Treviri: a favore dei disoccupatiÈ stata presentata nei giorni scorsi a Treviri “Aktion Arbeit” (Azione lavoro), una campagna promossa dalla diocesi a favore dei disoccupati. L’azione è finalizzata a realizzare un modello per un mercato del lavoro durevole, sostenuto dallo Stato. “Il problema principale è rappresentato dall’assenza di posti di lavoro per persone con minori capacità di prestazioni o che hanno difficoltà con il collocamento”, ha sottolineato il vescovo di Treviri, mons. Reinhard Marx nel corso della presentazione. Mons. Marx ha lamentato la carenza di posti per i disoccupati a lungo termine, nonostante la ripresa economica. “Finora si è tentato di qualificare queste persone, così come le persone a minori capacità di prestazione, per il mercato del lavoro normale, in cui tuttavia sono richiesti per lo più elementi ad alta prestazione”, con risultati negativi e spesso frustranti per le persone coinvolte. Marx si è espresso a favore di un mercato del lavoro sostenuto dallo Stato e per un “cambio di direzione” da parte della politica, per la creazione di un “terzo mercato del lavoro”. “Non è solo un compito della Chiesa mantenere viva la discussione su questo tema. Vogliamo anche avanzare proposte concrete” ha dichiarato. “Per il datore di lavoro deve diventare interessante occupare ‘persone a minor rendimento’, grazie a incentivi idonei”. Le caratteristiche concrete di questi incentivi sono state illustrate da Hans Casel, incaricato del vescovo per Aktion Arbeit: si tratta di “sussidi agli investimenti, al costo del lavoro” e dell’assunzione da parte dello Stato dei “costi per la necessaria assistenza pedagogica”. Si tratta di strumenti che costano; tuttavia, ha sottolineato Casel, “nel lungo periodo, l’occupazione nel terzo mercato del lavoro è addirittura più conveniente rispetto ai sussidi per la disoccupazione”. La competitività di un modello che punta sul terzo mercato del lavoro è stata confermata anche dal consulente per le imprese Benedikt Queins, che ha fornito la propria consulenza per la realizzazione del modello. “Ipotizzando la creazione di 800.000 posti di lavoro per un periodo di dieci anni, il modello diventa economicamente vantaggioso entro sei anni”, ha affermato. Mons. Marx ha puntualizzato che in ogni caso, non si tratta solo di denaro ma del fatto che “le persone abbiano un lavoro di cui vivere. Pertanto la proposta non è una fantasticheria. È stato verificato, può funzionare”.Essen: il vescovo e i licenziamenti NokiaMons. Franz Grave, vescovo ausiliario della diocesi di Essen, ha criticato i licenziamenti previsti alla sede di Bochum della Nokia nonostante l’incremento degli utili. A Domradio, la radio cattolica di Colonia, Grave ha affermato che “la gente viene messa davanti a fatti che non poteva né immaginare né sapere. Questo è un comportamento che trascura e mette in dubbio qualsiasi cultura del rispetto e soprattutto della partecipazione”. Sui dati degli utili presentati dall’azienda, Grave ha deplorato che “le prospettive di valori di Nokia vengono spostate a scapito delle persone. Invece, al centro di tutti gli sforzi deve essere sempre posto l’uomo”. Il vescovo ha espresso pessimismo sull’esito della vicenda ma ha promesso l’appoggio della Chiesa. “Ora è importante avviare i colloqui”, ha dichiarato, aggiungendo che “come Chiesa metteremo sul piatto della bilancia i nostri contatti”.Aalen: una Lega per il lavoroSi è festeggiato il 25 gennaio scorso ad Aalen il decimo anniversario dell’istituzione della Lega regionale per il lavoro nel distretto di Ostalb. Culmine dell’evento è stata una celebrazione ecumenica cui hanno partecipato la rappresentante della Chiesa protestante Gabriele Wulz e il prelato della diocesi di Rottenburg-Stoccarda, Hubert Bour. L’associazione è sorta nel 1998 su iniziativa del Decanato cattolico di Aalen a sostegno dei disoccupati e riunisce, oltre alle Chiese, l’agenzia del lavoro, l’autorità amministrativa distrettuale, i sindacati, diverse associazioni dei datori di lavoro, aziende, responsabili di progetti contro la disoccupazione. “Insieme”, questi soggetti “rappresentano un forte legame di solidarietà con i disoccupati”, ha dichiarato il vice presidente della Lega, Pius Angstenberger. “Dalla sua istituzione in poi, 561 membri sono entrati a far parte della Lega: in totale 221 organizzazioni e 340 singoli”, ha detto Ursula Richter, presidente. I fondi finora raccolti e gestiti per i più svariati progetti legati alla lotta alla disoccupazione ammontano a 333.000 Euro. I destinatari dei progetti sono soprattutto i giovani disoccupati e disoccupati del lungo periodo. Ma, come ricordato da Bour, “dietro le cifre relative ai disoccupati vi è la vita e il futuro di persone che, insieme con i loro famigliari hanno diritto a solidarietà e partecipazione”.