VERSO SYDNEY 2008
Non c’è solo Australia come meta dei giovani che si stanno preparando a partire per la Gmg di Sydney (15-20 luglio 2008) ma anche la Nuova Zelanda. Le sei diocesi che compongono questo Paese stanno lavorando con impegno per accogliere i pellegrini durante i “giorni nelle diocesi” (10-14 luglio). Ne abbiamo parlato con David Mullin, rappresentante delle diocesi neozelandesi all’interno del Comitato organizzatore della Gmg di Sydney.
Cosa state preparando per invogliare i giovani a passare qualche giorno nel vostro Paese?
“Il programma dei giorni nelle diocesi in Nuova Zelanda sarà caratterizzato da una grande accoglienza. Ciascuna delle sei diocesi affronterà in maniera diversa e caratteristica il compito di celebrare gli altri, celebrare la cultura, celebrare Cristo e celebrare assieme sotto la Stella del Sud. In questo tempo mostreremo ai nostri giovani ospiti il paesaggio, testimonianza dell’impronta inequivocabile di un Dio vivente e creativo. Tutte le diocesi offriranno la loro caratteristica ospitalità: la nostra comunità cattolica sta aspettando i giovani di tutto il mondo”.
Che Paese troveranno i giovani che verranno da voi?
“La Nuova Zelanda ha una storia umana abbastanza recente, essendo uno degli ultimi grandi territori ad essere stato abitato. La società neozelandese è caratterizzata da un isolamento geografico e da una popolazione relativamente scarsa. Le statistiche definiscono la società neozelandese come una delle più secolarizzate del mondo. In questo contesto, la Chiesa cattolica neozelandese è giovane e piccola. Ogni parrocchia visitata sarà caratterizzata dalla preoccupazione per il prossimo, da un’ospitalità genuina e dal desiderio di camminare insieme in questo pellegrinaggio di fede”.
Bisogna essere abbastanza motivati per scegliere la Nuova Zelanda…
“Sembra vi siano particolari sfide da affrontare per i pellegrini che desiderano partecipare ai giorni nelle diocesi in Nuova Zelanda. Tanto per cominciare, contrariamente alle credenze popolari, non c’è un ponte che collega la Nuova Zelanda all’Australia, non ci si può arrivare in macchina. Il nostro aeroporto principale, Auckland, si trova all’estremità dell’isola Nord. Le altre cinque diocesi, che si trovano tutte a sud di Auckland vorrebbero ospitare molti pellegrini ma sono logisticamente molto difficili da raggiungere. Comunque, visto che per arrivare a Sydney bisogna sopportare un lungo viaggio, invitiamo i giovani a fermarsi da noi per riposare”.
In cambio cosa chiederete loro?
“Chiediamo che sia vivo in loro lo spirito missionario che condusse i primi giovani cristiani nel nostro Paese. L’eredità dell’esperienza di giorni nelle diocesi in Nuova Zelanda avrà due volti: i nostri giovani potranno sperimentare lo Spirito di Cristo nei pellegrini che incontreranno e tutta la Chiesa e la società della Nuova Zelanda saranno influenzate per generazioni dalla fede dei giovani, dal loro entusiasmo e dalla loro energia”.
Cosa propongono le diocesi…
Fede e natura sono le due direttrici sulle quali si fonda la proposta dei giorni nelle diocesi in Nuova Zelanda (dal 10 al 14 luglio), terra di foreste, geyser, montagne, oceani e laghi. La diocesi di Hamilton (2.202 km da Sydney) mette in campo 36 parrocchie per accogliere i giovani ai quali saranno proposti tempi di preghiera e di sport, surf, sci, canoa e soprattutto rugby.
Auckland (2.152 km da Sydney), è la terra di approdo dei primi esploratori maori e punto di arrivo di quelli europei. Fu qui che nel 1838 il vescovo cattolico mons. Pompallier celebrò la prima messa sul suolo neozelandese. Nota per le sue barche, i giovani ospiti potranno navigare nelle grandi baie che la caratterizzano, presenziare a festival gastronomici, sostare per un caffè-catechesi, partecipare a gare in mountain bike, promuovere attività a sfondo sociale e ambientale con la pulizia di litorali, parchi e luoghi di ritrovo giovanili.
A Palmerston North (2.300 km da Sydney), città del vento, del fuoco, dell’acqua e della terra, tutto è pronto per la visita alle 80 turbine a vento che forniscono energia ad una parte del Paese, alla regione Taranaki che prende il nome dal vulcano che la domina, al fiume Whanganui sacro per i maori e alla terra fertile di Hawke’s bay, che dà uva e frutta di qualità e che nasce dai primi missionari francesi giunti nell’isola.
L’arcidiocesi di Wellington (2.200 km da Sydney), città capitale della Nuova Zelanda, spera che siano molti i giovani che arriveranno e ai quali raccontare la fede e la cultura locale. L’offerta è varia, musei, spiagge, avvistamento di balene, boschi, sport e paesaggi per “testimoniare la gloria di Dio nella natura”.
Christchurch (2.100 km da Sydney) apre le sue porte sin dal 7 luglio. Agli ospiti sarà data la possibilità di godere di un ampio programma culturale e di fede senza dimenticare la bellezza del luogo noto anche come la città dei giardini.
Dunedin (2.106 km da Sydney) propone la bellezza delle sue coste, parchi nazionali, vigneti ed una grande esperienza di fede. Per i più coraggiosi non può mancare un salto nel vuoto con il bungy jumping. Dunedin, è infatti, nota come la patria di questo sport estremo.
(29 febbraio 2008)