benedetto XVI nella basilica romana di San Paolo fuori le mura, dove il Pontefice aprirà una delle cinque porte: quella simmetrica alla Porta Santa, che diventerà così la “Porta Paolina”. In Turchia, invece, secondo quanto affermato nella Lettera dei vescovi, l’Anno Paolino si aprirà il 22 giugno a Tarso, città natale dell’apostolo Paolo, con una celebrazione ecumenica e una Messa presieduta dal card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.Il “dovere” dell’unità. “Prima di essere cattolici, ortodossi, siriani, armeni, caldei, protestanti, siamo cristiani. Su questa base si fonda il nostro dovere di essere testimoni. Non lasciamo che le nostre differenze generino diffidenze e vadano a scapito dell’unità di fede; non permettiamo che chi non è cristiano s’allontani da Cristo a motivo delle nostre divisioni”. È l’esortazione rivolta dai vescovi di Turchia nella Lettera pastorale. Nel documento, i presuli invitano i cristiani presenti nel Paese anatolico ad “intensificare il dialogo con il mondo musulmano: il dialogo della vita, dove si convive e si condivide; il dialogo delle opere, dove cristiani e musulmani operano insieme”; il dialogo “dell’esperienza religiosa” e quello “degli scambi teologici”. “Questo dialogo – spiegano – non significa mettere da parte le proprie convinzioni religiose. Si dialoga veramente quando ciascuno rimane se stesso, mantenendo intatta la propria identità di fede, non tacendo mai, per nessuna ragione, quanto potrebbe apparire difficile da capire per chi non è cristiano”. Come in diaspora . Nella lettera dei vescovi anche l’invito all’unità e al rafforzamento dell’identità cristiana, secondo l’insegnamento di San Paolo, “patrimonio di tutti i discepoli di Cristo, ma particolarmente di noi che siamo figli di questa terra che lo ha visto nascere, predicare Cristo senza sosta e testimoniarlo in tante prove”. Le “nostre comunità”, si legge nel documento, “vivono in una situazione di minoranza religiosa. Siamo immersi in un mondo musulmano dove la fede in Dio è ancora ben presente, sia nei suoi aspetti tradizionali sia nell’affermarsi di nuove organizzazioni religiose islamiche. Proprio questa situazione, per alcuni aspetti simile a quella delle prime comunità viventi in diaspora, c’impone una più chiara coscienza della nostra identità”, che non si fonda, precisano i vescovi, sulla “fede in Dio, comune con i fratelli musulmani e con tanti altri uomini”, ma sulla “fede in Cristo”. Per i vescovi, gli scritti e la testimonianza di San Paolo “sono sempre stati stimolo ed esame di coscienza sul modo di essere cristiani. Contro i ricorrenti tentativi di rendere la fede cristiana un fenomeno religioso che non esige conversione, Paolo è sempre pronto a ricordarci che cristiani non si nasce, ma si diventa”. Connotazione ecumenica . In preparazione all’Anno Paolino, i presuli del Paese anatolico invitano le comunità cristiane a “leggere personalmente le lettere” dell’Apostolo, “a farne motivo di studio all’interno delle parrocchie, a coltivare iniziative ecumeniche”. “Da parte nostra – proseguono – vi invitiamo a recarvi da pellegrini in luoghi di memoria paolina: Tarso, Antiochia, Efeso”. Nella lettera anche alcune informazioni pratiche: “In quanto Chiesa cattolica di Turchia, apriremo l’Anno Paolino il 22 giugno 2008 a Tarso con la celebrazione eucaristica preseduta dal card. Walter Kasper”. Dopo l’apertura solenne si terrà un simposio su San Paolo a Tarso-Iskenderun (22-24 giugno). In programma anche un pellegrinaggio nazionale sui passi dell’Apostolo a Tarso, Antiochia, Efeso. I presuli fanno inoltre sapere che sono in cantiere ulteriori iniziative “assieme ai nostri fratelli ortodossi e protestanti”, i cui dettagli verranno diffusi nei prossimi mesi. Sarà infatti una chiara dimensione ecumenica a connotare le iniziative e gli eventi dell’Anno Paolino. “Con il card. Kasper – ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione il card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arcivescovo della basilica romana di San Paolo fuori le mura – stiamo preparando una lettera d’invito a tutti i maggiori esponenti delle comunità cristiane”. Annunciata, inoltre, la trasformazione dell’attuale battistero che si trova tra la basilica paolina ed il chiostro in “cappella ecumenica”, destinata, ha spiegato il cardinale, “ad offrire ai fratelli cristiani che lo richiedano un luogo speciale di preghiera, per i loro gruppi che vengono pellegrini presso la tomba di Paolo, oppure anche per pregare insieme con i cattolici, senza celebrazione di sacramenti”.