Controllo delle frontiere e libera circolazioneUn sistema integrato per la gestione delle frontiere esterne dell’Unione europea, così da accrescere la sicurezza interna e rendere possibile al contempo la libertà di movimento nell’area Schengen, sia dei cittadini comunitari che di quelli in regola dei paesi terzi. Sono gli obiettivi di una serie di provvedimenti avanzati dalla Commissione che riguardano l’attività dell’Agenzia Frontex e il controllo dei mari. Tra le misure proposte emergono l’impegno a “facilitare la sorveglianza delle frontiere ricorrendo alle nuove tecnologie”; quello volto a “potenziare il coordinamento operativo” attraverso l’agenzia per le frontiere, intensificando in particolare “le operazioni congiunte tra gli Stati, incluso il pattugliamento delle frontiere marittime”. La presidenza di turno slovena del Consiglio Ue ha dichiarato che tali proposte “saranno discusse alla conferenza ministeriale di marzo sulle sfide della gestione delle frontiere esterne”.Autostrade europee: oltre tremila morti l’annoSono 3.200 ogni anno le vittime delle autostrade nei paesi Ue. Infrastrutture inadeguate, scarsi sistemi di sicurezza, alta velocità e imprudenza, vetture vecchie: tutti fattori che aumentano la “strage”. Eppure, questi morti “rappresentano solo l’8% del numero totale dei decessi dovuti a incidenti stradali nell’Ue”, che comunque “è continuamente in calo”. Il bilancio si deve al Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (Etsc), organo indipendente con sede a Bruxelles, che ha analizzato la situazione di 17 paesi aderenti oltre a Norvegia e Svizzera. E sono proprio quelle della Confederazione elvetica le autostrade più sicure con meno di 2 morti per ogni miliardo di chilometri percorsi. Con questo stesso criterio sono ritenute relativamente sicure le autostrade di Danimarca, Paesi Bassi, Gran Bretagna; a metà “classifica” si posizionano Francia, Germania, Austria, Belgio. La situazione peggiora in Repubblica Ceca, Italia, fino ai casi-limite di Spagna, Portogallo, Slovenia, Ungheria (8 morti ogni miliardo di chilometri). Secondo l’Etsc la vera anomalia è rappresentata dalle “notevoli disparità nella sicurezza autostradale tra diversi paesi”. Lo studio, presentato in settimana, indica la necessità di assumere misure per il miglioramento stradale, anche accelerando l’iter della Direttiva sulla sicurezza delle infrastrutture stradali proposta nel 2006 dalla Commissione.Lavoro: più formazione per un’economia dinamica”La richiesta di competenze e qualifiche professionali aumenterà in tutti i settori produttivi”: secondo il Cedefop (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, agenzia Ue con sede a Tessalonica) le trasformazioni dell’economia, le innovazioni tecnologiche e i mutamenti organizzativi aziendali, “porteranno entro l’orizzonte del 2015 alla creazione di posti di lavoro principalmente legati alle conoscenze”. L’agenzia ha pubblicato il 18 febbraio i risultati di un’indagine intitolata “Future skill needs in Europe: medium-term forecast”, che elenca i settori più dinamici dell’economia europea. Nei prossimi sette anni agricoltura e industria perderanno occupati e “il vero fattore di crescita saranno i servizi”, con un aumento che potrebbe avvicinarsi ai 10 milioni di posti. I comparti più reattivi dovrebbero essere i trasporti e la distribuzione, il turismo, i servizi diversi. Educazione, servizi sanitari e a carattere sociale “dovrebbero da soli generare 3 milioni di nuovi posti”. “Il settore dei servizi avrà quindi bisogno di maggiori competenze e qualifiche”. Il commissario Jan Figel’ ha commentato: “Grazie alle informazioni fornite in questa ricerca – aggiunge – i giovani e i meno giovani potranno valutare i loro obiettivi e determinare il loro fabbisogno di formazione e di apprendimento”.Export, sostenere le piccole e medie impreseRimuovere gli ostacoli tariffari e burocratici, garantire il rispetto delle norme internazionali sulla proprietà intellettuale, promuovere un accordo multilaterale che favorisca l’accesso ai mercati, migliorare l’assistenza alle imprese esportatrici. Sono le linee-guida indicate nei giorni scorsi dal Parlamento alla Commissione per sostenere l’azione sui mercati mondiali da parte delle imprese Ue, specialmente di piccole e medie dimensioni. L’Assemblea ha approvato un documento che risponde alla comunicazione dell’Esecutivo intitolata “Europa globale”. La presenza rafforzata sui tradizionali mercati di vendita e la conquista di nuove “piazze” con prodotti e servizi forniti dalle imprese dei 27, sarebbero volti a “rafforzare il ruolo dell’Unione nel mondo”, a “salvaguardare i posti di lavoro esistenti e crearne di nuovi”. La relazione sostiene “la messa a punto di iniziative specifiche per affrontare gli ostacoli commerciali nel settore dei servizi, degli appalti pubblici, dei diritti di proprietà intellettuale, delle procedure doganali”.