VERSO SYDNEY 2008
Insieme a svizzeri, norvegesi, inglesi, olandesi, italiani e bulgari, ci saranno anche giovani lituani e ungheresi tra i partecipanti internazionali alla prossima Giornata mondiale della gioventù di Sydney (15-20 luglio). Non si tratta di grandi numeri, ma di piccole delegazioni, che tuttavia mostrano il grande interesse verso la Gmg. Molti resteranno a casa e per loro si sta approntando un programma alternativo che permetterà di seguire in contemporanea quello che accadrà a Sydney. Per conoscere meglio le iniziative il SIR ha incontrato Dalia Maceviciute e Szuszanna Polgar, responsabili della pastorale giovanile di Vilnius in Lituania e Ungheria.
Quanti giovani parteciperanno alla Gmg di Sydney?
Maceviciute: “Nella diocesi di Vilnius partiranno in 30 giovani alla volta di Sydney per partecipare alla Gmg. L’interesse e l’emozione è tanta in questi giovani che hanno fatto tanti sacrifici per poter partecipare. Ma la cosa che più mi preme sottolineare è che la maggior parte di loro partecipando alle edizioni precedenti della Gmg, da Roma a Colonia, si è riavvicinata alla fede riscoprendo Dio. Il viaggio è lungo e costoso ma non hanno paura. Per Sydney hanno lavorato tanto e molti si sono indebitati per partecipare. Si stanno preparando anche spiritualmente con incontri mensili grazie a dei sussidi della nostra equipe lituana e di quella australiana. Stiamo pensando a promuovere delle iniziative anche per i tantissimi che resteranno”.
Polgar: “Anche dall’Ungheria partiranno circa 30 giovani. Motivi economici alla base della poca partecipazione. La Conferenza episcopale ungherese non può contribuire alle spese ma si sta prodigando per organizzare un evento in Ungheria concomitante con Sydney. Saranno 4 giorni di festa, dal 17 al 20 luglio, tutti vissuti all’insegna del tema della Gmg, “Avrete forza dallo Spirito Santo”. Ci saranno collegamenti con Sydney anche se la messa finale si svolgerà in Australia quando a Budapest saranno le due del mattino. Sono attesi circa 5-6 mila giovani, non solo dall’Ungheria, ma anche dalla Slovacchia, dalla Romania, dove ci sono giovani di origine ungherese”.
La Gmg è sempre stata un’occasione di scambio spirituale. Cosa testimonieranno i vostri giovani ai loro coetanei australiani?
Maceviciute: “I lituani testimonieranno la fede perseguitata che nonostante la dittatura del comunismo ha resistito ed è sopravvissuta. C’è una giovane generazione di credenti in Lituania che nasce da tanti martiri che hanno sacrificato la vita per la fede. Sono giovani che per età non hanno conosciuto e vissuto il regime comunista ma la loro fede è sbocciata per merito di chi, prima di loro, ha perso la vita per Dio”.
Polgar: “Come i lituani anche i giovani ungheresi testimonieranno una fede che vive nonostante decenni di regime comunista. Ma credo anche che per loro sarà importante condividere con altri loro coetanei la fede in Cristo perché così facendo non si sentiranno soli. Oggi in Ungheria chi si professa cristiano, specie tra le nuove generazioni, rischia di essere preso in giro o messo ai margini. Nonostante ciò sono molti coloro che non nascondono la loro fede”.
Maceviciute: “Il fatto di non sentirsi soli riguarda anche i giovani lituani. Anche se poi questo aspetto li rende più curiosi e aperti alla conoscenza di altre esperienze di fede. A Sydney andranno anche per scambiarsi idee, esperienze e momenti spirituali”.
Parlando di Europa, c’è qualcosa che i giovani dell’Est e dell’Ovest possono donarsi in tema di fede?
Maceviciute: “Per i lituani sarebbe importante conoscere la grande tradizione ininterrotta di fede dell’Europa occidentale. In Lituania si sente questa mancanza. Per noi è più difficile trasmettere i valori fondanti della nostra fede, proprio perché privi di tradizione. Manca la continuità con il passato. Da noi non si usa molto festeggiare i santi, i patroni come in altri Paesi di tradizione cattolica. La dittatura ha cancellato tutto. In Lituania porterei anche il valore della preghiera condotta in casa o nei gruppi. All’Europa occidentale donerei la curiosità e lo sguardo aperto dei giovani lituani. Perché se è vero che oggi l’Europa è unita è pur vero che resiste un muro di individualismo specie nelle nuove generazioni”.
Polgar: “In Ungheria risentiamo molto della mancanza di una Chiesa organizzata come in molti Paesi occidentali. A Budapest la situazione è migliore ma nel resto del territori si sente l’assenza. In Ungheria porterei le parrocchie, gli istituti religiosi, i movimenti perché ci garantirebbero la possibilità di avvicinare molti più di giovani di adesso. Dall’Ungheria porterei la convinzione di quei fedeli, anche giovani, che si professano cristiani nonostante le tante difficoltà. Una testimonianza che supera ogni ostacolo”.
Cosa vi aspettate dalla Gmg di Sydney?
Maceviciute-Polgar: “Una forte azione dello Spirito Santo, un rafforzamento della fede. Sicuramente le parole del Papa indicheranno la direzione da seguire per essere sempre più fedeli al Vangelo, ed infine, come nella tradizione della Gmg, aspettiamo tante vocazioni per i nostri Paesi e per l’Europa. La Gmg non finirà a Sydney ma proseguirà nelle nostre città e nelle nostre nazioni”.
(31 gennaio 2008)