AMBIENTE E CLIMA
Italia: il messaggio dei vescoviL’impatto ambientale della cosiddetta società dei consumi “sta diventando insopportabile per il pianeta e per l’umanità che lo abita, imponendone il ripensamento radicale”. E’ il filo conduttore del Messaggio della Conferenza episcopale italiana per la III Giornata per la salvaguardia del creato (1° settembre 2008) su “Una nuova sobrietà per abitare la terra”. “Oggi – esordiscono i vescovi – la Terra è minacciata da un degrado ambientale di vasta portata, in cui l’eccessivo sfruttamento di risorse anche fondamentali” si intreccia “con varie forme di inquinamento”. Dalla “questione ambientale” emerge “una triplice esigenza di giustizia: verso le future generazioni, verso i poveri, verso il mondo intero”. Di qui il “forte appello” dei vescovi: solo “adottando uno stile di vita sobrio”, come ha esortato il Papa nell’ultima Epifania, “sarà possibile instaurare un ordine giusto e sostenibile”. Si apre qui, secondo la Chiesa italiana, “uno spazio importante per l’impegno delle comunità ecclesiali: la dimensione educativa, che da sempre caratterizza la loro azione, oggi deve esprimersi anche nella capacità di formare a comportamenti sostenibili” riducendo i consumi non necessari, imparando “a soddisfare in modo ragionevole i bisogni essenziali”, valorizzando “in forme nuove quella tradizione di essenzialità che caratterizza tante comunità religiose”. Una “conversione ecologica” che per la Cei consiste nel “promuovere un’attenzione per tutti quegli accorgimenti per la riduzione dell’impatto ambientale messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnica, in campi quali la mobilità, il riscaldamento e l’illuminazione”, e nella “valorizzazione di fonti energetiche rinnovabili e pulite”.Germania: responsabilità verso il creato”Oggi il cambiamento climatico rappresenta certamente il maggiore rischio per la vita delle attuali generazioni e di quelle future” afferma l’arcivescovo di Monaco Reinhard Marx, presentando un’iniziativa in materia di protezione dell’ambiente messa in atto dalla Chiesa cattolica tedesca. Poiché “si tratta di una sfida seria per la responsabilità della creazione e per la giustizia – spiega -, nel settembre 2006 i vescovi tedeschi hanno chiesto ad un gruppo di esperti di redigere il testo ‘Il cambiamento climatico: elemento centrale della giustizia globale, intergenerazionale ed ecologica”, che hanno in seguito pubblicato”. Il documento, prosegue l’arcivescovo Marx, valuta il fenomeno e le sue conseguenze “dal punto di vista globale e a lungo termine, nella prospettiva dell’etica cristiana sulla sostenibilità”. Centrale la “corresponsabilità delle Chiese” perché, sottolinea il presule, “la testimonianza cristiana non riguarda solo il piano della riflessione etica, ma anche quello di un impegno solidale per la giustizia realizzato mettendo personalmente in pratica la protezione del clima”. Una corresponsabilità che per l’arcivescovo di Monaco nasce “dalla missione della Chiesa di proclamare il Vangelo a ogni creatura”. La Chiesa, conclude il presule, “punta alla salvezza integrale, del corpo e dello spirito. L’impegno per la creazione si fonda dunque su una precisa base teologica”.Comece: gruppo di lavoro sul climaUna riflessione cristiana sulle politiche dell’Unione europea in materia di cambiamento climatico. E’ quanto si propone il gruppo di lavoro appositamente creato dalla Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), riunitosi per la prima volta nelle scorse settimane a Bruxelles sotto la guida di Franz Fischler, già commissario europeo per l’Agricoltura. “Nel marzo 2007 – si legge in una nota diffusa della Comece – l’Ue si era impegnata a ridurre del 20% le proprie emissioni di gas a effetto serra. L’accordo recentemente trovato alla Conferenza di Bali ha aperto la strada alla messa in opera di nuovi obiettivi mondiali per il dopo Kyoto”. DI qui l’auspicio dei vescovi europei che “i cristiani si assumano le proprie responsabilità di fronte a questa posta in gioco fondamentale per l’umanità”, e la creazione, lo scorso 23 novembre, del “Gruppo di lavoro sulle politiche Ue in materia di cambiamenti climatici e sullo stile di vita cristiano”. Tre gli obiettivi del gruppo, composto da dieci personalità del mondo politico e scientifico europeo. Innanzitutto “presentare ai vescovi della Comece una panoramica del ruolo dell’Unione europea nella lotta contro i cambiamenti climatici in Europa e nei negoziati internazionali”, si legge ancora nella nota. Il secondo fine è “identificare le eventuali conseguenze per la vita quotidiana dei cittadini Dell’Ue e del mondo, in caso di applicazione degli strumenti politici necessari”. Il Gruppo si propone, infine, di “valutare dal punto di vista cristiano le opportunità che possono derivare da uno stile di vita diverso e più rispettoso del clima”. Nel prossimo autunno gli esperti presenteranno il proprio rapporto ai vescovi della Comece. Nel frattempo un rapporto intermedio dovrebbe essere consegnato ai presuli ai primi di marzo, in occasione della loro assemblea plenaria.