Lettera pastorale per la QuaresimaUn forte invito alla preghiera, al digiuno e alla carità, ma anche l’esortazione a coloro che si dicono credenti a dare una testimonianza credibile della propria fede. E’ in sintesi quanto scrivono mons. Paul Cremona, arcivescovo di Malta e mons. Mario Grech, vescovo di Gozo, in una lettera pastorale diffusa nei giorni scorsi per la Quaresima. “Questo tempo – si legge nel testo – serva a capire quanto di sbagliato c’è nelle nostre vite. Dio vuole che guardiamo a Lui perché con Lui la nostra vita è piena. E questo è possibile attraverso la preghiera, il digiuno e la carità, tre strumenti che la Chiesa, dall’inizio della sua storia, ci offre per rafforzarci spiritualmente. Senza Dio siamo deboli e la nostra fede sarà facilmente trascinata via dalla corrente”. I due vescovi sottolineano la necessità di tenere legate “vita e fede e nutrire quest’ultima con una solida catechesi ed una nuova evangelizzazione. Se non cresciamo nella fede, infatti, anche la nostra vita può essere distratta. Parole come schiavitù, deserto, libertà ed esilio sono facili da ascoltare nelle Scritture di questo tempo ma esse non sono solo parole o esperienze lontane da noi”. Si rischia di cadere quando “siamo confusi sui valori che ci devono tenere uniti e sostenerci”. “Se guardiamo alle nazioni vicine, noi siamo ancora molto religiosi. Ma è auspicabile che ciò in cui crediamo sia messo in pratica più concretamente nelle nostre azioni. Il nostro Paese chiede a coloro che dicono di credere di dare una testimonianza chiara e vera per rendere il Vangelo più credibile. Questo è il servizio che la Chiesa vuole offrire alla società che spesso perde i propri punti di riferimento”. “Siamo spesso molto orgogliosi – prosegue la lettera – della nostra generosità e della nostra identità cristiana. Ma oggi non basta. Le forze che ci circondano sono forti, il male è forte. Il peccato ancora esiste e domina il cuore dell’uomo. Le nostre scelte e i compromessi con i valori non negoziabili ci conducono in un esilio simile a quello del popolo ebraico a Babilonia. Il compromesso indebolisce la nostra famiglia, la nostra identità. Per questo come vescovi sentiamo l’urgenza di una profonda catechesi ad ogni livello dalla scuola alle parrocchie. Molte persone vivono come se Dio non esistesse, vogliamo estendere loro l’invito quaresimale affinché possano riscoprire il volto di Cristo ed esortiamo, perciò, i credenti ad impegnarsi di più nella missione”. I due presuli, infine, lanciano anche un appello, in vista della prossima tornata elettorale, invocando “rispetto reciproco nei discorsi e nei giudizi. La diversità – scrivono mons. Cremona e mons. Grech – è un elemento importante in democrazia. Ma la maturità politica chiede che la discussione sia concentrata su argomenti e punti di vista piuttosto che sulle persone. La nostra nazione, per quanto piccola, può guadagnare molto se la faziosità politica non entrerà nelle nostre teste, ma allo stesso tempo potrà perdere molto se questa persisterà”.Commissione episcopale per l’EuropaLa Conferenza episcopale maltese ha nominato responsabile della commissione episcopale “La Chiesa a Malta e in Europa” mons. Joseph Farrugia, sacerdote di Gozo. Costituita nel 1993, con un decreto dell’allora arcivescovo Joseph Mercieca, la commissione “Chiesa e comunità europea” aveva il compito di studiare e riferire ai vescovi di Malta e Gozo le seguenti questioni: quali ripercussioni avrebbe avuto sulla Chiesa e sul suo lavoro pastorale l’eventuale ingresso di Malta nell’Ue e quale contributo, a partire dal proprio compito di solidarietà, la Chiesa a Malta poteva dare alla società e alle Chiese in Europa. Nel 1997 la commissione venne ribattezzata “La Chiesa a Malta e in Europa” per poterne allargare le prospettive e includere l’attenzione verso altre istituzioni europee come il Consiglio d’Europa. La commissione supporta il lavoro dei vescovi ogni volta in cui è necessario dare una valutazione riguardo ad eventi o notizie dall’Ue. Essa verifica inoltre le opportunità esistenti all’interno dell’Ue per la Chiesa, le sue istituzioni, associazioni e movimenti; coordina la partecipazione della Chiesa di Malta e Gozo nel Forum Malta in Europa coordinato dal Governo come organismo consultivo nell’ambito delle politiche e della legislazione europea. La commissione segue infine la partecipazione della Chiesa di Malta e Gozo alle istituzioni ecclesiali europee e in particolare alla Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. La Conferenza episcopale maltese è divenuta membro della Comece nell’aprile 2004, durante una celebrazione degli episcopati europei a Santiago di Compostela.