Cuba – Santa Sede
Rafforzare la fiducia in Dio. “Che la penuria di mezzi o le insufficienti infrastrutture, così come altre delicate situazioni, siano per voi, più che una contrarietà, un’opportunità privilegiata per rafforzare la fiducia in Dio, i cui disegni di amore non deludono mai. I vostri sforzi e la vostra perseveranza nell’operare bene mostreranno la bellezza della nostra fede e saranno un rimedio efficace per combattere gli eventuali germi della secolarizzazione e lo sconforto”. Queste le parole di incoraggiamento rivolte dal segretario di Stato il 22 febbraio ai religiosi e alle religiose di Cuba, incontrati nel monastero delle Carmelitane scalze a La Habana.Una sapienza millenaria. “La Chiesa offre una sapienza millenaria, che mette a disposizione di tutti i popoli e di tutte le culture, convinta inoltre che un dialogo e un arricchimento reciproco siano possibili”. In tal senso, si presenta dinanzi alla società “come testimone di ciò che non perisce” e “proponendo con rispetto la propria visione dell’uomo e dei valori, contribuisce alla crescente umanizzazione della società”. Lo ha detto il 25 febbraio il card. Bertone, durante la sua conferenza all’Università dell’Avana, iniziata nel segno del ricordo di Félix Varela, padre della patria cubana, e di Giovanni Paolo II. La fede, per il porporato, “non distrugge alcuna cultura, bensì coopera alla purificazione di tutto ciò che intorpidisce la dignità, i diritti e lo sviluppo delle persone e di tutto ciò che si oppone all’umanizzazione della società”. Di fronte alla disumanizzazione, “la fede contribuisce a dare pienezza a tutto ciò che è buono, vero e bello, schiudendo all’uomo una visione più elevata di se stesso e della sua convivenza nella società. Una convivenza senza valori è uguale a una cultura senza etica, è una cultura disumanizzata e disumanizzante che inverte la scala di valori e ribalta il mondo”.Il desiderio di conversione. L’importanza della “preghiera di intercessione per i bisogni degli altri, del perdono che apre itinerari di pace e di riconciliazione, della pazienza che ama e spera, della concordia che eleva e nobilita i popoli” sono stati sottolineati il 26 febbraio dal cardinale segretario di Stato, nell’omelia della Santa Messa nella Casa di Ritiri Spirituali delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Peñalver, La Habana. “Il paradigma del perdono è il modo attraverso il quale Dio misericordioso agisce ha detto – Il suo perdonare è l’offerta costante del suo amore” che “chiede di essere contraccambiato dall’uomo e quindi esige una conversione interiore”. “In tal modo – ha sottolineato il presule – non si incoraggia l’ingiustizia né vi è posto per la prepotenza, bensì per la fiducia e la benevolenza senza limiti”. Di qui “la necessità di infondere nella vita di ognuno, e nella storia dell’umanità, un desiderio di conversione, senza lasciarsi attanagliare dal peso delle offese né accecare dalle pretese egoistiche e interessate”.Legge morale naturale. “Nell’attuale contesto culturale del relativismo, che consiste nel non riconoscere nulla come definitivo e nell’affermare che non esistono verità o valori assoluti”, per i giovani è importante fare riferimento alla “legge morale naturale”. Lo ha detto il 26 febbraio il card. Bertone, rivolgendosi agli studenti della Scuola latinoamericana di medicina all’Avana. Questa legge, ha precisato il presule, “segnala il valore sacro della vita umana, dal suo inizio fino al suo termine naturale, e afferma il diritto di ogni essere umano a vedere rispettato questo suo bene essenziale”, diritto che “è alla base della convivenza umana e della stessa comunità politica”. Il cardinale ha quindi rammentato che “non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito” e che “l’uomo non può essere ridotto a materiale biologico”. Di qui il monito ai futuri medici: “Consapevoli della grandezza e della portata della nobile scienza della medicina, non dovete ignorare che” il vostro servizio “è una testimonianza vitale ed eloquente della trascendenza e del valore della persona umana. La solidarietà che praticate per professione vi offre un’opportunità” di riconoscere “in ogni contatto con il paziente la sua dignità umana e la possibilità di creare una società sempre più giusta ed equa”.Il saluto finale. Al termine del viaggio, subito dopo l’incontro con il nuovo presidente della Repubblica cubana, Raúl Castro Ruiz e prima di salire sull’aereo per Roma, il card.Bertone ha auspicato che la sua visita possa offrire “un nuovo impulso nel cammino delle relazioni tra la Chiesa e le autorità di Cuba”. Al nuovo presidente il Segretario di Stato ha augurato “successi in questa missione al servizio del suo Paese”, confermando “l’impegno della Santa Sede a promuovere l’avvicinamento del mondo a Cuba e a condividere convergenze su temi internazionali”. In un dialogo personale, il cardinale e Castro hanno parlato “della Chiesa, di Cuba e dei cubani oggi, con particolare riferimento alle sfide che presenta il mondo dei giovani”.”Come tutti sanno ha aggiunto – molte persone che soffrono nel corpo e nello spirito manifestano le loro aspirazioni ed aneliti alla Chiesa cattolica, tanto a Roma come a Cuba. Prestando attenzione a queste domande, e nel massimo rispetto della sovranità del Paese e dei suoi cittadini, ho espresso al presidente Raúl Castro la preoccupazione della Chiesa verso i carcerati ed i loro parenti”. Tra i tanti doni ricevuti, quello che ha commosso di più il card. Bertone è stato “l’affetto dei cubani” perché in esso ha apprezzato quanto siano vivi “il messaggio e l’immagine del Papa Giovanni Paolo II nei figli di questa terra, che egli amò in modo speciale”. “Vado via – ha concluso – come fece egli dieci anni fa, con ‘una gran fiducia nel futuro di questa patria’, desiderando che i figli di Cuba facciano crescere la loro speranza in Dio, ispiratore di ogni bontà, e nei loro conterranei con i quali condividono lo spazio ed il destino comune. A nome del Papa a tutti dico: la speranza salva”. (27 febbraio 2008)