Kosovo: pregare per il bene del popolo"Non spetta alla Chiesa appoggiare una soluzione politica piuttosto che un’altra. Quello che ci sta a cuore è il bene del popolo, preghiamo perché ogni decisione sia assunta nel bene della gente e che serbi e kosovari possano vivere insieme". Mons. Dode Gjergji, amministratore apostolico del Kosovo non interviene sulla tornata elettorale in Serbia del 3 febbraio, quando al ballottaggio i serbi dovranno scegliere il nuovo presidente della Repubblica. Un voto atteso anche perché, secondo alcuni analisti, dovrebbe anticipare di poco il riconoscimento da parte dell’Ue dell’indipendenza del Kosovo che Belgrado continua a considerare una propria provincia. "Preghiamo dichiara al Sir – affinché il popolo serbo possa trovare la speranza in un futuro anche senza Kosovo. Perché se non potremo vivere insieme potremo almeno avere rapporti di buon vicinato". Sulla possibile indipendenza del Kosovo, riconosciuta dall’Ue, mons. Gjergji afferma di "non voler entrare nel merito e nemmeno di appoggiare una soluzione piuttosto che un’altra. A noi interessa che questi due popoli possano vivere in pace qualunque destino potrà avere il Kosovo. La Chiesa prega per il bene del Paese e perché ogni decisione sia assunta per il bene comune. Non possiamo e non vogliamo essere contro la volontà del Paese. Chiediamo solo la pace per questa terra". Portogallo: dottrina sociale della Chiesa al centroTracciando le linee guida del proprio mandato quinquennale, il nuovo Consiglio pastorale diocesano (Cpd) del Patriarcato di Lisbona ha deciso di orientare decisamente la sua azione verso la diffusione della Dottrina sociale della chiesa (Dsi). Il programma diocesano 2007-2008 prevede infatti la "preparazione di schede pastorali da sottoporre alla riflessione dei fedeli, i cui contenuti, riguardanti la famiglia, il lavoro, la vita economica, la politica, le relazioni internazionali, l’ambiente, la pace, saranno completamente sviluppati con riferimento alla Dottrina sociale". Presentando una relazione sui risultati di un’inchiesta diocesana concernente l’interesse prestato dai fedeli alla lettura e meditazione della parola di Dio anche al di fuori della frequentazione liturgica, padre Paulo Franco, direttore del Segretariato dell’azione pastorale del Patriarcato, ha riferito che "sulla base delle 3839 risposte ottenute, risulta che l’80% dei fedeli possiede la Bibbia, ma solo il 50% di loro la legge con una certa regolarità", ed ha evidenziato che "nei più giovani l’interesse per la Parola è accompagnato dal desiderio di un maggior approfondimento che deve trovare adeguata soddisfazione pastorale". Relativamente alle commemorazioni dell’Anno Paolino, che avrà inizio il prossimo 28 giugno, il vescovo ausiliare di Lisbona, mons. Anacleto Oliveira ha inoltre informato il Consiglio sul progetto in corso d’attuazione denominato: "Un anno di cammino con San Paolo", il quale prevede "la pubblicazione di 52 catechesi che tratteranno dell’autobiografia, degli elementi costitutivi della vita del cristiano, dei fondamenti e della missione della Chiesa, di condotta morale e di escatologia, utilizzando esclusivamente gli scritti del santo". Coerentemente, in chiusura dell’incontro, il cardinale-patriarca, mons. José Policarpo ha annunciato che quest’anno le proprie Catechesi quaresimali "tratteranno di aspetti attinenti la parola di Dio, della quale la dottrina sociale è espressione a livello di Magistero della Chiesa".Slovenia: la diocesi di Maribor esce dalla T-2"L’arcidiocesi di Maribor non era a conoscenza dell’offerta di canali pornografici decisa dal direttore della azienda. Alla luce di quanto accaduto la diocesi ha deciso di vendere la sua quota ed uscire dalla società. Una scelta dettata da chiare motivazioni etiche e religiose". Con questa dichiarazione, rilasciata al Sir, don Andrej Saje, segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale slovena mette la parola fine alla vicenda della società di servizi di comunicazione (tv via cavo, internet e telefonia) T-2. Quest’ultima, una delle più popolari in Slovenia grazie ai suoi prezzi concorrenziali, offre, nel suo palinsesto, programmi pornografici. Il fatto è che tra i proprietari della società figura anche l’arcidiocesi di Maribor, "e non la conferenza episcopale slovena come da qualche parte affermato". La decisione di vendere la sua quota societaria risale comunque già alla fine di dicembre 2007, ma l’arcidiocesi l’ha resa operativa in questi giorni quando cioè la T-2 non ha accettato di eliminare i programmi pornografici dal proprio pacchetto di offerta. La quota non sarà venduta ad acquirenti locali.