Grecia: il nuovo primate della Chiesa ortodossaÈ il metropolita Ieronimos di Tebe e Levadia il nuovo arcivescovo di Atene e primate della Chiesa ortodossa di Grecia. A votarlo giovedì 7 febbraio è stato il Santo Sinodo riunito dalle 9 nella cattedrale di Atene per l’elezione del successore di S.B. Christodoulos, deceduto il 28 gennaio scorso, all’età di 69 anni. Il metropolita Ieronimos è stato eletto al secondo scrutinio con 43 voti sui 74 membri votanti del Santo Sinodo. Nella cattedrale di Atene ancora chiusa al pubblico, il metropolita ha dato il così chiamato “Piccolo messaggio” in cui annuncia di accogliere la carica. Nel primo turno il metropolita Ieronimos ha preso 33 voti, Eustachios di Sparta 26 voti, Anthimoes di Salonicco 7 e Ignatios di Dimitriada 7 e c’è stato un voto bianco. Al secondo scrutinio ha raccolto 43 voti superando così la soglia dei 37+1 previsti. Era stato nel 1998 il principale concorrente di Christodoulos. L’elezione del metropolita Ieronimos di Tebe manifesta innanzitutto – dice al Sir l’archimandrita Ignazio Sotiriadis della rappresentanza della Chiesa ortodossa di Grecia presso le istituzioni europee – la “direzione favorevole alle buone relazioni con il Patriarcato ecumenico e poi lui stesso ha detto che dobbiamo rispettare l’eredità del suo predecessore. Il metropolita ha studiato anche in Germania, a Ratisbona, come borsista della Conferenza episcopale tedesca. Ha quindi una certa apertura ed ha svolto incarichi a tanti livelli. Molto attivo, viene da una diocesi molto vivace. E’ sicuramente una persona che continuerà il lavoro intrapreso dal suo predecessore”.Polonia: con la Chiesa tedesca”Cercheremo di condividere esperienze comuni, e cercare nuove possibilità per rendere ancora più intensa la collaborazione tra le due Chiese e le due Conferenze episcopali”: lo ha affermato il segretario della Conferenza episcopale polacca, mons. Stanislaw Budzik, dopo l’incontro con il suo omologo tedesco p. Hans Langendoerfer sj, avvenuto nei giorni scorsi a Varsavia. “L’obiettivo più importante è stabilire come dovrebbe svolgersi una costante collaborazione istituzionale tra le due Conferenze episcopali” ha affermato il segretario della Conferenza dei vescovi tedeschi, assicurando che “i vescovi della Germania sono molto impegnati nelle relazioni tra i due Paesi”. P. Langendoerfer ha affermato inoltre che “nei confronti di alcune questioni del passato che hanno polarizzato l’opinione pubblica, come, nel 2005 la costruzione del Centro contro le espulsioni, ambedue le Chiese hanno assunto una posizione comune, formalizzata nel corso degli incontri a Fulda e a Breslavia. I nostri sforzi mirano a far sì che, indipendentemente dalla congiuntura politica, sul terreno della fede si cerchi di risolvere i problemi che sorgono tra i nostri popoli”. Secondo p. Langendoerfer per avere una Chiesa cattolica forte in Europa, Paesi come la Polonia, la Francia la Germania, la Spagna e l’Italia devono assumere il ruolo propulsore. “Vogliamo che la Chiesa in Europa si poggi sui solidi pilastri, e i nostri vescovi sono ben consci di tale responsabilità. Dobbiamo quindi rendere più solidi i legami tra le nostre nazioni nell’ambito del grande spazio della comunità europea” per “non essere accusati che l’Europa stia perdendo la sua indole cristiana ma, nel contempo, per sostenere la stabilità del nostro continente”.Germania: i 50 anni di MisereorIn occasione del cinquantenario di attività di Misereor, l’Opera assistenziale della Conferenza episcopale tedesca, il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha indirizzato a nome di Benedetto XVI un messaggio di saluto a mons. Werner Thissen, arcivescovo di Amburgo, quale rappresentante dell’Opera presso la Conferenza episcopale tedesca, al presidente di Misereor, mons. Josef Sayer. Nel messaggio, il Papa ha ricordato che soprattutto in periodo quaresimale, l’Opera “esorta molte persone in Germania a impegnarsi, nel senso del messaggio di Gesù Cristo, in tutto il mondo per una reciprocità giusta e degna dell’uomo”. Il messaggio ha rievocato gli “inizi incerti dell’Opera assistenziale Misereor, «l’avventura nello Spirito Santo», come la definì il cardinale Frings”. Da allora, ha sottolineato il Papa, “è stato gettato un solido ponte sull’abisso fra abbienti e bisognosi, un movimento di collaborazione che unisce nella solidarietà innumerevoli persone in Germania, Africa, Asia, Oceania e America Latina”. L’organizzazione “è dunque divenuta in un certo qual modo un successo comune della Chiesa nei continenti del sud del mondo e in Germania: malati, affamati, famiglie, a cui mancano le basi esistenziali, bambini e giovani privi di formazione scolastica e professionale traggono speranza e prospettive per il futuro dai progetti di autoaiuto delle Chiese locali promossi da Misereor“ . Il cammino di Misereor, definito “cammino di speranza per i poveri”, non riguarda solo la raccolta di fondi: “La solidarietà nel tempo quaresimale sarà anche un contributo pastorale a una preparazione completa alla celebrazione dei misteri pasquali, che ci avvicinano mediante la Chiesa alla misericordia di Dio nella persona del Signore Gesù Cristo, crocifisso e risorto”.