ECUMENISMO

Francia, Wcc, Algeria

Francia: solidarietà alle minoranze cristiane”Portate i pesi gli uni degli altri” è il titolo del messaggio che il Consiglio delle Chiese cristiane in Francia (Cecef) ha indirizzato ai fedeli nell’imminenza delle celebrazioni della Passione. Nel documento, che reca le firme del presidente e dei due vicepresidenti Cecef, rispettivamente il metropolita greco ortodosso e presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia Emmanuel; il card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, e il pastore Claude Baty, presidente della Federazione protestante di Francia, è contenuto l’auspicio che “pur celebrando la Quaresima e la Pasqua in tempi diversi, le nostre Chiese rimangano unite nella preghiera e nella fraternità locale come in quella universale per mostrare la realtà della solidarietà in Cristo nelle avversità”. Il pensiero del Cecef va, in particolare, “alle minoranze del Medio Oriente e dell’Africa” spesso “minacciate, talvolta perseguitate o costrette all’esilio in condizioni insopportabili”. Di qui l’invito “alle Chiese di Francia a rafforzare il proprio sostegno attraverso la preghiera”, in particolare “per la pace e per la libertà di coscienza e di culto”, e “attraverso gesti concreti di solidarietà che possano incoraggiare chi soffre a causa della propria fede”.Wcc: Kobia incontra Ban Ki-Moon Il segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), il pastore Samuel Kobia ha accolto il 4 marzo a Ginevra presso la sede del Wcc il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. I due segretari generali hanno parlato di un “vasto ventaglio di argomenti” e – così si legge in un comunicato diffuso dal Wcc – “si sono trovati d’accordo sul fatto che queste due organizzazioni mondiali debbano collaborare più strettamente su un certo numero di questioni internazionali e soprattutto su ciò che concerne i cambiamenti climatici”. Rivolgendosi al pastore Kobia, il segretario generale dell’Onu ha infatti dichiarato: “Non si risolverà il problema del riscaldamento del pianeta se non grazie ad un’azione mondiale comune, e per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto”. Il pastore Kobia aveva aperto l’incontro facendo una rapida descrizione di quanto il Consiglio mondiale sta facendo per mobilitare le Chiese a comprendere meglio gli effetti dei cambiamenti climatici e la necessità di mettere in atto il Protocollo di Kyoto. Ban Ki-Moon ha poi sottolineato l’intenzione delle Nazioni Unite a rimenare in stretto contatto con il Wcc. “La vostra autorità morale – ha detto – è importante e la vostra azione di fonda sulla fede cristiana”: La discussione tra i due responsabili si è allargata alle questioni relative ai processi elettorali democratici; il pastore Kobia ha fatto riferimento al Kenya e più recentemente ai problemi dell’Armenia mentre il segretario dell’Onu, riferendosi alle violenze che si scatenano in occasione degli esiti elettorali, ha detto: “Anche questo è un ambito in cui il Consiglio mondiale delle Chiese può dare il suo contributo”. Al termine dell’incontro, i dei responsabili hanno pregato per la pace nella cappella del Wcc.Algeria: preoccupazione dei protestanti francesiLa Federazione protestante di Francia ha manifestato in un comunicato la sua preoccupazione per la situazione dei cristiani in Algeria e in particolare dei protestanti algerini in quanto “vittime di una campagna di denigrazione”. La Federazione ricorda che lo scorso 25 febbraio, i rappresentanti della Chiesa protestante di Algeria (Epa) sono stati ricevuti dal ministro per gli affari religiosi, M. Ghlamallah, al quale “hanno potuto esporre le loro difficoltà, soprattutto quelle generate da una campagna mediatica di denigrazione di cui sono vittime”. I protestanti vengono ingiustamente accusati di utilizzare metodi di evangelizzazione indegni, e spesso messi in rapporto con gruppi di missionari provenienti dagli Stati Uniti. Per questo la Federazione francese sottolinea che l’Epa è “una federazione di Chiese locali composte da cristiani algerini e dirette da algerini senza alcun legame con l’estero”. “La Federazione protestante di Francia – prosegue il comunicato – intrattiene da lungo tempo relazioni fraterne con la Chiese sorelle di Algeria. A questo titolo è attenta alla situazione dei cristiani d’Algeria, a qualunque confessionieessi appartengano. Ed è preoccupata per il rispetto della libertà religiosa e di culto. L’applicazione estremamente rigorosa di leggi relative ai luoghi di culto, mette gran parte di queste comunità in una situazione particolarmente difficile se non impossibile. Molti processi si sono conclusi con condanne estremamente severe (detenzione e multe) a carico di protestanti algerini”. Per questo la Federazione sostiene ogni passo di dialogo che l’Epa riesce a intrattenere su questi argomenti con i poteri pubblici e conferma il suo impegno a “pregare per la pace di questo Paese”.