ECUMENISMO

Grecia, Ucraina, Italia e Spagna

Grecia: messaggi al nuovo primate ortodossoLe “congratulazioni” del Consiglio mondiale delle Chiese per l’elezione da parte del Santo Sinodo del metropolita Ieronimos di Tebe e Levadia a nuovo arcivescovo di Atene e primate della Chiesa ortodossa di Grecia. In un messaggio, il segretario generale del Wcc Samuel Kobia così scrive: “Confidiamo che, sotto la sua illuminante guida, la Chiesa di Grecia continuerà a partecipare attivamente nella vita dell’intera famiglia ortodossa, così come al movimento ecumenico, condividendo le sue risorse teologiche, spirituali, umane e materiali con le sorelle e i fratelli in Cristo. Non vediamo l’ora di continuare con la sua guida e il suo supporto a lavorare in stretta cooperazione con la Chiesa di Grecia per servire la causa dell’unità cristiana, rispondendo ai bisogni dell’umanità di oggi e affrontando insieme le sfide cui sono chiamate le Chiese nel mondo contemporaneo”. Anche il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha inviato a Sua Beatitudine Ieronimos un messaggio in cui esprime la “grande gioia” per la sua elezione e l’invito a cooperare con il Patriarcato ecumenico. “Sono convinto – scrive in un messaggio il patriarca di Mosca, Alessio II – che le relazioni amichevoli tra le nostre Chiese sorelle saranno mantenute in futuro”. Il Patriarcato di Mosca ha poi annunciato che manderà un alto rappresentante della Chiesa ortodossa di Russia alla cerimonia d’intronizzazione del metropolita Ieronimos, che si terrà ad Atene il 16 febbraio prossimo.Ucraina: il card. Martino dal metropolita VladimirMercoledì 6 febbraio il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace”, ha reso visita al metropolita Vladimir di Kiev, primate della Chiesa ortodossa ucraina. Il cardinale era stato invitato in Ucraina per presentare il compendio sulla dottrina sociale della Chiesa cattolica all’Università “Pierre Mohila” di Kiev. Il porporato ha offerto al metropolita Vladimir una copia del testo: “Noi consideriamo che questo Compendio – ha detto il card. Martino – può essere una piattaforma per il dialogo non soltanto tra cristiani di differenti confessioni, ma anche tra gli uomini di buona volontà che condividono il nostro insegnamento sul valore e la dignità della persona umana, perché l’uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio”. Il metropolita ha ricordato che anche la Chiesa ortodossa ucraina ha un documento sulla dottrina sociale. “È stato elaborato tenendo conto delle particolarità culturali, della mentalità e delle tradizioni del popolo ucraino e definisce il ruolo della Chiesa ortodossa nella nostra società”. Il metropolita ha comunque ringraziato la Chiesa cattolica, nella persona del card. Martino, per “l’ospitalità che le diocesi cattoliche in Europa occidentale accordano agli emigrati ortodossi dei paesi dell’Est, offrendo loro chiese per le celebrazioni liturgiche”.Italia e Spagna: diocesi rumene nei due PaesiPrimo e decisivo passo verso la costituzione delle due nuove diocesi ortodosse rumene in Italia, Spagna e Portogallo. Martedì 19 febbraio a Parigi è stata convocata un’Assemblea generale straordinaria della Metropolia ortodossa rumena dell’Europa occidentale e meridionale. All’ordine del giorno c’è la modifica dello Statuto canonico della Metropolia, in conformità alle decisioni prese dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa rumena di fondare la diocesi ortodossa rumena d’Italia e la diocesi ortodossa rumena di Spagna e Portogallo. Durante l’Assemblea straordinaria – si legge nella lettera di convocazione firmata dal metropolita Josif – verranno costituite le Assemblee diocesane (organi maggiori di guida di una diocesi, formate da un certo numero di sacerdoti e laici) delle due nuove diocesi, le quali procederanno (sempre a Parigi) alla designazione dei candidati che saranno presentati al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Romania per l’elezione del vescovo. “Con l’aumento del numero di rumeni e di parrocchie, in modo particolare in Italia e in Spagna – spiega p. Traian Valdman – si è presa la decisione di staccare le due diocesi suffraganee di Italia e Spagna e Portogallo, le quali insieme alla diocesi della Francia continueranno a costituire la Metropolia dell’Europa occidentale e meridionale”. Circa 200 i convocati dall’Italia, in rappresentanza delle 70 parrocchie ortodosse rumene presenti nel Paese, per ciascuna delle quali si chiede la partecipazione di un chierico e di due laici. Parroco della prima parrocchia rumena in Italia negli anni ’70, p. Valdman parla “di grande gioia, perché è un’opera che comincia ad arrivare alla sua maturità” e di “grande responsabilità perché il vescovo che viene dovrà essere una persona capace di ascoltare, mettersi in dialogo e stabilire ottimi rapporti non solo con i fedeli, ma anche con i fratelli delle altre Chiese e in modo particolare con la Chiesa cattolica italiana, che ci ha messo a disposizione la stragrande maggioranza dei luoghi di culto. Dovrà quindi essere una persona aperta, dall’anima ecumenica”.