IRLANDA

L’equilibrio e il sogno

Un “piano” dei vescovi contro la dipendenza alcoolica

Ridurre di un terzo il consumo di alcol o, meglio ancora, diventare astemi: questa la sfida lanciata recentemente ai giovani irlandesi per la Quaresima dal vescovo ausiliare di Dublino, mons. Eamonn Walsh. La Conferenza episcopale ha proposto un dvd, che è già stato diffuso in 875 scuole secondarie in tutta la Repubblica ed è disponibile anche su “You tube”. Il dvd, dal titolo, “Find the balance, dare to dream”, ovvero “Trova l’equilibrio, osa sognare”, contiene quattro storie personali. Un pilota del corpo di guardie costiere irlandesi, un calciatore professionista, un famoso corridore di rally e una ex alcolista parlano del loro rapporto con vino, birra e superalcolici e fanno ai giovani domande dirette sul loro rapporto con le droghe.L’alcol, una piaga della società irlandese. Il dvd fa parte del piano della Chiesa cattolica per combattere droga e alcolismo. L'”Irish bishops’ drugs initiative”, il piano dei vescovi irlandesi contro l’uso di droghe, è partito nel 1999. Nel 2000 è stato pubblicato un libro seguito da un seminario dedicato all’uso del metadone. “La Chiesa si è mobilitata perché ormai il consumo eccessivo di alcol è un problema che tocca ogni famiglia e ci mette ai primi posti nelle classifiche mondiali sull’alcolismo”, spiega John Taaffe responsabile del piano. “Le ragioni sono la grande disponibilità di soldi portati dal boom economico, il facile accesso a droga e alcol e la mancanza di senso nella vita. Un vuoto di ideali che una volta veniva riempito dalla fede cattolica, mentre oggi la secolarizzazione spinge i giovani a cercare la spinta a vivere in sostante nocive”.La responsabilità del Governo. A combattere alcolismo e tossicodipendenza è anche il governo irlandese, che ha dato vita a un “Government’s alcohol advisory group”, una commissione sul problema dell’alcol alla quale i vescovi hanno rivolto alcune raccomandazioni raccolte da conversazioni con i giovani che in tutte le scuole irlandesi hanno guardato il dvd. “I giovani ci hanno detto che la pressante pubblicità di bevande alcoliche, alla radio, alla televisione e durante gli eventi sportivi, incoraggia a bere”, spiega Taaffe. “Letale è il fatto che durante eventi sportivi, come una partita di football, le magliette dei calciatori e i cartelloni dello stadio pubblicizzino bevande alcoliche. Tra i consigli che abbiamo raccolto e trasmesso alla commissione del Governo la proposta di confinare la pubblicità alle ore della notte, di bandirla dai luoghi frequentati dai giovani, di aumentare il prezzo delle bevande e chiudere alcuni dei negozi che le vendono, di garantire ai giovani attività di divertimento alternative al bere e luoghi dove possano parlare dei loro problemi”.Un piano per ogni parrocchia. L'”Irish bishops’ drug initiative”, dal libro e dal seminario del 2000, è oggi un piano capillare che coinvolge ogni parrocchia.”Siamo partiti un anno e mezzo fa scegliendo un campione di dodici località – paesi, cittadine e città più importanti – che rappresentino l’Irlanda di oggi e abbiamo avviato con loro un piano che prevede tre fasi”, spiega ancora Taaffe. “Nella prima le abbiamo incoraggiate a dare vita a un gruppo di volontari, attraverso il sacerdote, mettendo un avviso sul bollettino pastorale e contattando giovani coinvolti nella pastorale giovanile e nei gruppi sportivi”. “Nella seconda le parrocchie preparano un gruppo di giovani di sedici anni – in un paese di tremila persone possono essere anche ottanta – che per un anno, due volte alla settimana, studia comunicazione, leadership e il problema della dipendenza da droghe e alcol”.L’educazione dei pari. È provato che la cosiddetta “peer education”, ovvero l’educazione dei pari, giovani che contattano altri giovani, è la forma più efficace di prevenzione. Quando i sedicenni vanno nelle scuole elementari a parlare a bambini di undici-dodici anni avviano un contatto che continuerà nella parrocchia dove ai giovani viene riservata una messa speciale nella quale la liturgia parla del problema della dipendenza. “In ogni parrocchia il piano di prevenzione assume forme diverse”, afferma il responsabile del piano. “In alcune si promuovono le attività che i giovani possono svolgere durante le vacanze e che li salvano dalla noia, terreno fertile per alcol e droga; in altre si cura la liturgia e s’incoraggiano i giovani a partecipare alla messa con medaglie; in altre ancora s’incoraggiano I genitori ad avviare un gruppo che studi il problema della dipendenza”.La collaborazione con il Governo. L’iniziativa dei vescovi é a stretto contatto con le agenzie pubbliche, anche se qualche tensione è inevitabile. La parrocchia riesce a raggiungere giovani che a volte sfuggono alla struttura pubblica. A settembre 2008 l'”Irish bishops’ drugs initiative” organizzerà una conferenza alla quale parteciperanno esperti sul problema della dipendenza. Il progetto condotto nelle parrocchie campione darà vita a un libro che varrà come strumento da usare nella lotta contro alcolismo e droghe.