Austria, Inghilterra, Spagna

Austria: cellule staminali embrionali, uso superfluo”Posizionarsi come leader nella ricerca con cellule staminali adulti”: questa la richiesta dell’Istituto per l’antropologia medica e la bioetica (Imabe) di Vienna. in un comunicato stampa diffuso il 19 febbraio, l’istituto ha chiesto un divieto “chiaro della ricerca che utilizza gli embrioni”: “L’embrione è una persona, non può essere utilizzato e strumentalizzato ai fini di ricerca”, si legge nel comunicato. Se è vero che in natura non tutti gli embrioni diventano esseri viventi, “nessuno è responsabile dei processi naturali. Gli interventi sugli embrioni che ne procurano la morte, invece, sono azioni etiche di persone nei confronti di altre, non sono processi”. L’istituto interviene inoltre contro le motivazioni scientifiche della ricerca sugli embrioni: “Per la ricerca di base sono sufficienti le cellule staminali embrionali animali. Mediante il confronto con le cellule umane, oggi è possibile utilizzare le nuove cellule staminali pluripotenti indotte, ottenute con un procedimento eticamente ineccepibile. Pertanto, l’utilizzo di cellule staminali embrionali umane è superfluo anche da un punto di vista scientifico”. “Contro tutte le previsioni, dopo dieci anni di ricerca, non esiste una terapia, né un singolo studio clinico con le cellule staminali embrionali”, sottolinea l’Imabe. “La ricerca con le cellule staminali adulte offre costantemente nuove applicazioni terapeutiche che hanno salvato la vita di migliaia di persone in tutto il mondo, come i trapianti di cellule staminali in caso di leucemia acuta”, prosegue. L’istituto è intervenuto sull’argomento all’approssimarsi dell’inserimento della questione nel dibattito politico. La produzione di cellule staminali embrionali umane è infatti vietata in Austria, mentre non lo è espressamente l’importazione di linee cellulari staminali originate all’estero, né la ricerca su di esse. Queste due attività non sono regolate giuridicamente.Inghilterra: un “digiuno” particolareAndare a piedi al lavoro, abbassare i caloriferi, non sprecare acqua, usare lampadine che fanno risparmiare energia, riciclare i sacchetti di plastica e donare i soldi risparmiati al Terzo Mondo. Così Cafod, l’agenzia della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles per gli aiuti al Terzo Mondo invita i suoi sostenitori a celebrare il “Fast Day”, la giornata del digiuno del venerdì. Accanto alle iniziative più tradizionali per raccogliere fondi come la rinuncia al pranzo, la sponsorizzazione di passeggiate, di pranzi e giochi organizzata nelle varie scuole ci sono queste nuove proposte per proteggere l’ambiente. “Il riscaldamento globale ha un impatto anche sui progetti che finanziamo nel Terzo Mondo”, ha spiegato al Sir l’addetto stampa di Cafod Pauline Milligan. “Nelle Filippine per esempio abbiamo aiutato la gente a coltivare con metodi organici e usare pannelli solari che li rendono meno dipendenti da fonti tradizionali di energia come le piogge che sono mancate a causa del riscaldamento globale”. “In Kenya e in Africa orientale la siccità che una volta colpiva ogni sette-dieci anni oggi arriva ogni due-tre anni”, continua Milligan. “E’ quindi importante insegnare alle popolazioni locali attività alternative all’agricoltura come la vendita di oggetti di artigianato o aiutarle a coltivare con semi più resistenti alla siccità e metodi di irrigazione alternative”. La raccolta 2007 del Fast Day fu di circa 2,2 milioni di euro. Si spera di raggiungere la stessa cifra anche quest’anno.Spagna: ora di religione, no al di fuori dell’orarioIn Spagna la Confederazione di associazioni di genitori cattolici (Concapa) ha criticato la proposta delle amministrazioni educative della Catalogna e delle isole Baleari di spostare l’insegnamento della religione fuori dall’orario scolastico. Concapa afferma che questa iniziativa ha a che vedere con una “forte campagna laicista promossa da certe lobby vicine al governo”. “Non si capisce perché si voglia eliminare una materia voluta dalla maggioranza dei genitori spagnoli mentre altre come l’Educazione alla cittadinanza, voluta invece dalla minoranza, si vogliono imporre proprio in nome della democrazia”, afferma Concapa. “Il Governo – continua la Confederazione – deve rispettare gli accordi firmati con la Santa Sede, nei quali viene stabilito che la religione deve essere impartita nei centri educativi”. L’insegnamento della religione è stato stabilito negli accordi tra la Santa Sede e lo Stato Spagnolo nel 1979, come materia che deve essere offerta obbligatoriamente da parte dei centri educativi, mentre c’è libera scelta da parte dei genitori. Nell’anno 2006 circa il 70% dei genitori ha scelto di far seguire ai figli l’insegnamento della religione, secondo i dati della Conferenza episcopale spagnola.