ECUMENISMO

Mosca, Francia, Anglicani

Mosca: gesti di fraternitàProseguono i gesti di fraternità tra la Chiesa cattolica di Roma e la Chiesa ortodossa di Mosca, sulla scia dell’impegno preso per risolvere quei problemi che ancora impediscono il cammino di avvicinamento tra le due Chiese. Va letto in questa luce il messaggio che il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del patriarcato di Mosca, ha inviato a Pierre-Marie Morel, nuovo segretario generale dell’Aiuto alla Chiesa che soffre, organizzazione caritativa internazionale fondata da padre Werenfried van Straaten. “Da tanti anni, l’Aiuto alla Chiesa che soffre – scrive il metropolita Kirill – collabora con la nostra Chiesa nel campo della rinascita della vita ecclesiale, offrendo un aiuto cristiano fraterno a molte diocesi, monasteri, scuole del patriarcato di Mosca. Vi intravedo un esempio luminoso della collaborazione e dell’aiuto tra cattolici e ortodossi. Una tale collaborazione e aiuto reciproco sono estremamente necessari nel mondo contemporaneo”. “Spero – conclude il metropolita rivolgendosi a Morel – che la vostra attività alla guida dell’Aiuto alla Chiesa che soffre continuerà la tradizione delle relazioni calorose con la Chiesa ortodossa russa”. L’agenzia di stampa russa Interfax ha invece dato risalto ad un altro esempio di fraternità tra le due Chiese, raccontando che la rappresentanza vaticana in Russia ha deciso di comprare libri per una biblioteca ortodossa nel liceo russo di San Sergio di Radonezh, che aprirà il prossimo settembre. Già lo scorso anno la Santa Sede aveva aiutato a ristrutturare la cupola della cattedrale di Nostra Signora del Kazan ad Elista, dove recentemente il nunzio Antonio Mennini ha portato una reliquia di sant’Ambrogio durante una visita nella diocesi. “È un segno di amicizia e rispetto per i cristiani di Kalmykia e personale per il l’arcivescovo Zosima”, ha detto il nunzio Pennini, e l’arcivescovo Zosima gli ha risposto ringraziandolo per la sua attenzione.Francia: i leader religiosi da SarkozyIl presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, ha incontrato il 17 gennaio per il consueto scambio degli auguri i responsabili delle sei principali religioni praticate in Francia. Erano presenti il card. André Vingt-Trois, il pastore Claude Baty, presidente della Federazione protestante di Francia, Dalil Boubakeur, presidente del Consiglio francese del culto musulmano, il gran rabbino di Francia Joseph Sitruk, il metropolita greco-ortodosso Emmanuel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia, e Olivier Wan Gehn (Unione buddista). Il card. Vingt-Trois ha dichiarato ai giornalisti di essere rimasto molto colpito dalle parole del presidente, perché rivelano “un nuovo modo di affrontare il fatto religioso, più sereno e meno conflittuale, che corrisponde a una nuova generazione politica”. Soddisfatto anche il pastore Baty per l’interesse che il presidente Sarkozy manifesta verso i rappresentanti religiosi: “Siamo attori sociali – ha affermato -. Non migliori degli altri, me neanche peggiori”. Le parole che il presidente Sarkozy ha pronunciato in quest’occasione sono state lette come una risposta alle polemiche suscitate dai suoi discorsi tenuti a Roma e a Riad sul principio di laicità dello Stato. “Il riconoscimento del sentimento religioso come espressione della libertà di coscienza – ha detto Sarkozy – e il riconoscimento del fatto religioso come un fatto di civiltà fanno parte allo stesso titolo del riconoscimento dell’eredità dei Lumi, del nostro patto repubblicano e della nostra identità. Tutti coloro che sono legati alla Repubblica, al suo ideale, dovrebbero sforzarsi di difendere i valori della diversità, della tolleranza e della comprensione”.Anglicani: verso la “Lambeth Conference”L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams – alla presenza della stampa britannica – ha dato convocazione ufficiale alla Conferenza di Lambeth, che si terrà dal 16 luglio fino al 3 agosto. La Conferenza si apre in un momento estremamente critico per la Comunione anglicana. Secondo il quotidiano britannico “The Guardian”, circa un terzo dei 900 vescovi anglicani intende sfidare l’autorità di Williams e organizzare a Gerusalemme un vertice parallelo. Sono i vescovi più conservatori e rimproverano a Williams di essere troppo tiepido nei confronti di alcune denominazioni, come la Chiesa episcopale statunitense, che hanno autorizzato la consacrazione di vescovi omosessuali. Nel discorso tenuto alla stampa, Williams si è detto assolutamente sereno. “Nonostante la dolorose controversie che stanno oscurando la vita della Comunione da alcuni anni – ha detto – rimane un forte senso di lealtà reciproca e il desiderio di stare insieme. Il fatto che il 70% dei vescovi di tutto il mondo si sia già registrato alla Conferenza, e che altri stiano per farlo, mostra qualcosa di questo desiderio”.