Germania: le diocesi in Terra SantaLe diocesi tedesche saranno in pellegrinaggio in Terra Santa da marzo 2008 a novembre 2009. In occasione dell’assemblea plenaria, svoltasi ad inizio Quaresima 2007, i vescovi tedeschi avevano rivolto un appello ai fedeli, incoraggiandoli a recarsi in Terra Santa. In risposta all’appello, l’ufficio tedesco dei pellegrinaggi ha organizzato il piano dei viaggi. Mete dei pellegrinaggi sono la Galilea, Betlemme, Gerusalemme e Nazareth, in cui è presente la più grande comunità cattolica della Terra Santa. I primi a partire, dal 1 all’8 marzo 2008, saranno 400 fedeli delle diocesi bavaresi guidati dal card. Friedrich Wetter. Nel 2007, a Nazareth fu proprio il card. Wetter, con i vescovi mons. Wilhelm Schraml (Passau) e mons. Gerhard Ludwig Müller (Regensburg) a posare la prima pietra di un centro parrocchiale francescano finanziato con 1 milione di euro raccolto nelle tre diocesi. Per il direttore dell’Ufficio pellegrinaggi di Monaco, Bernhard Meyer, si assiste ad un boom di richieste. Dopo i fedeli della Baviera, tra il 31 ottobre e il 7 novembre partiranno i pellegrini delle diocesi della provincia ecclesiastica del Reno superiore, nel marzo 2009 quelli appartenenti alla provincia ecclesiastica del Basso Reno, mentre tra ottobre e novembre 2009 si muoveranno dalla provincia ecclesiastica Amburgo, Germania centrale e Berlino. Spagna: la “qualità” del fidanzamento”La salute del matrimonio è molto influenzata dalla qualità del fidanzamento”: lo ribadisce il vescovo di Palencia (Spagna), mons. José Ignacio Munilla Aguirre, in una nota diffusa nei giorni scorsi. I corsi prematrimoniali, ad avviso del vescovo, risultano insufficienti quindi “è necessario un orientamento pastorale nel periodo di fidanzamento” anche perché “molte delle crisi matrimoniali hanno origine nella delusione, nel verificare che la realtà differisce molto da quel primo sogno”. Allo stesso tempo, sottolinea mons. Munilla Aguirre, “le relazioni prematrimoniali stanno contribuendo ad accrescere questa ‘cecità’ tipica dell’innamoramento”. Anzi, “la relazione sessuale intempestiva nasconde i problemi invece di farli affrontare”. D’altra parte, dati statistici indicano che coloro che convivono prima di sposarsi “hanno un indice di fine del matrimonio molto superiore rispetto a chi non lo ha scelto”. “Se non vogliamo che ci siano sorprese sgradevoli nel matrimonio – ha aggiunto il vescovo – è indispensabile un’educazione all’amore che insegni ai fidanzati a non ‘bruciare’ le tappe” intermedie, altrimenti le rotture del fidanzamento diventano traumatiche, quasi fossero una specie di “mini-divorzio”.Austria: Chiese cristiane, serve una “riflessione critica”A cinque anni dalla pubblicazione del “Sozialwort”, documento delle 14 Chiese cristiane in Austria sulla situazione sociale, occorre verificarne l’efficacia in modo sistematico. “Le Chiese invitano ad una riflessione critica ampia”, ha dichiarato infatti il vescovo evangelico Herwig Sturm, presidente del Consiglio ecumenico delle Chiese in Austria (ÖRKÖ), nel corso di una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi a Vienna . “Con il Sozialwort – ha proseguito – le Chiese si sono impegnate ma anche la società è inclusa in quest’impegno. La Quaresima rappresenta un periodo idoneo a verificare il proprio impegno e la sua efficacia all’esterno”. Destinatari dell’invito sono innanzitutto le iniziative sociali e istituzioni ecclesiastiche già coinvolte nel Sozialwort e nella sua realizzazione. Le riflessioni verranno raccolte dall’Accademia sociale cattolica e saranno presentate il 27 novembre prossimo a Vienna nel corso delle celebrazioni ufficiali su “Cinque anni di Sozialwort ecumenico”. L’iniziativa del Sozialwort risale al 1999, anno in cui le 14 Chiese cristiane austriache hanno deciso di elaborare una posizione comune sulle sfide di politica sociale in Austria. Il Sozialwort è stato elaborato dall’ÖRKÖ ed è stato pubblicato nel 2003.Cipro: nuovo presidente, “ora riparta il dialogo””C’è un clima di attesa adesso. Tutti aspettano di vedere le prossime mosse del nuovo Capo di Stato. Speriamo che possa ripartire il dialogo”. Padre Umberto Barato, vicario patriarcale per Cipro, commenta così al Sir l’elezione del leader comunista greco-cipriota Dimitris Christofias alla carica di Capo dello Stato. Senza dare giudizi politici il religioso francescano non parla di novità: “sia lo sconfitto Cassoulides che Christofias hanno parlato di dialogo e di negoziato con i turco-ciprioti. Bisogna vedere i fatti e le scelte che farà. Sono circa 35 anni che a Cipro si vive in questa condizione e nessuno ha mai fatto nulla per trovare una soluzione. Riprendere i negoziati è volontà di tutti ma non sappiamo in che modo potrà avvenire. C’è attesa perché non si sa che mosse potrà fare”. “Christofias ha vinto con il 53,36% dei suffragi ma non è stata una vittoria schiacciante – afferma ancora padre Barato – il suo sfidante Cassoulides, moderato di destra ed ex ministro degli Esteri, ha conseguito quasi il 47%. Dunque il Paese resta diviso”. Con questo voto Christofias diventa l’unico Capo di Stato comunista in tutta l’Ue. “Durante la campagna elettorale – rivela il Vicario – le bandiere del partito comunista erano bandite, ieri sera sono riapparse. Aspettiamo anche di conoscere la reazione dell’Europa e degli Stati Uniti”.