In breve

Pe: “segnali d’allarme” sul futuro demografico UeArriverà nell’aula di Strasburgo il prossimo 19 febbraio, ma la relazione sul futuro demografico dell’Ue sta facendo discutere da tempo nella sede dell’Europarlamento. Il testo porta la firma della deputata socialista francese Françoise Castex e segnala profonde trasformazioni sul versante dell’età media della popolazione, sulle aspettative di vita, sulla diminuzione della forza lavoro attiva e sulla connessa perdita di competitività dell’economia comunitaria. Ma a questi temi ne sono collegati diversi altri, in un rapporto di causa-effetto, come la diminuzione del tasso di natalità, il mutato rapporto tra vecchie e nuove generazioni, l’obiettivo di conciliare vita domestica e carriera professionale, il possibile impoverimento sociale della fascia demografica più anziana. I dati riguardanti i prossimi “50 anni non sono previsioni irreversibili – si legge nel documento -, bensì costituiscono segnali d’allarme di cui tener conto per preparare sin d’ora le risposte di domani”. La relatrice spiega, ad esempio, che “gli Stati membri devono avere un approccio sereno nei confronti dell’immigrazione”, perché “ne abbiamo bisogno”. “Non dobbiamo mantenere solo un approccio economico e quantitativo al fenomeno, accogliendo esclusivamente gli immigrati dei quali avvertiamo necessità”, come badanti, operai, infermieri. “Abbiamo bisogno – aggiunge Castex – dell’immigrazione per rinnovarci”. Nella relazione non mancano passaggi equivoci, come quello sul “controllo della fertilità della donna”, definito “il risultato della sua emancipazione”, da considerare “una conquista irreversibile dell’umanità”.”Lisbona”: proseguono le procedure di ratificaSono saliti a quattro, all’inizio di questa settimana, i Paesi aderenti all’Unione europea che hanno già ratificato il Trattato di riforma, definito a Lisbona nell’ottobre scorso e firmato ufficialmente nella capitale portoghese lo scorso 13 dicembre. Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, ha espresso dunque le proprie felicitazioni per il via libera al Trattato giunto lunedì 4 febbraio dal parlamento di Bucarest. La ratifica della Romania si aggiunge a quelle di Ungheria, Slovenia e Malta; per entrare in vigore, il testo ha però bisogno della unanimità dei “sì”. Barroso ha parlato di “una tappa ulteriore verso l’obiettivo dell’entrata in vigore” del testo, prevista per il 1° gennaio 2009. “Io spero – ha aggiunto Barroso – che gli altri Stati membri seguano rapidamente il cammino aperto dai quattro Stati che hanno già approvato il Trattato”. L’Ue ha inaugurato un apposito spazio web interamente dedicato al nuovo testo-base (www.europa.eu/lisbon_treaty), che comprende una esposizione del suo significato politico, una sintesi delle innovazioni giuridiche, le domande e risposte più comuni, l’aggiornamento sulle operazioni di ratifica. Segue la documentazione collegata, con il testo completo del Trattato e quello della Carta dei diritti fondamentali, resa vincolante proprio a Lisbona e siglata invece a Strasburgo il 12 dicembre 2007. Mediante questo sito, l’Unione europea intende fornire ai cittadini le notizie necessarie sul Trattato, anche per rendere possibile un dibattito diffuso sulla sua rilevanza per il futuro dell’integrazione.Moneta commemorativa per i 10 anni dell’euroIn occasione del decimo anniversario della nascita dell’Unione economica e monetaria e della creazione dell’euro (1° gennaio 2009), i 15 Stati che attualmente utilizzano la valuta unica emetteranno una moneta commemorativa da 2 euro con il medesimo disegno. Saranno i cittadini e le persone residenti nell’Ue, mediante un concorso, a scegliere il disegno vincente tra quelli preselezionati dai direttori delle zecche di Stato, votando il loro preferito attraverso un apposito sito web (www.eurodesigncontest.eu). Vincerà il disegno che otterrà il maggior numero di voti. “Fra quanti avranno votato per l’immagine vincente – spiega una nota della Commissione – verrà estratto un vincitore che riceverà in premio una serie di monete in euro da collezione di elevato valore”. È possibile votare fino al 22 febbraio 2008, mentre il logo prescelto sarà annunciato il 25 febbraio. L’euro è divenuto moneta di conto in 11 paesi europei all’inizio del 1999; nel 2002 sono entrate in circolazione le monete e le banconote ed è stata introdotta una politica monetaria comune sotto la responsabilità della Banca centrale europea. L’area-euro si è poi estesa a 15 nazioni. “L’Unione economica e monetaria costituisce – secondo l’Esecutivo – il quadro necessario all’esistenza dell’euro in quanto tale e al rafforzamento del mercato unico” fra i 27. Compito dell’Uem è tenere sotto controllo il tasso di inflazione e i tassi di interesse, “a tutto vantaggio dei consumatori e delle imprese”, promuovendo inoltre finanze nazionali “sane e sostenibili”. La moneta unica “ha eliminato i costi di cambio e ha facilitato il commercio e il confronto dei prezzi tra i 15 paesi” in cui circola.